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“Solo i giovani hanno di questi momenti. Non parlo dei giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. E’ privilegio della prima gioventù di vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta una bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezioni. Uno chiude dietro a se il piccolo cancello della mera fanciullezza ed entra un un giardino incantato. Là perfino le ombre splendono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha una sua seduzione. E non perché sia una terra ignota. Si sa bene che tutta l’umanità ha percorso quella strada. Ma si è attratti dall’incanto dell’esperienza universale da cui ci si attende di trovare una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi. Si va avanti, allegri e frementi, riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, accogliendo il bene e il male insieme – le rose e le spine, come si dice – la variopinta sorte comune che offre tente possibilità a chi le merita o, forse, a chi ha fortuna. Sì. Uno va avanti. E il tempo pure va avanti, finché ci si scorge di fronte una linea d’ombra che ci avverte di dover lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventù. È il periodo della vita in cui possono capitare di quei momenti cui ho accennato. Che momenti? Ebbene momenti di tedio, di stanchezza, di scontento. Momenti di irriflessione.”

- J. Pollock, “The Deep”
- J. Conrad, “La linea d’ombra”

I don’t like work—no man does—but I like what is in the work,—the chance to find yourself. Your own reality—for yourself, not for others—what no other man can ever know. They can only see the mere show, and never can tell what it really means.
—  Joseph Conrad, Heart of Darkness
Mi sento come se cercassi di raccontarvi un sogno, e sarebbe un tentativo inutile perché nessun racconto di un sogno può trasmettere la sensazione che nel sogno si prova, quella mescolanza di assurdità, di sorpresa e di smarrimento, in un fremito di spasmodica rivolta, quell’impressione di essere prigionieri dell’incredibile che è l’essenza stessa dei sogni..(…).
No, è impossibile; è impossibile trasmettere la sensazione di vita di una qualsiasi epoca della propria esistenza - ciò che ne costituisce la verità, il significato - l’essenza sottile e penetrante. È impossibile. Viviamo come in un sogno… soli.
—  Joseph Conrad, da Cuore di tenebra