il giro

Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz'ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente, è solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
—  Susanna Casciani
Ci incontreremo
in un piccolo banalissimo istante 
ci ricorderemo dell'amore 
che ci siamo dati 
e poi tolti 
per poi renderci conto 
che per un ultimo bacio 
faremo il giro del mondo, 
fino alla Luna 
e ritorno.
—  Alice Giaquinta
Ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz'ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente. È solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
—  Susanna Casciani
A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene, a tutti i teatranti.
—  Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte”

A volte ti immagino accanto a me, la tua mano che sfiora i miei capelli che accarezzi com'eri solito fare, con la tua delicatezza che mi faceva rabbrividire. A volte ti sento, riesco a sentire i tuoi passi scendere giù per le scale, proprio com'eri solito fare quando rientravo dal lavoro e mi correvi incontro per accogliermi nel migliore dei modi. A volte avverto il tuo profumo in giro per casa, quello che usavi quando ti portavo al ristorante o al cinema, ma poi mi accorgo che sono solo alcuni dei tuoi e dei miei vestiti ancora impregnati di quel magnifico profumo che non ha intenzione di andare via, proprio come se volesse dirmi “ehi, guarda, sono ancora qui!”.
A volte mi giro, guardo tutto ciò che mi circonda e mi accorgo che è solo frutto della mia immaginazione.

Il nome “cignidiorigami” che ho scelto per il mio blog ha una lunga storia dietro. Non l'ho scelto per essere originale o cazzate del genere.
Successe che verso aprile/maggio 2015 conobbi questo ragazzo, entrò nella mia vita inaspettatamente e in uno di quei brutti periodi da adolescenti, in cui ti senti abbandonato dagli amici, dai tuoi parenti, e ti senti presa in giro per il solito coglione che voleva semplicemente usufruire del tuo corpo.
Ero ancora una ragazzina immatura, avrei dovuto compiere 15 anni dopo alcuni mesi, ero al mio primo anno di Liceo, e dell'amore, forse, non ci avevo ancora capito niente, perchè non avevo ancora provato quello vero.
Sapete come sono inizialmente le ragazzine: nuova scuola, ci si sente grandi, nuove conoscenze, ragazzi fighi, discoteca, nuove esperienze.
Non ero ancora riuscita a concepire bene a fondo il vero concetto dell'amore, cosa ne sapevo? Fino a quel momento mi ero sempre interessata al più figo della scuola, il solito snob, che tanto sapevo che non mi avrebbe mai calcolata.
E, come ho detto prima, ad un certo punto, arrivò lui senza che io me lo aspettassi; infondo, le cose più belle arrivano quando meno ce lo aspettiamo, quando ormai si smette di cercare qualcosa che sembra non arrivare mai.
Io non volevo aprirmi a nessuno, mi ero costruita un forte muro, e mi ero promessa di non permettere a nessuno di distruggerlo, mi ero promessa che non mi sarei più fatta prendere in giro, che non mi sarei più fidata e non mi sarei innamorata.
Io, indossando la mia maschera da stronza, lo trattavo male o lo ignoravo. Non potevo innamorarmi, capite? Cercavo di allontanarlo il più possibile e ciò che mi bloccava era anche il fatto che lui non era uno di quei ragazzi fighi che mi erano sempre piaciuti. Oh, come ero immatura.
Nonostante il mio carattere, lui ebbe pazienza, non si arrese, mi promise che sarei diventata sua, e continuò a starmi vicino, e ad innamorarsi sempre di più.
Man mano che il tempo passava, però, sentivo che si stava formando qualche crepa in quel muro, ed ero spaventata, come avrei affrontato la situazione? Sentivo dentro di me una forte emozione nel parlare con lui, che, credetemi, in vita mia mai avevo provato.
Mi stavo innamorando, pian piano, senza nemmeno accorgermene.
Parlammo per qualche mese, poi, dopo varie sue richieste d'uscita, finalmente ci vedemmo, verso la fine di giugno.
In quel giorno, giuro di aver sentito crollare il muro che con fatica mi ero costruita, appena i miei occhi incrociarono i suoi.
Non starò a descrivervi quella giornata, non credo di essere capace di descrivere perfettamente le emozioni che provai e ciò che successe.
Dopo quel giorno, iniziai a mostrare quel mio lato che non mostravo a nessuno, il mio lato capace di dare tanto amore, forse troppo.
E lui mi dedicò questa canzone “Cigni di origami”, la nostra canzone.
Le parole trasmettevano esattamente la nostra situazione e il nostro rapporto prima di quel giorno.
Una frase della canzone che voglio ricordare è “Tu mi dici "non mi scrivere”, ci pensi e poi ti penti, poi mi dici che stai male ogni volta che non mi senti". Ed è vero, era proprio così.
Con questo ragazzo passai l'anno più bello di tutta la mia vita, nonostante piccole difficoltà che incontrai.
Lui ha conosciuto la vera me, che non avevo mai mostrato perfettamente a qualcuno, e mi ha amata.
Grazie a lui sono diventata più grande, ho scoperto cosa significasse amare davvero una persona, con i suoi modi di fare, i suoi pregi e i suoi difetti, nonostante le litigate, le incomprensioni.
Ora questa storia è finita, lui non mi diede mai una vera spiegazione, ma posso solo dirvi che, anche se ora sto molto male come non lo ero mai stata, non mi pentirò mai del nostro amore, mai.
Sarà quella storia che racconterò ai miei figli, una storia di due adolescenti che si sono amati, certo che si sono amati, e poi si sono persi, ma nessuno dei due si dimenticherà mai.
—  TESTO MIO, cignidiorigami