inefficacious

C'è poco da rimpiangere; oltre al fatto che non è detto che non lo vedremo entrare dalla finestra, dopo averlo visto uscire dalla porta.
Non c'è dubbio, l'uscita di scena è stata da par suo commovente e ben strutturata, degna della teatralità e della personalizzazione del potere che ha contraddistinto i suoi mille giorni di governicchio (in linea con i bluff di Mussolini, Craxi è Berlusconi).
La sua è stata una funzione governativa rappresentata più che realmente esercitata. Le leggi varate a colpi di fiducia si sono rivelate dei contenitori vuoti, delle quinte teatrali che nascondevano il nulla (come la 107 della sedicente Buona Scuola), o dei provvedimenti ingiusti e inefficaci fatti per tacitare i cugini d'Europa (lèggi jobs act).
Forse ci siamo liberati della sua arroganza, del suo narcisismo debordante, della sua furbizia machiavellica e dei processi di semplificazione che ha messo in atto e che, di fatto, puntavano a mortificare ulteriormente gli spazi di scelta e partecipazione democratica dei cittadini. C'è poco da rimpiangere e qualcosa da festeggiare nell'attesa di vedere cosa succederà adesso.
—  Gaetano Vergara
Così né la tenerezza dell’amicizia, né la bellezza della terra e del cielo, potevano redimere la mia anima dal dolore; gli stessi accenti dell’amore erano inefficaci. Ero avvolto da una nube che nessuna influenza benefica poteva penetrare. Un cervo ferito che trascina le sue deboli membra in qualche moschetto nascosto, per guardare la freccia che l’ha colpito, e per morire, ecco com’ero io
—  Mary Shelley, Frankenstein o il moderno Prometeo, 1818 - cap. IX