immagini che mi piacciono

Nome: Beatrice Cerocchi

Blog: @beatricecerocchi

Primo post: ottobre 2013

Gentili Tumblere e Tumbleri, questo mese abbiamo deciso di deliziare i vostri occhi intervistando un’illustratrice che non potrete dimenticare tanto facilmente: @beatricecerocchi vi fa tornare bambini, proiettando un mondo fantastico e colorato.

Ciao Beatrice, raccontaci di te. Chi sei, da dove vieni, cosa fai?
Ciao! Sono Beatrice Cerocchi, sono un architetto con la passione per l'illustrazione. L'anno scorso dopo essermi laureata in Architettura a Roma mi sono trasferita a Milano per frequentare il MiMaster, un master in illustrazione editoriale. Lì ho avuto modo di affrontare i diversi ambiti dell'illustrazione: dai magazine, agli albi illustrati, alle copertine di libri, alle infografiche, il tutto diretto e coordinato da grandi professionisti. Attualmente lavoro come illustratrice freelance e grafica, ho illustrato un piccolo libro per Edizioni EL e ne ho altri in cantiere.

Hai uno stile molto particolare, che non passa inosservato. Qual è la tua fonte d'ispirazione?
Mi capita spesso di uscire a disegnare. Sicuramente la realtà, tutto quello che mi circonda, è la mia fonte d'ispirazione primaria. Sono un'osservatrice, noto dettagli che altri attorno a me non noterebbero mai: direi che gli occhi sono il mio strumento di lavoro principale. Mi piace viaggiare, vedere nuove città, visitare mostre, mi interessa l'arte e l'architettura.

Secondo te cosa colpisce di più dei tuoi disegni?
Probabilmente la sintesi delle forme e lo studio della composizione. Questa semplicità può attirare il pubblico dei più piccoli. Qualcuno mi ha scritto che i miei disegni “sono illustrazioni senza tempo”, da qui ho capito che questi miei disegni suscitano anche negli adulti una forza evocativa di qualcosa che è passato, nascosto nella memoria ma pronto a ritornare attuale.

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«Che immagini hai nel cellulare?»
«Cose che mi piacciono».
«Tipo?»
«Tipo il mare, persone che si abbracciano con affetto, frasi, animali…»
«E foto di te? Non ne hai?»
«Ti ho già detto che ho solo foto di ciò che mi piace».

Mi piacciono i poeti che descrivono quello che hanno dentro ai loro silenzi
alle loro nostalgie
paure
perplessità
debolezze
felicità
dolori.
Mi piacciono i poeti che raccontano le emozioni
che uno stato d'animo me lo facciano vedere con delle immagini
con un racconto a colori.
Mi piacciono i poeti che quando li leggo se gli sono venute le lacrime
mi tocco gli occhi
se gli batte il cuore
passo le mie mani sul mio
che se prendono una donna fra le braccia
sento di prenderla anch'io.

Ginanni Umberto.

«Che immagini hai nel cellulare?»

«Cose che mi piacciono».
«Tipo?»
«Tipo il mare, cantanti, attori, persone che si abbracciano con affetto, frasi, animali…»
«E foto di te? Non ne hai?»
«Ti ho già detto che ho solo foto di ciò che mi piace».

«Che immagini hai nel cellulare?»
«Cose che mi piacciono».
«Tipo?»
«Tipo il mare, cantanti, attori, persone che si abbracciano con affetto, frasi, animali…»
«E foto di te? Non ne hai?»
«Ti ho già detto che ho solo foto di ciò che mi piace».
«Che immagini hai nel cellulare?»
«Cose che mi piacciono».
«Tipo?»
«Tipo il mare, persone che si abbracciano con affetto, frasi, animali…»
«E foto di te? Non ne hai?»
«Ti ho già detto che ho solo foto di ciò che mi piace».