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Ero in stazione, ad aspettare il treno delle 9:11. Beh, ero agitata e con un sorriso gigantesco. Ero insieme ad una mia amica perché lo stavo aspettando da due ore. Ecco che sentiamo “il treno sta arrivando”, l'ansia e l'agitazione si faceva sempre più grande. Mi mancava tantissimo e non vedevo l'ora di riabbracciarlo. Ed ecco, che vedevo scendere una rosa ma non si vedeva il volto della persona, appena tolse la rosa era lui. Io non potevo crederci, avevo le lacrime agli occhi. Perfino la mia amica non se lo aspettava. Mi ha fatto una sorpresa bellissima. Lui per venire da me deve cambiare due treni, e la sera prima ha fatto una ricerca per dove trovare una rosa in un'altra città perché se l'avesse presa dove abita lui la sera prima molto probabilmente non sarebbe durata. Quindi ha chiamato la fioraia la sera prima, ha guardato gli orari del tram ed è andata a prendermela e ha corso per non perdere il treno che lo porta da me. È fantastico. È pazzo. Giuro che sono felicissima. È stato stupendo, sul serio. Chi dice che con la distanza non si possono fare sorprese o far provare emozioni vere è un gran fallito. Questa è la dimostrazione che esiste l'amore vero.
Lo amo da morire. Non si può spiegare quanto ci amiamo.

«Ma perché? Non è sbagliato essere ambiziosi.»
«Certo che no.»
«Non è sbagliato adagiarsi.»
«Sicuramente no. Sa qual è l'unica cosa sbagliata?»
«No.»
«Essere un figlio di puttana come lei, signore.»
—  Mario Benedetti, Grazie per il fuoco (Gracias por el fuego), 1965 - cap. IV
Pardon ya.. Ç-Çok özür dilerim. Ee.. Fazla zamanını da çalmak istemiyorum.. Çok özür dilerim. Benim bişey söylemem lazım.. Gerçekten ve nasıl söyleyeceğimi hiç bilmiyorum. Eğer.. Eğer söylemezsem inan ben hasta olurum. Ya gerçekten hasta olurum. Ve bunu.. Biliyorum anlamayacaksın, kafan karışacak.. Benim de kafam çok karışık ama.. Öyle bir durum var ki şimdi..Nasıl desem?
—  Leyla İle Mecnun (via mecnungibikonusmak)
Le cose normali mi hanno sempre spaventata a morte. L'idea di un'esistenza tranquilla, priva di rischi, delusioni, colpi al cuore mi ha sempre fatto venire i brividi. Ho fatto poche cose rispetto ai miei coetanei, ne sono consapevole: a guardarmi da fuori, nel quotidiano, posso apparire noiosissima. Al tempo stesso, ho fatto cose che altri non avrebbero mai pensato di fare e sono quelle che mi hanno riempito la vita e dato la conferma di aver vissuto un'esistenza piena: non contano i giorni, ma gli attimi. Sono capace di cose grandi eppure mi perdo in quelle piccolissime. Qualche volta sussurro di voler essere come tutti gli altri, persone che hanno preso la patente a diciotto anni, hanno un lavoro e possono pensare ad un mutuo, vanno una settimana al mare o in montagna, si trovano a bere la birra ogni giorno alla stessa ora con gli stessi amici di sempre. Quelle persone che si accontentano di quello che hanno. Qualche volta penso davvero che vorrei anche io una vita fatta di piccoli piacere quotidiani, organizzata, un'esistenza senza sogni tanto grandi da uscire dai cassetti, poi però fortunatamente passa e non ci penso più.