ingorgo

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L'ingorgo a croce uncinata (dal film Così parlò Bellavista)

Intasamento e ostruzione
In tutto questo ingorgo, mi insegno ad apprezzare i momenti in cui diligentemente e con precisione metto in fila ogni cosa nella testa.
La cosa buffa… è che semplicemente ho ordinato elementi, per se stessi, ingarbugliati e ammassati.
Alla fine, mi rimane un'ordinato ingorgo di cose.
File di persone imbottigliate che criticano il traffico da dentro l’abitacolo di un’auto con dietro di loro file di persone che criticano il traffico da dentro l’abitacolo di un’auto, e così via, fino all’ultimo tizio che usciva di casa per fare un pronto soccorso e ora piange.
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Ingorgo | ((( aitanblog )))

Giusto 15 anni fa, il 3 ottobre del 1999, è morto mio padre. Un infarto giù al parco dove viveva. La strada era gremita di persone e di auto. Forse senza tutto quel traffico si sarebbe potuto salvare.

Ischia Ponte: ingorgo tra pastori

Ischia Ponte: ingorgo tra pastori

Ingorgo di pastori, auto e famiglie ad Ischia Ponte. Il presepe vivente dell’UNICEF in corso al borgo ha causato non pochi problemi alla viabilità, con le auto che, terminata la messa del Vescovo volevano uscire dal borgo stesso, trovando la strada all’altezza della farmacia letteralmente bloccata dal palco e dai bambini. Tanto nervosismo tra i presenti e parole grosse volate sia in strada che…

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Traffic jam

Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore a quella gente consumata nel farsi dar retta un amore così lungo tu non darglielo in fretta non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre” nell'ipocrisia dei “mai” non sono riuscito a cambiarti non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio per farti più bella e pensarmi già vecchio tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi, digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni per ritornare dopo l'amore alle carezze dell'amore era facile ormai non sei riuscita a cambiarmi non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro i tuoi occhi assunti da tre anni i tuoi occhi per loro, ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo e troppo stanchi per non vergognarsi di confessarlo nei miei proprio identici ai tuoi sono riusciti a cambiarci ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente dimmi senza un programma dimmi come ci si sente continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito farai l'amore per amore o per avercelo garantito, andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori o resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai.

—  Fabrizio De Andrè, Verranno a chiederti del nostro amore
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Sicilian Gesture 

Dunque, con il mio collega Texano Tom e sua moglie Jenny, decidemmo di andare al mare. Prendemmo la sua macchina in affitto (l’unica in grado di contenere i due metri e tre centimetri di Tom) e imboccammo la statale. Ad un incrocio ci trovammo imbottigliati in un ingorgo. Tom presto incominciò ad innervosirsi ma gli dissi di pazientare:

“Vedrai che quel vecchietto deciderà democraticamente di farci passare”

Infatti dopo qualche secondo il vecchietto in questione, mentre urlava con la moglie seduta accanto a lui, fece retromarcia lasciandoci passare. Tom non nascose la sua contentezza e passando accanto al vecchietto lo ringraziò:

“Molte grazie”

Gli disse e con la sua enorme mano fece un gesto di buon augurio texano : le corna con il pollice allungato.

Il vecchietto diventò rosso, cercò di aprire la porta ma non riuscendoci abbassò il finestrino gridando

“….unutu…stasi…irru”

Riusci ad aprire lo sportello scese e prendendo qualcosa da per terra ce lo tirò. Al colmo della sua indignazione apri pollice ed indice delle due mani nella classica forma delle parentesi aperte e chiuse. Tom non capiva, così gli spiegai che il suo gesto era un chiaro dubbio sulla fedeltà della moglie, che scesa dalla macchina stava calmando il vecchietto sull’orlo di un infarto. Gli chiesi se nella sua scuola di Italiano a Cefalù, gli avevano fatto qualche lezione sui gesti.

“Si – mi rispose – buono, mangiamo, dopo ….e cose così!”

“Ma cosa voleva dire quel gesto così…” chiese innocentemente Jenny rifacendo il gesto delle parentesi del vecchietto.

“Che voleva abusare dell’ano di Tom fino a renderlo grosso così”

“Povero Tom – fece Jenny – non ti saresti potuto sedere per moooolto tempo”

Tom ne convenne.

Qualche mese dopo, negli uffici della nostra società di Amsterdam, andai a trovare Tom e con lui, andammo nella mensa aziendale per mangiare. In ascensore però ci incontrò  Mr. K, un nuovo manager che a Tom non era molto simpatico, sentimento che Mr. K. Condivideva. Appena mi vide Mr. K mi prese a braccetto ignorando Tom ed incominciò a parlarmi. Tom fece finta di niente ma la cosa non gli piaceva. Raccolto un po’ di cibo sul vassoio stavo tornando da Tom ma Mr. K. mi dirottò  verso un altro tavolo dove non c’era posto per Tom. Questo fece infuriare Tom che si sedette scuro in volto dietro Mr. K. Quest’ultimo mi continuava a parlare di business plan, ma io osservavo Tom che masticava meccanicamente guardando Mr. K. Con odio profondo. Ad un certo punto, quando incontrò il mio sguardo indicò con un dito se stesso, poi Mr. K. e alla fine fece il gesto delle parentesi con grande soddisfazione. Mi scoppiò da ridere e Mr. K. vedendomi guardare alla sue spalle si voltò notando Tom con il gesto delle parentesi ben in evidenza.

“Tom dice che ha portato una torta con carote grande in quel modo e dopo vorrebbe offrircene una fetta”.

Mr. K. era goloso e quindi già pregustando la soffice torta con carote e cannella sorrise. Strinse il pugno con il pollice alto e disse a voce alta a Tom

“Thank you, I like it……”

Tom lo guardò sconcertato, non sapendo questa passione di Mr. K. per gli abusi prostatici. Lo guardo stupito simulando un quasi sorriso, e quando il manager si voltò per parlarmi, si toccò con l’indice la tempia scuotendo la testa e dopo una scrollata di spalle, incominciò a mangiare.

Sicilian Gesture

So, with my fellow Texan Tom and his wife Jenny, decided to go to sea. We took his rent car (the only one capable of holding two meters and three centimeters of Tom) and turned onto the highway. At an intersection we were stuck again. Tom soon began to get nervous but I told him to be patient:

“You’ll see that the old man will decide democratically to make us go”

In fact, after a few seconds the old man in question, while screaming with his wife sitting next to him, backed out leaving us pass. Tom did not hide his delight and past the old man thanked him:

“Many thanks”

Tom said, and with his huge hand waved bode Texan: horns with the thumb extended.

The old man turned red, he tried to open the door but failing that rolled down the window shouting

“… .Fuc… … Son of…. Ass…”

He managed to open the doorlooking for some stone to be delivered against the Tom’s car, At the height of his indignation open thumb and forefinger of both hands in the classic shape of the opening and closing brackets. Tom did not understand, so I explained to him that his gestureto the old man was a clear doubt on the loyalty of his wife, who got out of the car was calming the old man on the verge of a heart attack. I asked him if in his school of Italian in Cefalu, had made him a few lessons on gestures.

“He - he said - good, eat, after … and things like that!”

“But what that gesture meant so …” Jenny asked innocently imitating the gesture of the old brackets.

“What did Tom abuse anus until it is so big”

“Poor Tom - Jenny did - you would not have been able to sit for loooong time”

Tom he agreed.

A few months later, in the offices of our company in Amsterdam, I went to see Tom and with him, we went to the canteen to eat. In the elevator, however, we met Mr. K, a new manager that Tom was not very sympathetic, Mr. K. He shared that sentiment. As soon as I saw Mr. K took me by the arm and ignoring Tom began to talk. Tom was so patient do not replay to him,  but what Mr. K did, Tom not like.I picked up a bit ‘of food on the tray I was returning from Tom but Mr. K.  diverted me to another table where there was no place for Tom. This infuriated Tom sat frowning behind Mr. K. The latter I kept talking about business plans, but I watched Tom chewing mechanically watching Mr. K. with deep hatred. At one point, when he met my gaze pointed at himself, then yo Mr. K. and  made the gesture of parentheses with great satisfaction. I bursts out laughing and Mr. K. seeing me look at his back turned noticing Tom with the gesture of the brackets out clearly.

“Tom says he has brought a cake with carrots great that way and after lunch he would like tooffer us some slice.”

Mr. K. was greedy and then relishing the soft cake with carrots and cinnamon smiled. He clenched his fist with his thumb up and said aloud to Tom

“Thank you, I like it ……”

Tom looked at him puzzled, not knowing that passion of Mr. K. for abuse prostate. I look at him amazed almost simulating a smile, and when the manager turned to speak to me, he touched his temple with his index finger shaking his head and after a shrug, he began to eat.

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole, il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole. All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti, le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti; come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda, ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda, punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate, di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate... Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo, ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo, in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini, frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini; come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte, ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte, di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare, di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare... Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo, le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo. Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato, ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato; come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi, in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi, dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti, di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti... Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni, gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti? Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa, l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa... che chiami... vita... Francesco Guccini, Lettera.
Usa ancora colpiti dal maltempo. Stato d’emergenza a Washington

Non si placa la bufera di neve che sta investendo da ore la costa orientale degli Stati Uniti. Washington e New York sono praticamente ferme. Nella capitale la nevicata si avvia a raggiungere livelli record. Finora cancellati più di settemila voli.

Difficile la circolazione stradale. Nello Stato del Kentucky il blocco di una autostrada ha creato un ingorgo di 50 chilometri.

Disagi anche nei trasporti pubblici. La chiusura in via precauzionale della metropolitana di Washington ha reso ancora più difficile la situazione per gli abitanti.

“Per me chiudere la metro è una cosa senza senso, ci sono molte persone che debbono andare al alvoro, ci sono ospedali e altre strutture che non chiudono per la neve. Così gli complichiamo la vita”.

Secondo una stima, l’ondata di maltempo che sta colpendo il Nord-Est degli Stati Uniti coinvolge una popolazione di almeno 85 milioni di persone in 20 diversi Stati.