interiorae

Sei a due centimetri da me e qualcosa non quadra.
Ho una dannata voglia di stare ancora sotto il tuo braccio, anche se nego, ci sto bene.
Non mi guardi più, vorrei scappare ma è impossibile fin quando questa maledetta macchina non sarà arrivata a destinazione: noi.
Sto per piangere.. Mi copro il volto con il cappuccio del giubbotto e infilo le mani tra le cosce per scaldarmi un po’, fa un freddo cane. Tu non mi capisci, nessuno può.
Impazzisco tra la voglia di sentirti addosso e la consapevolezza che sarà solo una notte per te. Finalmente la tua voce spezza il silenzio «Ho capito perché mi respingi.. Ti piace un altro»
No cavolo, no, mi piaci tu, rimettimi la mano tra i capelli e toccami come sai fare, che il mondo sembra meno crudele quando ho le tue mani addosso.
«Non mi piace nessuno»
«E allora perché mi respingi?»
«Perché sei un maschio»
«È un reato?»
«Siete tutti uguali»
«Ti sbagli.»
Vorrei non credere in quello che dici eppure è così semplice lasciarsi corrompere dal tuo stupido modo di fare..
La macchina si ferma, non c'è più tempo per pensare..
La tua bocca mi inietta roba stupefacente, e il suo gusto di fumo e fantasia è tutto ciò che mi serve per respirare. La pace dei sensi fa a pugni con le paranoie che mi girano in testa.
«No, per favore..» dico
Fa male sai? Tutto questo è una pugnalata dritta nello stomaco. Tu sei il coltello ficcato nelle mia interiora.
Sono terrorizzata all'idea di dover tornare alla realtà e accettare il fatto che tutto finisce ma niente mi lascia, soprattutto i ricordi.
Siamo arrivati a destinazione.
Tu lì
Io dove mi hai lasciata.
—  F. Maneli, San Martino
Loro non capiscono.
Quando ti senti crollare il mondo addosso
Loro non capiscono.
Quando i tuoi complessi ti lacerano le interiora
Loro non capiscono.
Quando i tuoi pensieri ti distruggono l'anima
Loro non capiscono.
Quando i tuoi sentimenti si cannibalizzano e si dilaniano fra loro
Loro non capiscono.
Quando sorridi ma i tuoi occhi fanno tutt'altro
Loro non capiscono.
No, non capiscono.
—  Asheart
V.I.T.R.I.O.L.

V.I.T.R.I.O.L (Masonic/Alchemical Motto)

In chemistry, vitriol is iron or copper sulfate salts and their derivative, sulfuric acid. The name comes from the Latin for “glassy,” after the resemblance of iron sulfate to shards of green glass. Vitriol is symbolized alchemically as the “green lion,” a poisonous substance that appears when metal is degraded by acid. Sulfuric acid, or oil of vitriol, was used in the synthesis of the lapis philosophorum- the Philosopher’s Stone. One unique property of sulfuric acid is the dissolution of metals- all except for gold, on which it has no effect.

The alchemical motto for vitriol is “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem,” “Visit the interior of the earth and rectifying (purifying) you will find the hidden stone.” The motto originated in L’Azoth des Philosophes by the 15th Century alchemist Basilius Valentinus.

In Freemasonry, the motto is a common component of the symbolic “Chamber of reflection,” where a Mason contemplates and reflects on the nature of death. In both Freemasonry and Alchemy, the motto refers to a process of internal, spiritual purification.

La stanza si deforma mentre l'ansia mi divora, è come un virus che perfora le mie ossa e le interiora, mi toglie la forza e il mio organismo deteriora. L'ultima risorsa, prego Cristo e come sempre lui mi ignora.
—  Mostro
La sua voce graffia, e le sue parole vanno giù come sassi, cadono a piombo, talmente pesanti che non puoi fartele scivolare addosso. Rimangono lì a stagnare, e sai che con gli anni si faranno cattive, marciranno. La verità ti rovescia sempre lo stomaco, ti tira fuori le interiora, te le spacca in due.
—  Acquanera, Valentina D’Urbano