interioris

Esiste uno spazio ghiacciato nel nostro cuore dove difendiamo la parte migliore di noi per paura che venga scoperta e distrutta, ma in realtà siamo anche in attesa che qualcuno la scovi, rompa questo ghiaccio e ci riscaldi.
Ci sono muri interiori altissimi che si sgretolano di fronte a un gesto di pura tenerezza.
—  Massimo Bisotti.
Non ho fatto altro che sognare. Questo, e questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita. Non ho mai avuto altra occupazione vera se non la mia vita interiore. I più grandi dolori della mia vita sfumano quando, aprendo la finestra che si affaccia sulla strada del mio sogno e guardando il suo andamento, posso dimenticare me stesso.
Non ho mai voluto essere altro che un sognatore. Sono appartenuto solo a ciò che non esiste dove io esisto e a ciò che non ho mai potuto essere. Ogni cosa che non è mia, anche la più vile, mi ha sempre parlato con poesia. Non ho mai amato nulla. Non ho mai desiderato altro se non ciò che non riuscivo neppure a immaginare. Dall’amore ho preteso soltanto che non cessasse mai di essere un sogno lontano.
Perfino nei miei paesaggi interiori, tutti irreali, è sempre stata la lontananza ad attirarmi; e il profilo degli acquedotti, nella lontananza di quei paesaggi sognati, aveva una dolcezza di sogno: una dolcezza che faceva in modo che li potessi amare.
—  Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine
Forse quando sentiamo che vogliamo tutto è perché siamo pericolosamente vicini a non volere niente. Il non volere niente ha due estremi opposti: o uno è del tutto realizzato e ricco e ha una tale quantità di mondi interiori che quello esteriore non gli serve per provare gioia, perché la gioia emana dal centro del suo essere; oppure uno è morto e marcito dentro e questo mondo non ha niente da dargli.
—  Sylvia Plath, da una lettera a Richard Sassoon 11 dicembre, nei Diari
Le persone incantevoli

Ieri, oggi e per sempre:

“Le persone più incantevoli al mondo hanno sempre un vissuto complesso.
Sono spesso le più difficili, ma anche quelle che sanno dare di più. Chi ha fardelli di dolori interiori, ma non si è arreso riserva a chi ama i sorrisi migliori, quelli ancora vivi. Perché le persone incantevoli hanno vinto il disincanto e per vincere il disincanto ci vuole tanto coraggio, lo stesso che serve per i sentimenti.”

(M. Bisotti)

Lettera alla me stessa dodicenne

È una moda consolidata di questo secolo scrivere epistole a improponibili interlocutori. Una moda che io mi esimo di disconoscere e che, anzi, propino agli altri e a me stessa. Scrivo a te, o a me, a dir si voglia, di un passato più o meno lontano a metà della mia formazione, in un tempo in cui non sono realizzata ancora e in cui ogni certezza poterebbe sgretolarsi da un momento all'altro. È facile, infatti, scrivere a conti fatti, a dadi tratti, a ponti attraversati, insomma, è facile scrivere durante la senilità quando si ha paradossalmente poco tempo ma anche tutto il tempo del mondo e, soprattutto, quando si deve per forza o per naturalezza accettare la vita vissuta.
Io, invece, scrivo alla me dodicenne quando ancora, quasi ventiduenne, posso permettermi di non accettare tutto.
Scrivo alla me di dieci anni fa per rileggere questa lettera a trentadue anni e sorridere della mia fragilità, perché solo elencando errori e consigli al passato, nel futuro potrò con lucidità tirare somme sul presente e, chissà, capire quanto i miei errori e i miei consigli cambino nel corso degli anni.
Il giudice che giudica il modo di giudicare di se stesso è artefice della vera giustizia.
Quindi, mia dolce me stessa, ancora bambina in quel corpo acerbo che prima o poi maturerà, ti chiedo di leggermi con attenzione.
Ricordo con tenerezza che hai più energia rispetto alla me di ora, ricordo che sei più agile, fai le capriole, giusto!? Io non le so fare più. Non sono molto atletica e questa cosa ti sorprenderà, perché se non erro vuoi intraprendere attività come la ginnastica artistica. Ricordo che costruisci delle bacchette con nastro, balli tanto. Io non ballo molto o, se ballo, lo faccio solo alle feste. Sono divertenti, sai!? Non sono così spaventose come credi, non è poi tanto difficile parlare con la gente. Tu credi di non avere argomenti, ma in realtà, le persone sono tanto diverse quanto uguali, basta saperle ascoltare. Ho iniziato dalle cose che mi facevano paura, nominandole, ponendo fin da subito sul banco le mie fragilità, le persone acconsentono, quelle stesse cose fanno paura anche a loro, e così si aprono. Sì, si aprono. Ti sorprenderesti del numero di amici che ho. Sono quasi tutti ottimi, sono leali e sono intelligenti, affatto superficiali, ma comunque divertenti.
Ho camminato su carboni ardenti, in questi anni.
La persona che sono ora è una briciola di quella che sei tu e mi è servito tutto, poiché oggi non sarei questa, non ti scriverei una lettera del genere. Forse, ti scriverei cose migliori o forse peggiori, ma, di certo, non ti scriverei così.
Arriveranno tempi duri… Ci saranno anni difficili, incontrerai anime malvagie e menti ostili, non averne paura, è necessario che tu perda, perché perderai, ma solo così si vince, nella vita… Perdendo.
Arriveranno anche cose belle, sentirai buoni odori, ti accarezzeranno i capelli e proverai baci gentili.
Purezza e Peccato ti verranno a trovare e si vestiranno allo stesso modo, conversa con entrambe per capire chi di loro è il baratro, poi ben riuscirai a scegliere l'entità da scortare alla porta.
Odio e Amore ti saranno amiche, spesso Amore si presenterà per prima e Odio gelosa ti porterà via i doni che Amore ti farà.
Indifferenza risolverà tutto facendoti cadere in un perpetuo torpore. Ogni tanto, però, ti sveglierai e farà male, perché Odio e Amore lasciano tracce che Indifferenza può guarire solo all'esterno, piaghe interiori che deteriorano l'organismo.
Arriveranno tempi bui per il mondo, ascolterai di molte morti e strane guerre internazionali e ti sembrerà che il mondo non abbia imparato.
Ma tu sì, hai imparato, stai imparando, impara.
Vorrei dirti di leggere di più, sono ancora troppo pochi i libri che leggi e vorrei dirti di non trascurare niente, ma non m'ascolterai, perché, d'altronde, è giusto che tu sbagli: sbagliando tu imparo io.
Vorrei dirti che la vita a ventidue anni è più semplice e, forse, è vero…
È più semplice, ma meno spensierata. A dodici anni puoi permetterti errori, io non me li posso permettere più, perché gli errori di ora mi condizioneranno per sempre.
Quindi, mi correggo, non è giusto che tu sbagli, è SACROSANTO che tu lo faccia.
Vorrei dirti che la nostra vita andrà bene, ma sarei un'ipocrita: anche se avessi la certezza del futuro, avrei anche la certezza della difficoltà nel suo raggiungimento.
Perché non è l'edificio che mi spaventa, ma la sua costruzione…
Ti prometto, tuttavia, che acquisterò il cemento migliore, dopotutto, ricordando chi sei, sto semplicemente seguendo l'esempio che ho sempre seguito: il tuo.
Buona vita a me.
Sempre tua,
Te stessa.

— Gabriella Ronza| apoteosidiparole.

Esiste uno spazio ghiacciato nel nostro cuore dove difendiamo la parte migliore di noi per paura che venga scoperta e distrutta, ma in realtà siamo anche in attesa che qualcuno la scovi, rompa questo ghiaccio e ci riscaldi.
Ci sono muri interiori altissimi che si sgretolano di fronte a un gesto di pura tenerezza.

«Ero piena di cicatrici, ma sotto le ferite ero ancora intera. Sotto le mie insicurezze, sotto il dolore, sotto i conflitti interiori, ero ancora intera…»
-I cento colori del blu

anonymous asked:

Perché le persone cambiano? Perché possono diventare l'opposto di ciò che erano? Ho amato tanto un ragazzo che ora non riconosco più. Era dolce, simpatico, mi incantava con solo gli occhi, ora è diventato volgare, arrogante, antipatico e così superficiale in tutto. Mi ero innamorata di qualcuno che non c'è più. Fa davvero male, ogni giorno, cercarlo in piccoli particolari, gesti ma capire che ormai tutto fa parte del passato, di un tempo che non ci appartiene più.

Le persone con cui stringi un rapporto, non cambiano, si rivelano. Ma questa rivelazione a cosa è dovuta? A dirla tutta, ci sono troppi fattori e probabilmente e ovviamente non starò a trattarli tutti, per cui ne scelgo uno che ritengo sia l'emblema della situazione, ovvero l'abitudine. Dove ne deriva il dare tutto per scontato, come la presenza delle persone che ci circondano, il luogo che ci circonda e tutto il resto. Nel complesso viene visto con occhi di superiorità che tende a sminuire l'importanza dei vari fattori. Questo porta anche a perdere la consapevolezza dei valori sia interiori che esteriori. Se tu ti ritieni innamorata di una sua parte, dove lo descrivi con gentilezza, probabilmente ti sei solo innamorata dell'idea che tu ti sei creata di lui, di ciò che pareva essere un tempo. E il fatto che tu, tenda a sottolineare che stai cercando qualcosa di lui che si colleghi al passato, è una dimostrazione che conferma la tesi. Sai, è molto facile essere ingannati dalle proprie emozioni, sono assai bizzarre, a volte tendono a mischiarsi con la voglia di desiderare e tutto questo porta all'allusione di essere innamorati, ma così non è. Ti sei creata una specie di gabbia con una sola porta per uscire, ben visibile, ma non la utilizzi, preferisci girarci intorno, cercando un'altra uscita, sperando che dal nulla compaia ma così non sarà, d'altronde tu stessa hai voluto che ci fosse una sola via di fuga. Ti chiedo scusa in anticipo, se ti sto rispondendo in modo diretto, quasi come se volessi sminuire le tue parole ma hai pronunciato tre parole che mi hanno costretto a farlo, ovvero “ho amato tanto” e a mio parere quando si arriva ad amare tanto, ami ogni caratteristica che ti circonda, sia tua che sua, anche se magari ti può fare del male, tu la ami lo stesso e non la cambieresti con un po’ di dolcezza o simpatia in più, questa è solo eresia non è amore.
Questa è la risposta che ti ha dato la mia personalità apatica, chissà, come avrebbe risposto la mia parte opposta, solo il tempo può definirlo. Un abbraccio.
-Ash

Conoscenza e conflitti

Per un bambino non è facile imparare a camminare senza cadere; non è indispensabile che cada e non è detto che debba accadere per forza, ma è presumibile che succeda, e sarà utile al bambino per imparare meglio l'equilibrio.

Così è per noi che affrontiamo le situazioni dell'esistenza; ci scontriamo dolorosamente con delle leggi di una natura sconosciuta che gradatamente stiamo assimilando e facendo nostre.
E’ un cammino non sempre facile, ma che può essere sostenuto dal nostro impegno e sincerità con noi stessi: conoscere i meccanismi del nostro io, essere consapevoli del momento che rappresentiamo, essere “presenti alle azioni che svolgiamo e ci coinvolgono.
Così non ci sarà bisogno che una natura amica debba sollecitare la nostra attenzione e rompere le nostre cristallizazioni con mezzi la cui dolorosa efficienza è sempre proporzionata alla nostra ignavia.

Il cammino non è semplice, ma la soluzione lo potrebbe essere se solo smettessimo di voler essere quello che non siamo.
Il fatto è che siamo portati a nascondere quelle cose che non ci piacciono, e lo facciamo anche a noi stessi realizzando una figura immaginaria a cui crediamo e che vogliamo mostrare ad altri.
Così procediamo in un'illusione di verità che non ci appartiene. Questo ci procura tutti quei contrasti e quelle sofferenze che ci vengono dalla verifica pratica e dai conflitti interiori fra l'io e la verità intima del nostro essere.

Se fossimo consapevoli delle vere ragioni che ci spingono ad agire, la maggior parte dei conflitti che sentiamo, sparirebbero.
Potremmo anche agire con una maschera, necessaria ai compromessi, alla buona educazione e al vivere la difficoltà dei rapporti in una società così complessa, ma saremo consapevoli che è una maschera e non la nostra vera natura.
Sono convinto che questo basterà a pacificare la nostra coscienza e rendere ragione alla nostra verità.

Le persone più incantevoli al mondo hanno sempre un vissuto complesso.
Sono spesso le più difficili ma anche quelle che sanno dare di più. Chi ha fardelli di dolori interiori ma non si è arreso riserva a chi ama i sorrisi migliori, quelli ancora vivi. 

Perché le persone incantevoli hanno vinto il disincanto e per vincere il disincanto ci vuole tanto coraggio, lo stesso che serve per i sentimenti.

Massimo Bisotti