il giusto

anonymous asked:

A volte mi piacerebbe tornare nella sua vita come una persona che ancora non conosce e ricominciare ancora una volta al suo fianco,anche se poi ricominciare non è la parola giusta...un nuovo inizio insomma. Ma tutto questo é impossibile,il passato non si cambia e io mi sono comportata veramente male con lui e ora sta con un altra ed è meglio così,almeno è felice. Ma a me manca davvero tanto.

Sono convinto che ogni cosa che ci capiti succeda per un motivo ben preciso che capiremo molto più avanti, quando sarà il momento giusto perché al momento non siamo pronti. Penso che sia inutile dire ‘se potessi ricominciare farei…’ perché non puoi, è successo e basta, devi accettarlo o altrimenti non volti pagina, non vai avanti. Quello che ti accade oggi aprirà alcune porte domani, ogni porta ha un percorso diverso ma una meta ben precisa.
Anni fa fui bocciato, ero un ragazzo abbastanza superficiale. Ed oggi penso che se tutto questo non fosse successo io non sarei quello di oggi, avrei continuato su un'altra strada, è vero tutti i miei amici andarono avanti e io rimasi lì da solo, soffrì abbastanza ma direi che ne è valsa la pena vedendo quello che sono diventato oggi.

-Elle

Lo so cosa stai pensando. So che stai passando il periodo più strano della tua vita. Ma sei solo un adolescente.
Ti svegli una mattina e ti rendi conto che stai diventando un adulto.
Non basta più piangere per ottenere ciò che si vuole.
Non è più l'ora dei pokèmon in tv.
Non è più il caso del “mamma dammi un bacino, così passa la bua”.
Ed i soldi non ti servono più per l'ovetto Kinder da mangiare a scuola per merenda.
Le notti non sono più lunghe e tranquille.
Adesso devi cercare di capire qual è il momento giusto per piangere. Se sbagli, devi asciugarti da sola le lacrime. Devi farti forza e lottare con i denti per ottenere ciò che desideri.
È l'ora del “ma quanti cazzo di compiti ho per domani?” e del conseguente “cazzomene, devo finire di vedere quella serie tv”. E quegli esercizi restano lì fino al mattino seguente in cui arrivi a scuola e sei nella merda.
È il caso “mamma non capisci mai niente!”, la porta che sbatte e tu con le cuffie nel orecchio che cammini cercando qualcuno in grado di calmati.
Sempre senza soldi perché quelli ti servono per i tuoi viaggi futuri, gli altri per il concerto del tuo idolo, quei pochi che ti rimangono per libri e sigarette e per i vestiti c'è sempre la mamma.
E la notte è riservata all'ansia, ai pensieri e tormenti, ai film mentali e le conseguenti occhiaie al mattino.
Quindi, se stai pensando di essere l'unico con una vita di merda, sappi che siamo tutti insieme in questa merda. Ognuno a modo suo, ma tutti cerchiamo di affrontare questi anni che cambiano come il giorno e la notte. E che forse, non capiremo mai.
—  Lena, ilsorrisodopolatempesta.
Alcune persone restano nella nostra vita solo per la parentesi di un bacio o di uno scambio di opinioni di fronte a un giornale, per farci incazzare in fila alle poste e per risvegliarci con un  buongiorno mentre siamo assorti nei nostri pensieri, e non possiamo fare nulla per trattenerle, anche quando ci piacerebbe, perché è il giusto andamento delle cose: certe persone vanno e vengono. Poi però ci sono anche gli altri, quelli che a un certo punto non ci ricordiamo nemmeno da dove sono arrivati perché sembra che ci siano sempre stati, quelli che non vanno da nessuna parte, quelli che entrano nella nostra vita e fanno di tutto per rimanerci, perché non si sa come né perché, nella nostra ora ci si trovano parecchio bene, magari addirittura meglio di noi.
—  Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, Susanna Casciani
Fallo.
Indossa quel vestito
troppo stretto.
Sciogli i capelli.
Alzati e balla.
Trova ragioni per ridere.
Fai l'amore.
Crea qualcosa di bello.
Parla.
Riconosci il tuo valore.
Non scusarti più per la tua
magia e smetti di nascondere
la tua luce.
Amati.
Perdonati.
Fai spazio all'imprevisto.
Smetti di aspettare il momento giusto, fallo ora.
Ignora quello che la gente pensa di te.
Perchè alla fine sarai tu a dover rispondere
per tutte le cose che non hai detto, le persone che non hai amato, le cose che non hai fatto
ed i luoghi dove non sei andato.
Fallo, adesso.
—  Brooke Hampton
Il posto giusto è quello dove smetti di chiederti che ora è.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.
Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.
Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

(Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry)

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. 
Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio.
—  Il piccolo principe
Cercate di trovare il vostro posto.
Il posto dove essere felici è strettamente personale e non cedibile.
Chi non trova il suo posto non sta bene da nessuna parte.
Lasciatevi torturare dalle emozioni, lasciate pure che nascano parole o dipinti dalle vostre cicatrici, ma sperate che non vi abbandonino mai.
Lasciatevi sedurre, sbranare, divorare.
Meglio un animale affamato nel cuore che un immenso spazio vuoto di neve sciolta.
—  Massimo Bisotti - Il quadro mai dipinto.
Quando mi chiedi “Dove andiamo?” e ti rispondo “Per me è uguale.Scegli tu”., non lo dico per noia, per pigrizia. Per me è uguale. Ogni posto è uguale. Ogni posto fa lo stesso. Ogni posto non è ne più, ne meno bello di un altro. Per me quell’“uguale” vuol dire, basta che tu sia qui. Che poi tra le tue braccia è il mio posto preferito, e allora devi capire che quel “per me è uguale” significa questo, non importa dove siamo, voglio solo che c'abbracciamo.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Passiamo la maggior parte del tempo a far passare il tempo. Spesso lasciamo che ogni attimo fugga via come se una parte di noi fosse in verità “in attesa di qualcosa”. E quindi viviamo di quotidianità, aspettando, aspettiamo sempre. La verità è che ciò che aspettiamo non è qualcosa che deve arrivare ma qualcosa che noi stessi dobbiamo far partire. Il cambiamento parte da noi, è dentro di noi, non si attende il momento giusto, lo si crea. Perché per quanto possiamo adattarci alla cattività della Stasi e dell'Attesa, ogni uomo ha bisogno di sentirsi Vivo, di sentire che quel momento è il suo momento, sentirsi vivo e totalmente Presente in quell'attimo dilatato e destinato a restare perennemente inciso nella memoria.
Vi è mai capitato un momento così? In cui vi siete sentiti Vivi da Morire? Vi è mai capitato un momento in cui vi siete sentiti davvero al centro del vostro mondo, pieni di fuoco nei polmoni, talmente vivi da sentirvi veramente voi stessi? Vivi, incentrati nell'istante, con i sensi amplificati perché totalmente consapevoli dell'esserci e felici di esserci? Beh, se vi è capitato, ogni volta che restate fermi nell'Attesa, è a quell'istante che dovete riportare la mente. Riempirvi di nuovo gli occhi di quelle immagini, il naso di quegli odori e il cuore di quel piacere, di quell'ardore, di quel calore.
Tutto inizia Ora.
—  Jennifer Crepuscolo
Care generazioni future

Penso di parlare per tutti quando dico mi dispiace, mi dispiace se vi abbiamo lasciato il nostro incasinato pianeta.

Mi dispiace se eravamo troppo presi nei nostri impegni, per fare qualcosa.

Mi dispiace se abbiamo ascoltato chi si scusava per fare nulla. Spero che ci perdonerete.

Non abbiamo capito quanto la nostra Terra fosse speciale, come quando un matrimonio va male, non sapevamo ciò che avevamo finché non lo abbiamo perso.

Per esempio, provo ad indovinare, probabilmente sapere cos’è il Deserto Dell’Amazzonia, giusto?

Che ci crediate o no una volta era chiamato Foresto Pluviale Dell’Amazzonia, e lì c’erano miliardi di alberi, ed ognuno di loro era meraviglioso e..

Oh, non sapete molto di alberi, vero?

Lasciate che vi dica che gli alberi sono straordinari, intendo, noi respiriamo l’aria che loro producono, purificano il nostro inquinamento, il nostro carbonio, immagazzinano e purificano l’acqua, ci danno le medicine che curano le nostre malattie, il cibo che ci nutre.

Ecco perché mi dispiace tanto dirvi che li abbiamo bruciati tutti, li abbiamo tagliati con le brutali macchine al ritmo di quaranta campi da calcio al minuto e che il 50% di tutti gli alberi al mondo è ormai andato negli ultimi cento anni.

Perché? Per i soldi.

E la cosa che mi rende ancora più triste è che su molte banconote ci sono tante immagini di foglie.

Quando ero ancora bambino, sapete, ho letto che i nativi americani avevano così tanta considerazione per questo pianeta da sentirsi responsabili per come avrebbero lasciato la loro terra alle prossime 7 generazioni e per questo mi addolora molto perché la maggior parte di noi, oggi non riesce a preoccuparsi nemmeno di ciò che accadrà domani.

Mi dispiace, mi dispiace che conti più il profitto delle persone, che conti più l’avidità che i bisogni, guadagnare bene piuttosto che fare le cose per bene, mi dispiace che abbiamo usato la natura come una carta di credito senza alcun limite di spesa, mi dispiace di aver portato gli animali all’estinzione rubandovi l’occasione di poter vedere quando fossero unici e di diventare amici con loro.

Mi dispiace di aver inquinato l’oceano, così tanto da non poterci più nuotare.

Ma più di ogni altra cosa, mi dispiace per il nostro modo di pensare, perché abbiamo avuto il coraggio di chiamare questa distruzione “progresso”.

Hei, voi media, se non credete che il cambiamento climatico sia una minaccia, vi sfido a intervistare migliaia di senza tetto in Bangladesh e guardate come le loro case sono state letteralmente spazzate via, sotto i loro piedi mentre eravate nel vostro attico firmato Nessel.

E Sara Palin, hai detto che ti piace l’odore di combustibili fossili, bene, ti esorto a parlare con i ragazzi di Pechino che sono costretti a indossare le maschere antiinquinamento solo per andare a scuola. Sai, tu puoi ignorare tutto questo, ma la verità la puoi solo negare, ma non la puoi evitare.

E mi dispiace generazioni future, mi dispiace che le nostre impronte siamo voragini e non giardini, mi dispiace che prestiamo tanta attenzione all’ISIS e così poca cosa al ghiaccio che si sta sciogliendo velocemente nell’Artico. Mi dispiace che vi abbiamo condannato e che non abbiamo trovato un altro pianeta in tempo dove trasferirci…

Mi dispia… Sai una cosa? Basta.

Non mi dispiace, perché questo futuro non lo accetto, perché uno sbaglio non diventa un errore finché non ti rifiuti di correggerlo, tutto questo possiamo capovolgerlo a nostro favore. Come? Mi permetto di suggerire che, come un agricoltore vede un albero che è sano, non dai suoi rami ma dalle sue radici. Noi, come contadini, dobbiamo guardare alle radici, non ai rami del governo, non ai politici che lavorano per le corporation, siamo noi le radici, noi le fondamenta, questa generazione, spetta a noi prenderci cura di questo pianeta, è la nostra unica casa, dobbiamo riscaldare globalmente i nostri cuori e cambiare il clima delle nostre anime, capire che non siamo qualcosa di distinto dalla natura, siamo una parte di essa e tradire la natura, è come tradire noi stessi, salvare la natura è salvare noi stessi, perché qualunque cosa per cui tu stia combattendo, razzismo o povertà, femminismo o diritti degli omosessuali, per qualsiasi tipo equità, non è davvero importante, in fin dei conti, perché se non lavoriamo tutti insieme per salvare l’ambiente, alla fine saremo tutti estinti…

Quindi mi dispiace…

Se mai avrò una figlia, spero che cresca stupida. Che sia quel tipo di ragazza che pensa solo ed esclusivamente all'aspetto fisico, che sogna di riempire una scarpiera piuttosto che una libreria, che spenda i suoi soldi in vestiti e trucchi piuttosto che in viaggi e mostre. Che tra mare e montagna scelga la spiaggia perché lì può sfoggiare le sue curve e il suo nuovo costume alla moda. Che il sabato pomeriggio lo passi con le amiche dal parrucchiere e non al parco a disegnare. Che la sera frequenti quei locali sudici strizzandosi il seno in un mini vestito per farle sembrare più grandi, trattenendo il respiro per non far vedere quel filo di pancia che odierà tanto. Vorrei che a scuola ci vada solo perché ci sono un sacco di ragazzi carini che le guardano il sedere mentre sale le scale e perché si sente obbligata, non perché le piace. Vorrei che imparasse solo le basi della matematica e nemmeno troppo dell'italiano, il giusto per farsi capire. Vorrei che crescesse con un ego spropositato, enorme, in modo che nessun commento o occhiataccia possa scalfirla o smuoverla di un passo. Vorrei che sia una di quelle che escono con una decina di ragazzi alla volta e alla fine sceglie quello più alto così può mettersi i tacchi senza superarlo quando vanno a ballare insieme. Vorrei che rimandi un appuntamento perché prima di andare si accorge di avere una pustola sul viso e che pensi che quella le avrebbe sicuramente rovinato la reputazione. Vorrei che si arrabbi con il suo ragazzo e che gli faccia scenate ogni sera perché lui non le risponde entro un minuto ai suoi messaggi e che dopo averlo lasciato il giorno seguente stia già con un altro, magari più alto. Vorrei che dica di essere bisex perché tutte le ragazze della sua scuola lo sono e non perché è davvero innamorata di una ragazza. Vorrei che passi le ore davanti allo specchio ad aggiustarsi i capelli e a truccarsi finché non sembra Barbie Chioma Perfetta, che si metta a piangere perché non ha mai nulla da mettersi nell'armadio e perché la pustola dell'altra sera non è ancora andata via. Vorrei che si facesse tre ore di coda davanti a Victoria’s Secret prima dell'apertura il giorno dei saldi, che su facebook metta nella casella lavoro “modella” e che faccia la ragazza immagine nelle discoteche. Vorrei che sposi un uomo solo perché è ricco e sexy, vorrei che sia una casalinga e che la sua massima aspirazione nella vita sia diventare una segretaria part-time. Vorrei che sia una di quelle donne che è felice con suo marito perché quando lui è al lavoro lei lo tradisce con l'idraulico e che abbia di meraviglioso con lui solo la vita sessuale. Vorrei che il tempo che non passa a casa lo passi dall'estetista o a spendere i soldi sulla carta di credito che il suo uomo ricarica ogni mese con i soldi che lui guadagna con cui lui la mantiene. Vorrei che alle 14.00 di ogni giorni sia a casa per non perdersi la puntata di Uomini e Donne e che sogni di essere la ragazza scelta dal Tronista. Vorrei che si faccia mille foto al giorno e che le posti ovunque, su ogni social e che le mandi a tutti, ma soprattutto che metta se stessa di sfondo sul cellulare talmente si sente piena di se. 
Vorrei davvero che cresca stupida, quel tipo di ignoranza che permette davvero di ignorare tutto ciò che la circonda e che invece la fa concentrare solo su se stessa. Che le faccia credere di essere la migliore in ogni campo e che sia dannatamente felice. Felice e contenta come un'oca. Vorrei davvero che crescesse stupida, perché chi ragiona troppo non vive serenamente e mai sarà davvero felice. Vorrei che il suo unico pensiero sia far attenzione alle unghie con lo smalto nuovo e a non centrare i tombini con i tacchi a spillo. Vorrei vedere mia figlia tornare da me piangendo solo perché il top della nuova collezione non c'è della sua taglia. Vorrei che l'unica sua preoccupazione sia scegliere in che posizione dormire per non rovinare la piega ai capelli e nessun'altra. Vorrei che non scoprisse mai che vuol dire sentirsi soli e non essere amati, vorrei che mai e poi mai sentisse la mancanza di qualcuno così tanto da stare male, se non dell'orecchino che ha perso ad una festa.
Vorrei davvero che sia stupida e innocente, in modo che conosca solo la felicità e che mai assapori il gusto della tristezza.
—  Stupida Ma Felice- serena musco ( @meteora-x )