il giro

Trovo disgustoso che tu probabilmente dimenticherai il mio nome nel giro di un anno e io pronuncerò il tuo nei miei sogni per il resto della mia vita.
Hai detto che non mi importa, ma l'unico problema che abbiamo e che a me importa troppo.
Mi dispiace.
Mi dispiace che io nei tuoi occhi riesco a vederci delle fottute galassie quando tu non riesci a vedere nemmeno una singola stella nei miei.

Sono timida, è vero, ma non è soltanto colpa mia. E’ che una volta o due devo aver provato a dire le cose che pensavo, una volta o due devo aver provato a parlare con il cuore in mano, una volta o due devo essermi sentita libera, in passato. E qualcuno, quelle volte, deve aver riso. O deve avermi preso in giro. O deve avermi trattato come una sciocca, con sufficienza. Così va da sé che adesso, prima di aprire bocca, tremo.
—  Susanna Casciani
Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz'ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente, è solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
—  Susanna Casciani
Mi guardavi e mi ripetevi sempre ‘sei molto interessante’ ma, a dire la verità, non ho mai capito fino in fondo questa frase.
Mi hai portata al parco, in montagna, al mare, sugli scogli e sulla sabbia.
Mi hai portata in giro per il mondo senza dirmi mai 'ti amo’.
Non è mai stato un peso per me, questo. Tanto meno lo fu il fatto che mi guardavi e sorridevi, come se me lo stessi per dire, ma non lo dicevi mai.
E andava bene così.
Mi hai portata ovunque, anche senza muoverci minimamente.
Mi hai fatta sognare ad ogni aperti, ad occhi chiusi, sotto le stelle, in spiaggia e davanti a un camino.
Non riuscirei mai a dimenticare tutti quei posti, tutte quelle scene nella mia testa. Non sono sicura neanche che tu fossi a conoscenza di tutto questo.
E continuavi a guardarmi, e a ripetermi quella frase, e io non potevo far altro che sorridere. E andava bene così. Ti andava bene così.
Ti avrei voluto dire 'ti amo’ infinte volte, ma non ne sono mai stata in grado.
Forse ci vuole coraggio a dirlo, e a me, quel tipo di coraggio, mancava.
Te l'avrei voluto dire quando eravamo in mezzo alla neve, sul letto, nella vasca a viziarci. Avrei voluto dirtelo così tante volte.. Che se solo l'avessi fatto, magari, avresti capito quanto davvero ti amassi.
Ma non sono brava a dimostrarlo. Spesso faccio tutto il contrario.
Quando volevo abbracciarti solamente, ti urlavo di andare via.
Quando volevo baciarti e stringerti ti guardavo semplicemente respirare, di nascosto.
Quando avrei voluto dirti 'ti amo’, ecco, in quel momento, ti sorridevo guardandoti dentro negli occhi, sperando tu te ne accorgessi.
E forse, è capitato, che tu te ne sia accorto. Ma non me l'hai mai detto.
'Sei molto interessante’. E io sorridevo.
—  L'ho scritta io, non togliete la fonte.
Ci tengo.
Voglio essere la tua persona.

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un’amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un’estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l’amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all’alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d’amore, quella che porti nei musei d’arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell’unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri.
Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant’anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.

Ho bisogno di qualcuno che sappia sorprendermi, che non mi creda quando gli dico che sto bene, che si faccia trovare sotto casa mia, che nel mezzo di un discorso mi dica “sei bella” o “ti amo” perché lo pensa davvero, perché ha bisogno di dirmelo. Ho bisogno di qualcuno che mi chiami alle tre del mattino, solo per sentire il mio respiro, di qualcuno che mi abbracci senza che io dica niente, che mi porti un fiore in un giorno di pioggia, perché sa che sono tra le cose che amo di più. Ho bisogno di qualcuno che capisca i miei discorsi, che mi sappia ascoltare per ore mentre fantastico e faccio progetti inarrivabili. Ho bisogno di qualcuno che sappia sognare assieme a me, che non mi rinfacci i miei difetti ma che impari ad amarli, che mi faccia il solletico e capisca quando voglio stare sola, ma nonostante questo continui ad insistere per capire cos'ho. Ho bisogno di qualcuno che non si arrenda, anche se sembro un caso perso, che mi zittisca con un bacio quando sono nervosa e parlo troppo, che mi stringa le mani quando tremo e che passi tutta la notte a guardarmi dormire, Ho bisogno di qualcuno che mi porti a vedere l'alba, non il tramonto, che per quello sono bravi tutti, proprio l'alba, che è un po’ come dire: “Sono stanco morto, sai che amo dormire, ma mi sono alzato presto solo per stare qui con te.” e che mi porti in giro tutto il giorno, che se piove mi baci,  che mi porti al mare o a guardare le stelle,  che sappia dimostrarmi che ci tiene, in un modo tutto suo, non con le solite parole banali. Ho bisogno di qualcuno che durante una litigata mi urli contro ma la sera stessa mi guardi dicendo che senza di me non può farcela. Ho bisogno di qualcuno per cui non serve che io sia la prima scelta, perché non esiste neanche la seconda. Ho bisogno di qualcun che mi faccia sentire amata e che mi faccia pensare che in fondo ne valga veramente la pena, tutto.
—  Me, Dipinticonipennarelliscarichi
Guardo il cielo sopra la città per cercare il paradiso e poi lo trovo lì, sopra il tuo viso, mentre ridi prendendomi in giro.
E sei fantastica anche quando sei incazzata col mondo.
Mentre ti guardo sognare, io penso: “era una vita che ti stavo aspettando”.
—  Francesco Renga
Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un'amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un'estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l'amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all'alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d'amore, quella che porti nei musei d'arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell'unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri. Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant'anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.
—  -La Tua Persona- serena musco ( @meteora-x
LETTERA DA UN PADRE MALATO DI TUMORE AL CERVELLO ALLA FIGLIA (se avete voglia di perdere 10 minuti del vostro tempo, leggetela, non ve ne pentirete).

Mi dispiace tanto non poterti veder crescere come vorrei. Ti prego di non incolpare nessuno o il mondo per questo. La vita è semplicemente fortuna e la mia si sta esaurendo. Vorrei dirti le parole giuste per farti sentire meglio. Vorrei non aver avuto il cancro e non averti costretta a vedermi star male, come succede spesso ora. Avrei voluto che tante cose fossero andate diversamente, ma non è successo.

La maggior parte dei papà e delle figlie hanno a disposizione decenni per chiacchierare intorno al tavolo della cucina, le loro mani riscaldate dalle tazze di caffè, mentre le ragazze girano gli occhi quando ascoltano i consigli dei genitori. Noi non abbiamo questo tempo. Non sarò in grado di accompagnarti per il tuo primo giorno di scuola, di venirti a prendere dopo il tuo primo appuntamento, di consolarti quando il cuore soffrirà o di tifare per te quando prenderai la laurea. Ma mentre sono ancora in giro ho pensato di provare a darti qualche consiglio per la tua vita. Spero che questo ti sarà di conforto. Mi auguro che il cancro non ritorni mai in modo che la tua vita sarà lunga, piena di soddisfazioni e felice.

Scuola: Tutti ti diranno che è vitale lavorare sodo a scuola. Spero che potrai sempre fare del tuo meglio. E’ importante andare bene a suola, ma assicurati anche di divertirti.

Ragazzi: Al momento non c’è distinzione tra maschi e femmine e vedi tutti i bambini come amici. Questo è tipico della tua natura dolce. Ma Kel, questo cambierà quando diventerai più grande. Potresti vedere i maschietti come compagni di classe fastidiosi nel giro di pochi anni. Ma, probabilmente, alle superiori ti renderai conto che può essere molto piacevole stare con loro. Avrai fidanzati quando sarai più grande – molto più grande spero! – e io non sarò qui per capire le loro intenzioni. Quindi, ecco alcuni consigli dal tuo vecchio. E’ molto difficile descrivere come ci si sente ad essere davvero innamorati. Forse ti ricorderai di me e della mamma, ci hai visti ridere insieme e farci le coccole sul divano, hai visto che ci vogliamo davvero bene; questo è ciò cui l’amore vero assomiglia.

Scegli sempre ragazzi con valori signorili, educazione e rispetto. Immaginali a casa a bere un tè e fare una chiacchierata con la nostra famiglia intorno al tavolo e se pensi che lo potranno fare, avrai trovato un uomo decente. Purtroppo, avrai il cuore spezzato un giorno. Fa male come l’inferno e ti sentirai come alla fine del mondo. Ma queste cose si superano. E anche se una storia d’amore non funziona, cerca di essere gentile. Non calpestare i sentimenti dei ragazzi. Infine, se avrai un amico speciale che è sempre lì per te quando i fidanzati vanno e vengono, non lo dare per scontato. Non lo trascurare. Lui potrebbe davvero sapere come starti vicino.


Matrimonio: Mi capita spesso di sognare il giorno del tuo matrimonio e mi immagino lungo la navata con le lacrime agli occhi prima di lasciarti a lui. Non sarò in grado di farlo Kelli. Mi dispiace tesoro. Ma sarò dietro le tue spalle quel giorno, orgoglioso e felice che avrai trovato una persona speciale che ti amerà e si prenderà cura di te.

Mamma: Fatti sostenere dalla mamma, soprattutto quando sarai un’adolescente. Ricordati che lei ti adora e vuole il meglio per te. Abbraccia mamma quando lei si sente triste e aiutatevi a vicenda a superare il momento in cui me ne andrò. Quando sarai adolescente potresti pensare che i tuoi amici avranno sempre ragione e che tua madre sbaglia. Ma lei deve prendere decisioni difficili per te, lei è più di ogni amico che potrai mai avere, lei ha a cuore i tuoi interessi. Trattala con amore.

Famiglia Niente è più importante della famiglia e dei valori che ci ha trasmesso. Niente.

Amici: Tratta le persone come ti trattano. Sii gentile con chiunque ti aiuta, sempre. Il bullismo è orribile – non diventare mai una ragazza che lo esercita.

Natale e compleanni: Nel tuo primo Natale senza di me, mi piacerebbe se tu e la mamma accenderete una candela e mi ricorderete per qualche minuto. Sarebbe bello se voi due ballerete insieme la danza della scimmia. Saltare scuotendo i nostri sederi ci ha sempre fatto ridere. Questo è qualcosa che riuscirà a farmi sorridere da lassù. Mi piacerebbe anche se andrete a trovare i miei genitori il giorno di Santo Stefano. Staranno troppo male. Ho dato alla nonna i regali per tutti i tuoi compleanni. Vorrei poter essere lì per aprirli insieme. Speriamo che ti piaccia tutto, è difficile immaginarti a 10, 15 o 20 anni. Mi chiedo se ti piaceranno ancora gli One Direction. Mi chiedo se ti faranno ancora ballare in giro per il salotto. […]

Sii felice: Non si può mai ridere al 50%: si ride sempre al 100%. La tua risata è altamente contagiosa. Spero che non la perderai mai. Non posso chiederti di non essere triste quando andrò via. So che lo sarai, principessa. E vorrei poter essere lì per avvolgere le mie braccia attorno a te e coccolarti fino a farti sorridere di nuovo. Ti ricordi l’orsacchiotto che ti ho comprato da un negozio di beneficenza? Hai detto che lo avresti tenuto per farti difendere e che lo avresti coccolato quando non ci sarò più. Questa è una grande idea. Se ti aiuta a sentirti meno triste, usalo come una forza trainante per tutta la vita. […]

Ricordati il motto della tua vita: Tentare sempre, provare. Ricordati che ti ho insegnato a dire “rinunciare è per i perdenti”. Ho fallito un certo numero di volte nella mia vita, ma non ho mai rinunciato. Kelli, non mollare mai.

Credi in te stessa: Nella vita, molte persone ti diranno che non si possono fare le cose. Pensa con la tua testa. Si può? Lo voglio? Grandi sfide comportano rischi per fare scelte intelligenti. Coloro che mi hanno detto che non potevo fare certe cose non volevano che le facessi. Se si desidera qualcosa, è quasi sempre possibile, fai del tuo meglio.

E per finire … Grazie per esserci Kelli. Grazie per avermi fatto il più grande complimento di tutti i tempi chiamandomi papà. Averti come mia figlia è il più grande onore della mia vita. Grazie per avermi insegnato di più sull’amore e sulla felicità di qualsiasi altra persona.

Goditi la vita. Non aver fretta. Io saprò aspettarti.

Tutto il mio amore, sempre, a te mia principessa e alla mamma.

LA MIRABOLANTE STORIA DELLA PATATA

Sempre riproporre questa gemma che una volta era su Splinder.

LA NOIA
Martedì grasso dei primi anni 2000. Io e tre coinquilini, che per rispettare la privacy chiameremo il Metallaro, Rocco, e TP (noto vip del punk italiano) passiamo una serata noiosissima in casa guardando fiction. Neppure una bottiglia di vino. Niente. Noia totale. Palla de fieno che rotola.
Le vicine di casa, dirimpettaie di finestra, invece fanno festa per il carnevale. YEAH YEAH tutte mascherate con i loro amici vanno verso piazza maggiore a festeggiare non si sa cosa. Questo innervosisce non poco il mio coinquilino Metallaro, che affacciandosi alla finestra decide per scorno di lanciare loro una cipolla. Purtroppo il lancio non va a buon fine, e non solo non le colpisce, ma loro manco se lo cagano perché non si accorgono di niente. Scorno.
Niente. Palla di fieno, e guardiamo la fiction di canale 5, che non so ma forse era Ultimo con Raoul Bova. Noia totale. Misantropia.
Alle una sentiamo per strada i rumori dell’allegra combriccola mascherata delle coinquiline del cazzo che ritornano dal loro festeggiare non si sa cosa con un buonumore non si sa perché, e l’infastidimento precedentemente manifestatosi con la cipolla si ripalesa ma di grado estremamente superiore. Dunque il Metallaro dice “tiriamogli qualcosa”, ma mentre Rocco cerca un oggetto qualsiasi, la carovana già è entrata nel portone davanti al nostro e sta già salendo le scale verso casa.

L’IRREPARABILE
Cazzo, frustrazione. Ma: ecco che il Metallaro si pone a cavalcioni del davanzale della finestra della cucina (rischiando la vita, secondo piano, 60% del corpo fuori dalla finestra sullo strapiombo) mentre io ho trovato nella credenza una patata di all’incirca 1 kg con le dimensioni di un grosso sasso.
Porgo la patata al Metallaro, ignaro di quello che sta per succedere.
Le vicine entrano in casa, si vede dalla finestra accendersi la luce.
Il Metallaro scaglia con una potenza inaudita a 200 km all’ora la patata-sasso che frantuma il vetro della finestra delle vicine facendo schizzare tutti i vetri sulla parete opposta.

Il gelo.

TP guarda con occhi pallati Rocco.
E’ immediata la consapevolezza di doversi ritirare dalla cucina, spengendo la luce, fuggendo in un'altra stanza per decidere il da farsi.

IL SUMMIT
La riunione al buio del corridoio verte su due punti: la paranoia di aver ucciso qualcuno e la necessità di mantenere una linea di difesa da qui all’eternità dei tempi, senza contraddizioni.
La paranoia si basa sulla certezza che arriveranno le teste di cuoio e verremo incarcerati per mille anni come pena esemplare per scoraggiare eventuali imitatori di chi ha inventato il fenomeno teppistico del 2000, cioè (dopo i sassi dal cavalcavia) la patata nella finestra senza alcun motivo.
Per la strategia di difesa, decidiamo all’unanimità di non confessare e di negare l’evidenza in stile noi non abbiamo fatto niente, maccosa io dormivo. E’ altresì vero che possiamo essere stati solo noi a lanciare la patata, in quanto davanti alla finestra delle vicine c’è solo la nostra finestra e quella di una vecchia di 89 anni, e che per sfondare un vetro dalla strada ci sarebbe voluto Hulk sbronzo che però dà il giro all’ortaggio facendogli compiere una traiettoria balisticamente improbabile attorno ad un albero con caratteristiche da medaglia d’oro delle olimpiadi, per violenza e parabola.
E’ necessario intanto chiudere la finestra della cucina che è rimasta aperta: Rocco striscia come un marine in cucina al buio e con manine segrete chiude le persiane, peccato che ovviamente se c’era qualcuno affacciato di fronte avrebbe visto una stanza buia vuota con due manine spuntate non si sa da dove che chiudono le persiane pianissimo. E’ necessario in secondo luogo nascondere sotto le coperte il coinquilino TP che già suda senso di colpa dagli occhi, essendo incapace di fare cose che comportino malafede.
Ma soprattutto è necessario, per dindirindina, nascondere l’arma del delitto, in questo caso TUTTE le patate presenti nell’appartamento, ma la modalità con cui farlo è discutibile. E viene discusso, sottovoce in una tempesta di paranoie:
a) mangiamo tutte le patate? No, se entrano le teste di cuoio ci trovano all’una e mezza di notte che mangiamo 5 chili di patate ci colgono in flagrante
b) nascondiamo le patate nelle giacche negli armadi? No, in caso di perquisa delle forze dell’ordine saremmo parimenti spacciati.
c) nascondiamo le patate nelle buche delle chitarre e rimontiamo le corde? Maccosa.
d) diamo la colpa alla vecchia di 89 anni lasciando il sacco di patate fuori dal suo pianerottolo? Non credo che i Ris di Parma ci cascherebbero.
e) buttiamo le patate nel water?
La mozione e) sembra a tutti la più convincente. Solo che le patate non vanno giù nel water, ci tocca tagliarle a pezzi sulla lavatrice, ma ancora non vanno giù, non passano dallo scarico. Cristo.

LA SOLUZIONE
E’ evidente: tutte le patate debbono essere sbucciate velocemente sulla lavatrice, masticate una ad una crude per essere ammorbidite, dopodichè sputate nel cesso e tirare l’acqua. E così viene fatto, io, Rocco, il Metallaro e TP (nel panico) mastichiamo le patate e le sputiamo nel cesso fino alla nausea, certi che questa sia la mossa migliore per passarla liscia con quelli di C.S.I. che stanno arrivando.
Purtroppo, giunti a due patate dalla fine, dobbiamo arrenderci allo schifo e decidiamo di nascondere le ultime due prove della nostra colpevolezza. Ma dove?

L’IGUANA
Al tempo un nostro coinquilino abruzzese (quel giorno assente) possedeva un’ iguana che viveva in un televisore svuotato adibito a ternario, da cui il nome della bestia era Grundig. Non stupitevi, aveva i rasta. (Il coinquilino, non l’iguana). Noi comunque decidiamo che le ultime due patate vanno nascoste dietro al tronco di legno dove dorme Grundig, e cosi facciamo.
Ecco fatto, adesso è il momento della fase b, cioè mettersi a letto e simulare di stare dormendo dalle ore 21. Io divido la camera con l’inquilino TP, che trovo mummificato e sudante sotto le coperte, non proferisce parola e sta già pensando al pigiama per il carcere. Passiamo qualche minuto a immaginarci il clamore mediatico di questo nostro gesto, e i commenti di Umberto Galimberti su questa gioventù priva di valori. Passiamo qualche altro minuto a temere l’imminente arrivo delle teste di cuoio.
Quand’ecco.

IL NAPOLETANO
Dlin dlon.
Suona il campanello. Sono ormai le due e un quarto. Vado in pigiama a chiedere “chi è”, simulando di essere stato svegliato. “siamo le ragazze, le vicine di fronte”. Argh. Apro. Entrano due ragazze e un tipo vestito militare, taglio parà, accento direi partenopeo.
“Che è successo?” dico stropicciandomi gli occhi dal sonno. Arrivano anche Rocco e il Metallaro, TP rimane nella cripta.
“Ci hanno sfondato una finestra con una patata”
“Eeeeh?”
Simuliamo incredulità. Forse siamo davvero increduli, il gesto che abbiamo fatto è effettivamente incredibilmente senza senso. Iniziamo a sproloquiare cose tipo “Ma chi è stato? E soprattutto perché? Ma potevano uccidervi! Ma è assurdo! C’era qualche messaggio con la patata? Avete dei nemici? Noi troveremo i colpevoli! Ma soprattutto: che senso ha tirare una patata in una finestra” eccetera.
Facce a culo così, viste poche volte nella vita. Diamo loro anche del cartone da imballaggio per coprire la finestra. Il napoletano non è tanto convinto, noi siamo anche un po’ offesi perché hanno pensato a noi come colpevoli, dato che facendo tutte le ipotesi del caso, potremmo essere stati solo noi.
Le salutiamo raccomandandoci di tenerci informati su questo incredibile caso.
Torniamo a letto, sapendo che non la passeremo liscia.

LA PULA
Passa mezz’ora, e verso le 3 suona il campanello.
Rocco chiede al citofono chi è, ma una voce già di qua dalla porta dice “apra: carabinieri”
Argh.
Entrano due carabinieri, uno che fa le domande e uno che si guarda attorno (secondo noi cerca tracce di patate) prendendo appunti. Noi aggrediamo subito:
“Agenti venite per quella cosa della patata? E’ una cosa incredibile, assurda, ma chi può essere stato?”
“Ehm, ragazzi.. c’è stata una festa qui stasera?”
iniziano a cercare tracce di spinelli, bottiglie di vino o resti di festeggiamenti e baldoria.
Non c’è niente.
Niente.
Sono basiti, vedono solo 4 stolti in pigiama che si arrampicano sugli specchi, ma non hanno prove. Vedono anche tanti poster dei Dimmu Borgir e degli Immortal. Il Metallaro è amico di Attila Cshar dei Mayem. Proviamo con la tattica “In effetti possiamo esere stati solo noi: ma agente, mi dica: per quale motivo? Non c’è alcun motivo sensato per un gesto del genere!”
Era vero.
Il Metallaro tira fuori a questo punto la perla:
“Vede, agente, in questo quartiere succedono cose strane. Pensi che l’altra settimana qualcuno ha lanciato un portacenere a della gente che cenava sul balcone. Incredibile, no?”
Era stato lui.

I carabinieri se ne vanno. Li sentiamo dalla finestra dire alle ragazze, in strada, qualcosa tipo “Possono essere stati solo loro, ma non c’è traccia di niente”.
Passa la nottata, con sogni strani a base di tribunali e inquisizioni. TP è immobile. Gli provo la febbre, ha 31°. E’ ormai di marmo.

IL GIORNO DOPO
Nessuno crede di averla scampata. Usciamo di casa dopo ore di tentennamenti, ma usciamo a scaglioni e tutti con gli occhiali scuri. Io e il Metallaro, in un bar, vediamo avvicinarsi due poliziotti.
Ansia.
Penso alla fuga modello tetti di palazzi in film americani.
I poliziotti ordinano un cappuccino.

L’IGUANA 2
Torno a casa, verso sera suona il campanello. Sono di nuovo le ragazze. Argh.
“Siamo venute a SCUSARCI per ieri. Vi abbiamo dato la colpa subito, ma voi siete stati cosi gentili verso di noi. Non capiamo chi possa essere stato, ma vi volevamo invitare a cena per scusarci.”
Ah-ah. Il crimine paga.
Arrogantemente, mi dichiaro un po’ offeso ma so perdonare, e gli mostro la nostra casa.
“venite di qua, vi mostro la nostra iguana Grundig”

Musica di Simonetti.

Spunta una patata da sotto il tronco.
Prendo di forza le ragazze per il braccio, le trascino via dalla stanza dell’iguana, e dico
“Ma no, venite di qua: vi mostro la cucina.”