interesse

Prima c’è la gara a chi ha più malanni con elenco dettagliatissimo, accompagnato da tocchi sulle parti interessate e espressioni piene di pathos . Subito dopo “i giovani di oggi…”, o “gioventù bruciata”, ma i loro nipoti sono diversi, fantastici, superlativi, non come gli altri scapestrati. Poi ancora “ai miei tempi”, racconto di tutta la loro vita con tanto di aneddoti dei mitici anni 70’/80’. Gli anziani regnano sovrani nelle sale d’attesa dei medici :D
—  vivainonni

Sono in libreria, dove mi attardo, senza particolare interesse e con una punta di malcelata insofferenza, a scrutare l’attuale produzione editoriale, un magma informe di autori, di copertine variopinte, di titoli esotici: Instant Book, libri scritti per essere mangiati e digeriti in un giorno come un panino di McDonald’s.
Passo ad un’altra sezione, e ritrovo tra i Classici Oscar Mondadori, un’altra generazione: Musil, Hesse, Svevo.
Ecco Sulla strada di Jack Kerouac. Quanti ricordi!
Leggendo quel libro, e altri (Jukebox all’idrogeno, raccolta di poesie di Allen Ginsberg) si aveva la sensazione che l’America fosse proprio lì dove tu vivevi. D’altronde chi ce li aveva i soldi per andare in America? Ma quello che importava era che tutto attorno riverberasse della luce di novità e di libertà intellettuale che emanava da quei testi.
Apro il libro e lo sfoglio: quanto tempo è passato. E in fondo, ahimè, quante promesse non mantenute da quell’ideale di vita.
Certi passaggi del libro hanno veramente tanti anni, e li dimostrano tutti.
Passo direttamente alle ultime venti righe, che ricordo praticamente a memoria, e che da sole valgono, per me, tutto il libro.
Venti righe in puro stile Beat generation, una visione siderale dei grandi spazi americani, una certezza di infinito sotto i cieli dell’America:

E così in America quando il sole tramonta e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità, e so che a quell’ora nello Iowa i bambini stanno piangendo nella terra in cui si lasciano piangere i bambini, e che stanotte spunteranno le stelle, e non sapete che Dio è Winnie Pooh?”



Winnie Pooh?! Ma quale Winnie Pooh!
Per un attimo resto sorpreso e incredulo…
Impossibile, non era Winnie Pooh. Nel libro che ho io, la seconda edizione nella collana Medusa di Mondadori, del 1959, (sovracoperta in bianco/verde/oro/nero, nella traduzione di Magda de Cristofaro e con la presentazione di Fernanda Pivano) Winnie Pooh non c’era.
Vado a casa, cerco il libro, lo trovo, lo apro e leggo: “e non sapete che Dio è l’Orsa Maggiore?”.
Ecco! L’Orsa Maggiore!
Ma cosa sarà accaduto perché l’Orsa Maggiore sia diventata Winnie Pooh?

articolo di Claudio Montanari

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