illusionators

Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo.
Non c'è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento; la permanenza è un'illusione dei sensi.
—  Eraclito di Efeso

Questa notte ho impiegato molto ad addormentarmi. Nel buio, istintivamente, ho preso il cellulare che era sul comodino, e invece di aprire whatsapp o tumblr ho aperto l’applicazione delle mappe stellari e mi sono messo a vedere il cielo sopra il soffitto, come se i tre piani sopra il mio non esistessero, o fossero trasparenti, come se la luce della città non offuscasse il brillìo delle stelle, come se fossi in riva al mare, sdraiato sulla sabbia a contemplare. 

Invece ero nel letto, a casa, e non mi veniva sonno. Potrebbe apparire una cosa triste.

Ma proprio sopra la mia testa c’era Deneb. …«la vedi Deneb, lì… è la coda del Cigno… lo vedi in Cigno?… e poi, guarda,  con Vega e Altair, compone un triangolo isoscele… le vedi?», ed io, mezzo cecato, spingevo la sella degli occhiali sul naso nella illusione di mettere meglio a fuoco e dicevo «sì, è vero, è bellissima…».

Se fosse stata una cosa triste non mi sarei scoperto a sorridere.

Ci sono volte che...

…avrei voluto scrivere ogni attimo vissuto in queste ultime settimane. Avrei voluto raccoglierli tutti, uno a uno per poi serbarli, custodirli attraverso le parole e per evitare di scordarli me li ripetevo dentro ogni sera con l'illusione di poterli fissare indelebilmente nella mia satura memoria a breve. Ogni giorno però il tentativo - ovviamente - risultava vano anche se - ancora ovviamente - non demordevo dal mio ambizioso intento.
Mi ripetevo che scrivere mi sarebbe servito, che mi avrebbe aiutato a scaricare le tensioni quotidiane del lavoro e a rendere più sopportabili preoccupazioni e frustrazioni materiali e che magari mi avrebbe rilassato la mente e poi il corpo.
Ogni giorno mi ripetevo: “stasera apro il
mio nuovissimo (e ancora inutilizzato) pc-tablet e scrivo un pezzetto della mia vita”.
Ogni notte, rassegnata, sospiravo e mi auto-confortavo dicendomi “domani sarà il giorno perfetto per incominciare a scrivere”. Ovviamente così poi non è stato e suppongo così non sarà neanche domani.
Non è il tempo, non è lo strumento e non è neppure il mezzo scelto per raccogliere in parole i propri attimi di vita a essere importante. Ciò che invece è davvero importante, almeno per me, è che in realtà non sono gli attimi da ricordare ma proprio quell'attimo in cui ci si ferma quel tempo giusto a fissare nella mente - in apparenza solo in superficie - emozioni, sensazioni ma soprattutto sé stessi.
Non avrò scritto nulla sulla “carta” per circa due mesi, ma di certo so che ho scritto tanto nella mia memoria. E sul mio cuore.
Per scriverlo a parole, spero ancora e sempre che ci sia ancora tempo.
Chissà che il giorno perfetto non sia proprio domani…

Divenire evolutivo

A che punto siamo del nostro divenire evolutivo?
La domanda appare fondamentale per quasi tutti noi, perchè dimostra un disagio che speriamo possa essere superato da il nuovo stato d'essere che sarà il destino di tutti.
A che punto siamo arrivati?
Quanto ancora dovremo soffrire queste limitazioni che ci impediscono di esprimere la totalità del senso di appartenenza che ora ci appare faticoso e soggetto a mille condizionamenti?

Purtroppo queste sono le domande dell'io che deve morire a se stesso.
E’ questo il paradosso.

Il fatto è che dobbiamo imparare a rendere il nostro io elastico, così che permetta nuove vie di attenzione, mutando, i propri valori, focalizzandosi sul momento, e rompendo, così, l'ansia del divenire, l'illusione del non-essere, la costrizione a diventare qualcosa che non siamo.
Allora la domanda decade: NON siamo in un punto, “siamo il punto”.

Quando riusciremo a fare emergere questa consapevolezza, tutto il resto ci apparirà per quello che è, e ogni domanda si potrà sviluppare su delle basi di partecipazione e non più su un divenire sperato; giusto da perseguire, ma illusorio nel pensato.

È impegnativo stare dietro a una persona come me. Con le mie insicurezze, le mie paranoie. Con i miei tempi, con le parole che non riesco a dire e mi tengo nascoste dentro. Una che passa le notti sveglia a rimuginare sulle parole, che guarda ogni gesto con indifferenza, che non crede a nessuno e che fa caso a ogni particolare. Sono complicata, ho paura dei nomignoli dolci, sono difficile da gestire, sono acida e cattiva. Sono una persona strana. Ci sono giorni in cui voglio un abbraccio e altri che vorrei restare sola. Sono cresciuta con la diffidenza e le illusioni, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo di amore. Ho tremendi sbalzi d'umore. Ho migliaia di difetti, ma tu resta, non andare. Tu stai con me.

- florianatreccarichi
È che io mi illudo di essere importante per qualcuno e poi bam , questo trova il modo di sbattermi direttamente in faccia che non è vero.
—  ragazzadicarta