il nascondiglio

Beato a chi la notte porta consiglio,
io invece alle tre e mezza
nemmeno sbadiglio
e cerco nella musica il mio nascondiglio
perché solo di giorno
io appaio tranquillo
ma col buio poi affondo
come all'isola del Giglio.
—  cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi

Non mi era permesso entrare nel tuo studio, soprattutto se eri chiuso dentro a lavorarci.
Invece no. Ero solo una bambina e non mi bastavano le favole che mi raccontavi alla sera per non deludermi, ormai a tarda ora, quando aspettandoti facevo già finta di dormire.
Invece no, in quello studio c'entravo.
“Papà, è l'ora del caffè, l'ho preparato io per te…” in una stupida tazzina finta e vuota.
“Quante volte ti ho detto che non devi entrare qui?…” Chiamavi Tata a gran voce perché mi venisse a prendere. Mi mandavi via…
Con la mia tazzina finta e vuota scappavo a nascondermi nel mio angolino segreto.
Solo Tata conosceva il mio nascondiglio.
“Questo caffè è buonissimo, Signorina.” fingendo di bere.
Forse sorridevo, non lo ricordo nemmeno più.
Invece no, in quello studio ci sono sempre entrata. Quando non c'eri e mi chiudevo alle spalle la porta silenziosamente, senza farmi vedere da nessuno.
Ti facevo i dispetti e ti mettevo a soqquadro la scrivania, ti scarabocchiavo tutti i fogli che trovavo.
Mi ricordo quella volta che ho cominciato a lanciare a terra molti libri della tua libreria, Tata che mi pregava di scendere dalla scala e di smetterla che se fossi arrivato, saremmo state nei guai entrambe.
“Che arrivi pure sono solo stupidi libri.”
Una punizione me la presi sicuramente e lo studio per parecchio tempo venne chiuso a chiave.
Invece no. Quella bambina ormai cresciuta sapeva quale fosse la chiave dello studio che puntualmente rubavo a Tata a sua insaputa. Ora, quando entravo, mi piaceva respirare il profumo dei libri, passavo ore in quello studio a leggere alla sua scrivania.
Un giorno arrivò e mi trovò assorta nella lettura, ricordo solo che mi baciò la fronte e uscì senza dire una parola.
Da quel giorno lo studio non fu più chiuso a chiave, ma ancora oggi, che non sono più quella bambina, difficilmente riesco ad entrare se lui è dentro a lavorare…

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Ricordi ispirati da @psicostregone

In un film della Disney c’è una ragazza come noi. C’è n’è solo una, come noi.Lei, non si piace. Odia il suo corpo, soprattutto le gambe e il sedere, li ritiene “troppo grossi”.E’ innamorata, da tanto, sempre di lui. Ma lui non la nota. La tratta anche male, e un giorno la manda via, la scaccia.Così, lei, se ne va. Cambia. Diventa cattiva. Ma non è cattiva. Ha solo smesso di esserci per lui. Ha smesso di esserci per tutti. Ha capito che non ricava niente aiutando persone che continuano a trattarla male. Basta. E’ cambiata.Però non ci riesce, non riesce proprio a dimenticarlo.E si accorge che così facendo gli causa del male. Ora ha svelato ai cattivi dove si trova il suo nascondiglio. Lo andranno a prendere. Morirà a causa del veleno. Non lo vedrà mai più. Tutta colpa del suo orgoglio. Ora si sente una stupida. Lei lo amava e lo odiava contemporaneamente. Però lui è sempre stata la causa del suo sorriso. Decide. Corre in aiuto di lui. Beve lei il veleno. Morirà.Sarà lei a morire. Tutta colpa di lui. Del suo egoismo. Ora, solo ora, lui si accorge che lei è importante. Inizia a urlare: ” Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Piange. “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Lo ripete ancora: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Ora tutti i bambini del mondo la stanno ripetendo: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”.Il cielo da grigio diventa rosa, tra il rosa e l’arancione. Tutta l’isola acquista i colori del tramonto. Lei riinizia a vivere.Lui credeva in lei. Ci credeva veramente.Trilly, si chiamava. Campanellino, il soprannome datole da Peter.Lui credeva in lei. Lei è ritornata a vivere.E’ ritornata a vivere dentro un corpicino che non le piaceva. E’ ritornata a vivere pur sapendo che potrà essere solo la migliore amica di Peter. Ma questo le bastava, perché avrebbero trascorso l’eternità insieme e per sempre.
Io sono Trilly. Lo sei tu che hai letto. Anche noi possiamo ritornare a volare.Servirebbe l’aiuto di Peter Pan.
—  Anonimo
In un film della Disney c’è una ragazza come noi. C’è n’è solo una, come noi.
Lei, non si piace. Odia il suo corpo, soprattutto le gambe e il sedere, li ritiene “troppo grossi”.
E’ innamorata, da tanto, sempre di lui. Ma lui non la nota. La tratta anche male, e un giorno la manda via, la scaccia.
Così, lei, se ne va. Cambia. Diventa cattiva. Ma non è cattiva. Ha solo smesso di esserci per lui. Ha smesso di esserci per tutti. Ha capito che non ricava niente aiutando persone che continuano a trattarla male. Basta. E’ cambiata.
Però non ci riesce, non riesce proprio a dimenticarlo.
E si accorge che così facendo gli causa del male. Ora ha svelato ai cattivi dove si trova il suo nascondiglio. Lo andranno a prendere. Morirà a causa del veleno. Non lo vedrà mai più. Tutta colpa del suo orgoglio. Ora si sente una stupida. Lei lo amava e lo odiava contemporaneamente. Però lui è sempre stata la causa del suo sorriso. 
Decide. Corre in aiuto di lui. 
Beve lei il veleno. 
Morirà.
Sarà lei a morire. 
Tutta colpa di lui. Del suo egoismo. 
Ora, solo ora, lui si accorge che lei è importante. Inizia a urlare: ” Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Piange. “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Lo ripete ancora: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Ora tutti i bambini del mondo la stanno ripetendo: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”.
Il cielo da grigio diventa rosa, tra il rosa e l’arancione. Tutta l’isola acquista i colori del tramonto. Lei riinizia a vivere.
Lui credeva in lei. Ci credeva veramente.
Trilly, si chiamava. Campanellino, il soprannome datole da Peter.
Lui credeva in lei. Lei è ritornata a vivere.
E’ ritornata a vivere dentro un corpicino che non le piaceva. E’ ritornata a vivere pur sapendo che potrà essere solo la migliore amica di Peter. Ma questo le bastava, perché avrebbero trascorso l’eternità insieme e per sempre.
Io sono Trilly. 
Lo sei tu che hai letto. 
Anche noi possiamo ritornare a volare.
Servirebbe l’aiuto di Peter Pan.
—  le migliori frasi di Tumblr (Fb)
love-thisfucking-silence
“In un film della Disney c’è una ragazza come noi. C’è n’è solo una, come noi.Lei, non si piace. Odia il suo corpo, soprattutto le gambe e il sedere, li ritiene “troppo grossi”.E’ innamorata, da tanto, sempre di lui. Ma lui non la nota. La tratta anche male, e un giorno la manda via, la scaccia.Così, lei, se ne va. Cambia. Diventa cattiva. Ma non è cattiva. Ha solo smesso di esserci per lui. Ha smesso di esserci per tutti. Ha capito che non ricava niente aiutando persone che continuano a trattarla male. Basta. E’ cambiata.Però non ci riesce, non riesce proprio a dimenticarlo.E si accorge che così facendo gli causa del male. Ora ha svelato ai cattivi dove si trova il suo nascondiglio. Lo andranno a prendere. Morirà a causa del veleno. Non lo vedrà mai più. Tutta colpa del suo orgoglio. Ora si sente una stupida. Lei lo amava e lo odiava contemporaneamente. Però lui è sempre stata la causa del suo sorriso. Decide. Corre in aiuto di lui. Beve lei il veleno. Morirà.Sarà lei a morire. Tutta colpa di lui. Del suo egoismo. Ora, solo ora, lui si accorge che lei è importante. Inizia a urlare: ” Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Piange. “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Lo ripete ancora: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Ora tutti i bambini del mondo la stanno ripetendo: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”.Il cielo da grigio diventa rosa, tra il rosa e l’arancione. Tutta l’isola acquista i colori del tramonto. Lei riinizia a vivere.Lui credeva in lei. Ci credeva veramente.Trilly, si chiamava. Campanellino, il soprannome datole da Peter.Lui credeva in lei. Lei è ritornata a vivere.E’ ritornata a vivere dentro un corpicino che non le piaceva. E’ ritornata a vivere pur sapendo che potrà essere solo la migliore amica di Peter. Ma questo le bastava, perché avrebbero trascorso l’eternità insieme e per sempre.
Io sono Trilly. Lo sei tu che hai letto. Anche noi possiamo ritornare a volare. Servirebbe l’aiuto di Peter Pan.”

accorgitidime

In un film della Disney c’è una ragazza come noi. C’è n’è solo una, come noi.
Lei, non si piace. Odia il suo corpo, soprattutto le gambe e il sedere, li ritiene “troppo grossi”.
E’ innamorata, da tanto, sempre di lui. Ma lui non la nota. La tratta anche male, e un giorno la manda via, la scaccia.
Così, lei, se ne va. Cambia. Diventa cattiva. Ma non è cattiva. Ha solo smesso di esserci per lui. Ha smesso di esserci per tutti. Ha capito che non ricava niente aiutando persone che continuano a trattarla male. Basta. E’ cambiata.
Però non ci riesce, non riesce proprio a dimenticarlo.
E si accorge che così facendo gli causa del male. Ora ha svelato ai cattivi dove si trova il suo nascondiglio. Lo andranno a prendere. Morirà a causa del veleno. Non lo vedrà mai più. Tutta colpa del suo orgoglio. Ora si sente una stupida. Lei lo amava e lo odiava contemporaneamente. Però lui è sempre stata la causa del suo sorriso.
Decide. Corre in aiuto di lui.
Beve lei il veleno.
Morirà.
Sarà lei a morire.
Tutta colpa di lui. Del suo egoismo.
Ora, solo ora, lui si accorge che lei è importante. Inizia a urlare: ” Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Piange. “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Lo ripete ancora: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Ora tutti i bambini del mondo la stanno ripetendo: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”.
Il cielo da grigio diventa rosa, tra il rosa e l’arancione. Tutta l’isola acquista i colori del tramonto. Lei riinizia a vivere.
Lui credeva in lei. Ci credeva veramente.
Trilly, si chiamava. Campanellino, il soprannome datole da Peter.
Lui credeva in lei. Lei è ritornata a vivere.
E’ ritornata a vivere dentro un corpicino che non le piaceva. E’ ritornata a vivere pur sapendo che potrà essere solo la migliore amica di Peter. Ma questo le bastava, perché avrebbero trascorso l’eternità insieme e per sempre.

Io sono Trilly.
Lo sei tu che hai letto.
Anche noi possiamo ritornare a volare.
Servirebbe l’aiuto di Peter Pan.

—  (fragility-of-tears)
youtube

Il Vascello di Cristallo -
Non devi perdere i sensi
Prima di avermi regalato un altro bacio, un altro fugace sorso di estasi,
Un altro bacio, un altro bacio.
I giorni ci abbagliano con lampi sofferenti.
Spediscimi in una busta di pioggia, lontano dall'epoca folle che anche tu volevi sfuggire:
Ci rivedremo prima o poi, ne sono sicuro.
Rivelami il nascondiglio della tua libertà,
Le strade sono reincarnazioni dei prati immortali.
Sciogli il dilemma che mi spinge a volare e che ti getta in lacrime.
Il vascello di cristallo ondeggia sotto il peso di mille ragazze, vibra di smanie assortite,
Alloggia gli innumerevoli modi per ammazzare il tempo.
Quando torneremo, vi scriverò il resoconto.
- Jim Morrison -

“In un film della Disney c'è una ragazza come noi. C'è n'è solo una, come noi.Lei, non si piace. Odia il suo corpo, soprattutto le gambe e il sedere, li ritiene "troppo grossi”.E’ innamorata, da tanto, sempre di lui. Ma lui non la nota. La tratta anche male, e un giorno la manda via, la scaccia.Così, lei, se ne va. Cambia. Diventa cattiva. Ma non è cattiva. Ha solo smesso di esserci per lui. Ha smesso di esserci per tutti. Ha capito che non ricava niente aiutando persone che continuano a trattarla male. Basta. E’ cambiata.Però non ci riesce, non riesce proprio a dimenticarlo.E si accorge che così facendo gli causa del male. Ora ha svelato ai cattivi dove si trova il suo nascondiglio. Lo andranno a prendere. Morirà a causa del veleno. Non lo vedrà mai più. Tutta colpa del suo orgoglio. Ora si sente una stupida. Lei lo amava e lo odiava contemporaneamente. Però lui è sempre stata la causa del suo sorriso. Decide. Corre in aiuto di lui. Beve lei il veleno. Morirà.Sarà lei a morire. Tutta colpa di lui. Del suo egoismo. Ora, solo ora, lui si accorge che lei è importante. Inizia a urlare: “ Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Piange. “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Lo ripete ancora: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”. Ora tutti i bambini del mondo la stanno ripetendo: “Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro”.Il cielo da grigio diventa rosa, tra il rosa e l'arancione. Tutta l'isola acquista i colori del tramonto. Lei riinizia a vivere.Lui credeva in lei. Ci credeva veramente.Trilly, si chiamava. Campanellino, il soprannome datole da Peter.Lui credeva in lei. Lei è ritornata a vivere.E’ ritornata a vivere dentro un corpicino che non le piaceva. E’ ritornata a vivere pur sapendo che potrà essere solo la migliore amica di Peter. Ma questo le bastava, perché avrebbero trascorso l'eternità insieme e per sempre.
Io sono Trilly. Lo sei tu che hai letto. Anche noi possiamo ritornare a volare.Servirebbe l'aiuto di Peter Pan.“
Di’ cose belle alla tua donna:
“Hai un corpo da clessidra
e un’anima da film di Hawks”.
Diglielo a voce bassa, le tue labbra
attaccate al suo orecchio, e che nessuno
possa ascoltare ciò che stai dicendo
(ossia che le sue gambe sono razzi
diretti verso il centro della terra,
o che i suoi seni sono il nascondiglio
di un gambero di mare, o che la sua schiena
è argento vivo). E quando si convince
e inizia a sciogliersi tra le tue braccia,
non indugiare un attimo:
bévitela.
—  Luis Alberto De Cuenca
E cosi le misi le mani attorno ai suoi fianchi e la strinsi con tutte le mie energie per farle capire che tra le mie braccia niente poteva farle del male, lei mi rispose “quando sto male questo è il mio nascondiglio preferito.”

Dimmi dov’è il tuo nascondiglio
ho paura di aver dimenticato il tuo volto
ho chiesto a tutti
sto iniziando a pensare di averti immaginato per tutto il tempo-