impatto ambientale

Scrivi Corso Stati Uniti, leggi Soho. I cinque migliori caffè letterari della zona industriale

di Lorenzo Innocenti


Tappa imprescindibile per patiti di psycho-design ed epilazione laser a basso impatto ambientale è corso Stati Uniti.

Corso Stati Uniti scorre libero e incontrastato nel cuore più industriale e cementizio della città, vicino geograficamente, forse, ma moralmente distantissimo tanto dai fasti vezzosi del centro storico, quanto dai villini pentafamiliari delle zone immediatamente limitrofe e più o meno prestigiose.

Corso Stati Uniti non somiglia ai normali spazi del nostro quotidiano: è un'esperienza selvaggia e brutale che sfiora il misticismo; un'esperienza fatta di Tir multiarticolati mugghianti, lanciati a folle corsa lungo le sconfinate praterie sbocciate dagli accordi di Schengen… di motel dai nomi floreali (Tulip Inn, Ibis) e dal grigiore supersonico… di pranzi aziendali liofilizzati… di aziende dalle denominazioni impossibili (Sticar, Geico, Cerved, Viger, Crei, Dever, Manens-Tifs… frutto di una lingua nuova, di etimologie non certo latine e nemmeno lontanamente indo-europee, ma commerciali, post-fordiste, materialisticheggianti).

Corso Stati Uniti è il lato nascosto del nostro benessere, l'equivalente di ciò che il decrepito ritratto ad olio nascosto in soffitta rappresentava per l'anima del fu Dorian Gray.

Lo sapevi che per farti funzionare Whatsapp sul telefonino c'è bisogno di questo?

Lo sapevi che per se vuoi i cerchi in lega questi devono esistere?

Si princìpi l'itinerario dalla rotondina che spartisce il traffico in parti eguali tra la Strada dei Vivai, l'Interporto e via Lisbona.

Lo si faccia a piedi, mossi dalla consapevolezza che soltanto pochissimi esseri umani, prima di noi, hanno solcato questi stessi marciapiedi così creativamente dissestati ed arredati con disinvolutura Boehemien Chic.

Non trascorrerà molto tempo prima che, aldilà del bel vialone alberato (che fa molto Ostia per altro, molto città di mare) appaja la sagoma turrita e finemente architectural della MG Tower, uno dei tanti centri direzionali della zona.

L'incontro, di per sé discretamente psichedelico, ci riconduce comunque verso schemi in qualche misura conosciuti, rassicurantemente legati a quella che è la nostra esperienza empirica: torre, palazzo, commercio, infissi in pvc, cemento…

La stessa scritta Pizzeria, il Menù griffato Coca Cola, l'addobbo “Buone Feste” dimenticato da chissà quanti Natali all'ingresso della verandina…

Ogni cosa qui è conosciuta, sì.

E c'è anche spazio per la Storia, per quello che è stato prima dell'italica rivoluzione industriale, prima che il mondo cambiasse così tanto da non poterlo più riconoscere.

Ma poi bastano pochi passi in via della Ricerca Scientifica per farci smarrire ogni riferimento col conosciuto, con l'esperito, col fenomenico.

Un passo di Cent'anni di Solitudine rende bene la sensazione che ci si sentirà agitare dentro, addentrandosi nello stradone: “[…] molte cose erano prive di nome e per citarle occorreva indicarle col dito”.

Ad aumentare il senso di disagio concorrono i ripetuti richiami a morti violente…

e questo fiume malato, costretto tra due rive di cemento armato.

Si risalga faticosamente la via, ora, aggrappandosi con ogni residua stilla d'energia alla scrittina vintage appoggiata alla cabina elettrica, che ci riporta ai bei tempi del Senatùr, di Alba Parietti, di Drive In e il governo ladro ed Eia Eia Alalà… al lato più intellegibile, insomma, del nostro passato nazionale.

Ci si aggrappi alla cabina, o perlomeno alla scritta, dunque, prima di accarezzare con lo sguardo il multicentro maxidirezionale megatronico…

un torpedone di vite…

e varie altre amenità.

URGENTE E IMPORTANTE

Trump ha deciso di ignorare i diritti dei Sioux e ha autorizzato la costruzione dell'oleodotto che attraversa i loro territori. Oltre all'offesa verso un popolo, l'impatto ambientale sarà enorme. Quando, tra qualche decina di anni, il mondo intero si fermerà per la mancanza del petrolio, piangeranno tutti quelli che non si sono impegnati nell'energia pulita. La banca italiana Intesa San Paolo ha deciso di finanziare il progetto americano, se sei una persona intelligente, combatti per la preservazione di questo pianeta. Firma la petizione per chiedere alla banca di interrompere il finanziamento, la trovi sulla pagina facebook di Greenpeace.
Non ti costa nulla amare il nostro mondo, ti costerà tutto rimediare alla tua negligenza.

PER FAVORE, REBLOG!
Itinerari in bicicletta, le vie più belle d'Italia

Chi ama il viaggio non può prescindere da una variante di trasporto che ha sempre più fedelissimi: la bicicletta. Ecologica, green, a basso impatto ambientale e dagli innegabili benefici per la salute, la bici conquista sempre più appassionati in Italia: i numeri di chi la utilizza come principale mezzo di spostamento continuano ad aumentare, soprattutto nelle grandi città. La vita si semplifica molto quando non devi cercare parcheggio per la macchina: la bicicletta aiuta a coprire distanze considerevoli senza avere lo stress di posteggiare l’auto e permette di raggiungere zone della città dove un mezzo a motore non potrebbe nemmeno entrare.

Esiste anche una categoria di persone che ama la bicicletta come trasporto fondamentale per le gite turistiche, anzi, spesso parte proprio in bici dimenticando volutamente l’auto: è un modo di viaggiare diverso, che richiede certamente preparazione fisica e ottima salute, ma permette di notare particolari che con l’auto non vedremmo mai. L’Italia, in questo, offre tantissimi percorsi meravigliosi che possono essere tranquillamente “pedalati”, godendo di paesaggi notevoli. Ecco una piccola lista degli itinerari in bici in Italia, con le vie più belle da percorrere sulle due ruote.

Via Francigena

Più celebre per le passeggiate, la Via Francigena comincia da Canterbury in inghilterra per arrivare fino a Roma. Il tratto italiano più bello da fare in bicicletta va da Fidenza a Roma, lungo un percorso di circa 500 km che attraversa l’Appennino, le più belle colline toscane, l’alto Lazio della Tuscia fino ad approdare a San Pietro, a Roma.

Sentiero della Valtellina (80 km)

Una ciclabile comodissima a fianco del fiume Adda, vicino alla ferrovia (così se ci si stanca si può cambiare mezzo di trasporto…). Le bellezze della Valtellina, ricca di verde e di splendidi campi, sono tutte da gustare in questo percorso non lunghissimo, ma valido per una piccola gita fuori porta.

Ciclovia dei Borboni (334 km)

Il Sud Italia riserva perle inattese: da Napoli a Bari in bicicletta si può, lungo le vecchie strade del regno borbonico. Tendenzialmente pianeggiante, dal clima ottimale quasi tutto l’anno e con paesaggi di rara bellezza, la Ciclovia dei Borboni è ricca di tappe da vedere e gustarsi in totale relax.

VenTo (679 km)

Progetto in divenire, va detto, ma sicuramente uno dei più interessanti d’Italia: la ciclovia che unisce Venezia a Torino sfrutterà ciclabili, alzate di fiumi e canali, stradine secondarie a bassa percorrenza per godere delle bellezze più particolari e dimenticate della pianura padana. È un lungo lavoro, ma potrebbe diventare presto realtà.

Ciclovia adriatica (1300 km)

Da Trieste a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, per un viaggio lunghissimo e ricco di variegati paesaggi, con lunghi tratti pianeggianti che consentono una pedalata serena. Alcuni tratti abruzzesi son ben dotati di percorso ciclabile ottimamente tenuto, mentre nelle altre regioni attraversate ci si affida al buonsenso e alla massima attenzione da tenere sulla celebre statale 16, l’Adriatica, di solito affollata dalle macchine. Il periodo migliore per farlo è la tarda primavera, mentre l’estate è assolutamente da evitare.

Passo dello Stelvio

Vera sfida atletica per i più preparati, il passo dello Stelvio è il valico più alto d’Italia, al confine con la Svizzera. In tarda primavera, quando riapre, è affollato di persone che mettono alla prova le proprie capacità fisiche sui celeberrimi 48 tornanti del versante altoatesino (36 invece quelli del tratto lombardo). Luogo di gare all’ultima salita, permette di ammirare dei paesaggi incredibili e respirare l’aria pura delle montagne.

Riviera di Levante (22 km)

Impossibile non nominare le bellezze della Liguria, con il percorso ciclopedonale che parte e arriva a Levanto passando per Bonassola e Framura, nella provincia di La Spezia. Ventidue chilometri di meravigliosi scorci di mare, adeguatamente protetti da apposite strutture, e con in più una serie di gallerie che risalgono all’Ottocento

Pista Ciclabile del Parco Costiero (25 km)

Come la VenTo, è parte di un progetto che prevede la costruzione di un percorso ciclabile tra Genova e Marsiglia. Per ora si possono godere i 25 chilometri totalmente pianeggianti tra Ospedaletti e San Lorenzo a Mare, in provincia di Imperia, che sono stati ricavati dalla ex linea ferroviaria dismessa: uno spettacolo notevole.

Ciclovia degli Appennini (1800 km)

Dal colle di Cadibona in Liguria fino a Reggio Calabria, nel profondo sud d’Italia, seguendo la dorsale appenninica. Possibile anche la deviazione verso la Puglia, da seguire sullo splendido itinerario degli acquedotti pugliesi. Serve una preparazione atletica notevole, va detto, e molte zone non sono ancora state degnamente rilevate, ma la scelta è impagabile.