illusionators

anonymous asked:

Cos'è l'effetto osservatore?

E’ una teoria della fisica quantistica per cui sembra che non esista nessun fenomeno se non c'è un osservatore che lo determina.
Dunque la realtà delle cose, esiste solo se c'è chi le percepisce; cioè un soggetto che “sente” quella realtà.
Diversamente questa è indifferenziata; rimane nella nuvola di probabilità e non collassa in nessuna forma o evento.
In questo senso se noi fruiamo di una realtà, lo facciamo solo per la qualità del sentirci di esistere, e non per una struttura del reale, il quale esiste solo in funzione dei nostri limiti.
Sono questi che determinano forme, colori, movimento e tempo.
Perciò, per quello che ho capito, non ci può essere niente indipendente da noi, cioè dal soggetto che crea-percepisce.
In poche parole (lo dice anche la fisica) non esiste una realtà duale, se non nell'illusione della percezione. La realtà che trascende la percezione è unitaria: coscienza che “è”, e si identifica con quello che, nei limiti della perecezione, appare separato da lei.

Ecco alcune affermazioni:
“Ogni particella della materia è definita da una “funzione d'onda”. Solo nel momento dell'osservazione tale funzione “collassa” in una misura che ci dice la posizione o la quantità di moto della particella…. La particella esiste in tutti i punti di una nuvola di probabilità. E’ l'interazione con l'osservatore che la fa collassare in un singolo punto.”
(Franco Prattico - giornalista scientifico)

“Tutte queste ricerche (nella fisica quantistica) presentano la Realtà, per quello che il termine può significare, non come una proprietà intrinseca del mondo esterno, ma come intimamente collegata alla percezione che ne abbiamo; alla nostra presenza in quanto osservatori coscienti. ….
Un'idea che, portata alle estreme conseguenze, implicherebbe che l'Universo acquisisca un'esistenza concreta soltanto in conseguenza dell'essere percepito….
Si accettino o no queste idee paradossali, sta di fatto che la maggior parte dei fisici sembra d'accordo sul punto che, almeno a livello atomico, la materia rimane in uno stato irreale di esistenza latente finchè non venga assoggettata effettivamente ad una misurazione od osservazione.”
(Paul Davies - fisico, saggista e divulgatore scientifico)

Ora mi sento come se stessi aspettando qualcosa che so che non arriverà mai, perché adoro illudermi, sperare, ti senti più vivo mentre lo fai.
—  Bukowski
È che io mi illudo di essere importante per qualcuno e poi bam , questo trova il modo di sbattermi direttamente in faccia che non è vero.
—  ragazzadicarta
Mi sento ridicola, anche solo per averci sperato.
—  ibattitidelcuore

È impegnativo stare dietro a una persona come me. Con le mie insicurezze, le mie paranoie. Con i miei tempi, con le parole che non riesco a dire e mi tengo nascoste dentro. Una che passa le notti sveglia a rimuginare sulle parole, che guarda ogni gesto con indifferenza, che non crede a nessuno e che fa caso a ogni particolare. Sono complicata, ho paura dei nomignoli dolci, sono difficile da gestire, sono acida e cattiva. Sono una persona strana. Ci sono giorni in cui voglio un abbraccio e altri che vorrei restare sola. Sono cresciuta con la diffidenza e le illusioni, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo di amore. Ho tremendi sbalzi d'umore. Ho migliaia di difetti, ma tu resta, non andare. Tu stai con me.

- pezzidicuorestrappati

Non volevo che mi mancassi più e ho fatto di tutto per riempirmi la vita di cose da fare. Ma ogni momento in cui mi mancavi di meno, iniziavo a mancarmi io. Ci illudiamo di dimenticare e in realtà impariamo soltanto a riempire gli spazi bui. La verità è che senza la stella necessaria il buio è solo meno buio, non diventa luce.
—  Massimo Bisotti
Sono stata cosi stupida a credere di significare qualcosa per lui.
—  ibattitidelcuore
E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la mia vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni.
—  Oriana Fallaci, Un uomo.