il generale

Sei troppo emotiva
quando qualcuno che t'interessa ti parla
quasi non riesci a parlare e sembri un'idiota che non si sa spiegare e resta ferma col cuore che accelera e le vene che scoppiano e un sacco di brividi dappertutto e il respiro affannato che non sai controllare,
sei troppo riservata e non vuoi dirlo a nessuno se stai male e poi pensi sempre di disturbare, quando ti senti sola ti fai compagnia da sola e fai in modo di bastarti,
sei troppo chiusa e non ti apri a meno che qualcuno non faccia di tutto per metterti una mano nel petto e sentire che quello che c'è dentro funziona ancora e funziona bene.
Sei troppo silenziosa
parli solo quando devi e parli solo perché devi e non dici quasi mai quello che pensi perché pensi che non piacerebbe a nessuno quello che diresti e ti basta già odiarti da te,
non hai certo bisogno
che ti odi pure qualcun altro.
Sei troppo incoerente e alla fine non ti va bene mai niente, cambi idea in un secondo e fai girare la testa a chi ti ascolta,
sei troppo distratta e tutti pensano che non fai caso alla bellezza che ti passa davanti,
che non la noti, che non la guardi, che non la porti nei tuoi mondi
ma si sbagliano perché tu sei distratta solo quando vorresti stare altrove,
invece sei presente se c'è da amare
le meraviglie vere.
Sei troppo insolente,
troppo impaziente,
troppo instabile,
troppo sentimentale,
sempre troppo di corsa
troppo suscettibile,
troppo permalosa,
troppo romantica,
troppo autodistruttiva
Sei troppo,
te lo dicono sempre
e tu ti offendi
e vorresti scomparire
ma non la devi prendere così
perché è vero:
tu sei troppo
ma troppo in generale,
tu sei troppo
per chiunque.
—  Io, te e il mare
Non sono il genere di persona per cui si farebbero pazzie, me ne rendo conto.

FIRST ORDER >> FIRST EMPIRE

Evil Bonapartists, dubious headwear tastes, fun times at the Grande Armée

Lo colpì il fatto che ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso d'insicurezza che si avvertiva, quanto quel vuoto, quell'apatia incolore.
—  George Orwell - 1984
Una tazzina di cazzi miei

Diciamo che sto facendo una tesi un po’ particolare per essere una tesi di architettura (specializzazione restauro, LOL).

Il mio povero nonno era un marò (LOLx2, a me che viene mal di mare nel canale della Giudecca) e tra il 1929 e il 1932 è stato in Cina con la Regia Marina Italiana (LOLx3, a me che stanno simpatici i militari in generale). Il mio povero nonno era un ragazzetto, in campagna da noi si era un po’ affamati: non amava la vita militare ma pagavano bene, quindi è partito con destinazione Tianjin.

Lì si è comprato una macchina fotografica ed è tornato a casa con più di 400 fotografie tra quelle che ha fatto lui, comprato o recuperato da altri militari.

Inutile dire che questo album di fotografie era il tesoro di mio nonno, nonché una presenza costante nella via di mio padre e nella mia. Mi ricordo che passavamo ore a farci raccontare le sue avventure in Cina, mentre mia nonna diceva spesso: “Prima o poi mi arriverà a casa un cinesino con gli occhi blu in cerca di Elio”. Era un bel ragazzetto all’epoca, niente da dire.

Ovviamente, data l’opportunità e un relatore compiacente, la mia tesi ruota intorno a questo album e alle foto di Pechino, Tianjin e Shanhaiguan. Parlerò anche un po’ della concessione italiana di Tianjin, giusto perché devo infilarci in mezzo un po’ di architettura in qualche modo.

A ottobre, quindi, partirò alla volta dell’ex Celeste Impero, sulle tracce delle fotografie di mio nonno.

Quello che sto facendo adesso è tentare di individuare la maggior quantità possibile dei luoghi delle foto, il che comprende un intensivo uso di google translate, pleco, baidu maps e una buona dose di maledizioni alla lingua cinese che diobono è un casino. 

(Per fortuna che un minimo so disegnare).

Mi gioco 100 € che, alla discussione, al mio babbo scenderà una lacrimuccia.

Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto mi si presentano come definitivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
—  Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore (Sporgendosi dalla costa scoscesa)

un paio di sere fa ero a cena con la mia famiglia. non mi ricordo perché, a un certo punto nei vari discorsi è saltato fuori celentano.

mia nipote, una normalissima ragazzina che va per i tredici anni, ha chiesto chi o cosa fosse un “celentano”.

ecco, a pensare a un mondo in cui sia normale per un ragazzino non sapere chi sia uno dei personaggi pop più riconoscibili degli ultimi cinquant'anni* io non è che mi sia sentito vecchio, mi sono sentito direttamente di un'epoca estinta.



*la mia generazione lo conosceva forse più per i film anni ottanta (che sono BELLISSIMI, non rompete le balle) e la tv che per le sue canzoni, ma era comunque impensabile non sbatterci contro. gli adolescenti di oggi sono molto più tematici nei loro intrattenimenti (e lo sono sin dalla prima infanzia, in realtà), la tv non è certamente la loro prima opzione, e quando la usano è attraverso canali dedicati 24 ore su 24 a loro, senza le interferenze generazionali dei palinsesti che consentivano a noi di scoprire -che ne so, rimanendo nell'ambito della commedia, ma tanto avete capito il discorso generale- totò, franco e ciccio, trinità e bambino in mezzo alle repliche estive.

6

Türk Ordusu, Sakarya’da Başkomutan Mustafa Kemal komutasında dünya savaş tarihinde örneği görülmeyen bir taktikle büyük bir zafer kazandı.

Sakarya’da durdurulan düşman ordusunu tamamen yurttan atmak amacıyla bir yıl kadar süren hazırlık döneminden sonra, Başkomutan Mustafa Kemal Atatürk, 26 Ağustos 1922’de Büyük Taarruz’u başlattı. Bu çarpışmalar sırasında Türk askeri, tarihinin her döneminde görülen kahramanlık ve fedakarlıklarına yenilerini ekledi.

Başkomutan Mustafa Kemal’in 30 Ağustos 1922’de Zafertepe’den bizzat yönettiği Büyük Taarruz’da Allıören, Keçiler, Kızıltaş Deresi yolunun iki yanındaki Yunan birlikleri tamamen sarıldı ve imha edildi. Bazı Yunan birlikleri ile General Trikopis ve General Diyenis’in de aralarında bulunduğu birçok Yunan komutanı ise Kızıltay Deresi bölgesinde açık kalan alandan kaçtılar.

Bunun üzerine durum değerlendirmesi yapan Başkomutan Mustafa Kemal, İsmet Paşa ve Fevzi Çakmak Paşa, Yunan Ordusunun yeniden savunma düzenine geçmesini önlemek ve Yunanları mağlup etmek için İzmir’e girmek gerektiği görüşüne vardı. Mustafa Kemal, burada Batı Cephesindeki tüm subay ve erlere okunmak üzere bir bildiri yayınladı. Bildiride, şöyle denildi:

“Türkiye Büyük Millet Meclisi Orduları; Afyonkarahisar-Dumlupınar büyük meydan muharebesinde, zalim ve mağrur bir ordunun temel varlığını inanılmayacak kadar az bir zamanda yok ettiniz. Büyük ve seçkin ulusumuzun fedakarlıklarına layık olduğunuzu kanıtladınız. Sahibimiz olan büyük Türk ulusu geleceğine güvenmekte haklıdır. Savaş alanlarındaki başarı ve fedakarlıklarınızı yakından görüp izliyorum. Ulusumuzun size olan övgülerinin iletilmesine aracılık etme görevinin arkasını bırakmayacak, sürekli olarak yerine getireceğim. Ödüllendirme için Başkumandanlığa öneride bulunulmasını, Cephe kumandanlığına buyurdum. Bütün arkadaşlarımın, Anadolu’da daha başka meydan muharebeleri de verileceğini göz önünde bulundurarak ilerlemesini ve herkesin akıl gücünü ve yurtseverliğinin kaynaklarını kullanarak, yarışmayı bütün gücüyle sürdürmesini talep ederim. Ordular, İlk Hedefiniz Akdeniz’dir. İleri!”

Büyük Taarruz”la ilgili ilginç hikayeler bulunuyor. Bu hikayelerden biri de Büyük Taarruz’da 57. Tümen Komutanı olan ve Çiğiltepe’nin (Çiyiltepe) alınmasının yarım saat gecikmesi üzerine görevini yerine getirememenin üzüntüsü ile kendisini vuran Albay Reşat Bey’e ait.

Mustafa Kemal Atatürk, Albay Reşat’ın şehit oluşunu TBMM’de şöyle anlatıyor:


“Bir taarruz gününde (27 Ağustos 1922) en sol kanatta 57. tümenimiz taarruz ederken, kuvvetlerini biraz birbirinden uzakça bulundurmuştu. Bu nedenle düşman üzerinde kalıcı bir etki yapamıyordu. O tümenin kumandanı Reşat Bey adında bir albaydı. Bu kişiyi çok eskiden tanıyordum ve beraber muharebe yapmıştık. Suriye’de çok muharebeler yaptık ve çok kıymetli bir askerdi. Şahsen bana çok güveni vardı. Telefonla sordum: ‘Niçin hedefinize (Çiyiltepe) hakim olamadınız?’ dedim. cevaben dedi ki; ‘Yarım saat sonra bu hedeflere varmış olacağız’. Halbuki yarım saat sonra bu hedefler elde edilememişti. Tekrar sorduğum zaman telefonda Reşat Bey’in son bir veda namesini okudular. Orada diyordu ki; ‘Yarım saat zarfında size o mevkileri almak için söz verdiğim halde, sözümü tutamamış olduğumdan dolayı yaşayamam’. 15 dakika sonra Çiyiltepe alınmış, ancak şehit komutan Albay Reşat Bey bu müstesna anı görememiştir. Ruhu şad olsun.”

Vatanımızın birliği ve Milletimizin bağımsızlığı uğruna verilen mücadelenin kazanıldığı bu anlamlı zaferimizi anma günümüz olan 30 Ağustos Zafer Bayramımız Türk Milletine Kutlu Olsun.

Italian songs that made my childhood/pre-adolescence

A very subjective playlist for all the Italian learners out there. In my family, we’ve always listened to a lot of music to kill time on long road trips (which would regularly end up turning into loud karaoke sessions), so this is what I gathered during my primary/middle school years. Shout-out to my grandma for her significant contribution in expanding my repertoire with classics from her youth. Enjoy!

1930s-’40s

  • Maramao, perché sei morto? [x]
  • Parlami d’amore, Mariù [x]
  • La strada nel bosco [x]
  • Camminando sotto la pioggia [x]
  • Baciami piccina [x]

1950s-’60s

  • Tu vuo’ fa’ l’americano (more Neapolitan really) [x]
  • Nel blu dipinto di blu (a.k.a. “Volare”) [x]
  • Una zebra a pois [x]
  • Piove [x]
  • Lontano lontano [x]
  • Se telefonando [x]
  • Abbronzatissima [x]
  • La bambola [x]
  • Sono bugiarda (actually a cover version of “I’m a believer”) [x]
  • Il ballo del mattone [x]
  • Proposta [x]
  • Bocca di Rosa [x]
  • Un’avventura [x]
  • Torpedo blu [x]
  • La guerra di Piero [x]
  • Il pescatore [x]

1970s

  • Far finta di essere sani [x]
  • Minuetto [x]
  • 4 marzo 1943 [x]
  • Rimmel [x]
  • Luci a San Siro [x]
  • Ma il cielo è sempre più blu [x]
  • Musica ribelle [x]
  • E la luna bussò [x]
  • La canzone del sole [x]
  • Una miniera [x]
  • La mia banda suona il rock [x]
  • Generale [x]
  • La torre di Babele [x]
  • Piccolo uomo [x]
  • Il carrozzone [x]
  • Ma come fanno i marinai [x]
  • Incontro [x]

1980s

  • Almeno tu nell’universo [x]
  • Per Elisa [x]
  • Rock ‘N’ Roll robot [x]
  • Sono solo canzonette [x]
  • Centro di gravità permanente [x]
  • Fiume Sand Creek [x]
  • Vacanze romane [x]
  • I treni di Tozeur [x]
  • Fotoromanza [x]
  • Un sabato italiano [x]
  • Quello che le donne non dicono [x]
  • Notte prima degli esami [x]
  • Caruso [x]
  • La leva calcistica della classe ‘68 [x]

1990s

  • Il bandito e il campione [x]
  • Don Raffaè [x]
  • Penso positivo [x]
  • Chicco e Spillo [x]
  • La terra dei cachi [x]
  • Strani amori [x]
  • I treni a vapore [x]
  • Il disertore [x]
  • 50 special [x]

2000s

  • Non me lo so spiegare [x]
  • Dalla parte del toro [x]
  • Happy hour [x]
  • Vorrei cantare come Biagio Antonacci [x]
  • A te [X]
  • Invece no [x]
  • Napoleone azzurro [x]
  • I 100 passi [x]
  • Il mondo nuovo [x]
  • Sentimento [x]
  • La mia parte intollerante [x]

anonymous asked:

Luca,anche voi ragazzi avete le vostre insicurezze per l'aspetto fisico? Lo so,la classica risposta sarà 'certo siamo persone anche noi'. Ma allora perché di questa cosa non si parla? In senso che qui Tumblr e il mondo generale è pieno di ragazze talmente insicure che non voglio essere viste da nessuno soltanto perchè il loro corpo non rispetta il canone di bellezza di questo mondo. Ma di ragazzi non si vedono mai. Forse perché voi ragazzi siete sempre quelli che scelgono?? Sapresti la risposta?

Io ero insicuro del mio corpo e tutt'ora ci sono aspetti che non mi piacciono, perché sproporzionati.
Non mi piacevo e di conseguenza non riuscivo a farmi piacere alle persone.
Guardavo gli altri ragazzi e volevo essere come loro, ma nulla.
Poi ho capito che non c'è una soluzione.
Si è come si è, nessuna colpa a se stessi, nessun errore o sbaglio.
Le qualità delle persone non sono basate sul fisico.
Ci si può innamorare di una voce, di uno sguardo, un sorriso, un gesto, una parola.
La persona non è il suo fisico.

Mi tormentava forse la gelosia? Ero in uno stato di assoluta prostrazione. Non avevo neppure voglia di sapere a che proposito quei due si scrivessero. E cosi era lui il suo confidente! Amico, le è amico per certo, pensavo, questo è chiaro (come è chiaro quando è riuscito a diventarlo), ma c'è di mezzo anche l'amore? Naturalmente no, mi suggeriva il buon senso. Ma in certi casi del generale il solo buon senso non basta.
—  F. Dostoevskij- Il giocatore
Di Maio ad Harvard

Di Maio non è stato contestato ad Harvard, ad eccezione di un tizio che ha chiesto il microfono per inveire contro il M5S e che dopo 1 minuto scarso è stato messo a tacere dal moderatore perché, appunto, non c’era nessuna domanda diretta a Di Maio. Questo per ribadire che si stava ad Harvard, non da Mentana o Floris o chi vi pare. C’hai una domanda? Fai la domanda. I comizi li fai a casa tua.

In generale, il pubblico presente in aula non è stato severo, né stronzo, né chissà cosa. Hanno fatto domande piuttosto generiche: come funziona il M5S, se non vincete con il 50% + 1 dei voti come farete con le alleanze, come vi relazionate con la vostra base elettorale (qua forse le accuse più cattive di un professore italiano sul tema vaccini e il fatto che Di Maio e la Taverna non abbiano titoli per affermare certe stronzate), come si pone il M5S a riguardo della NATO e l’alleanza con gli Stati Uniti, la demografia dell’elettorato 5 stelle, il fatto che un candidato 5 stelle - ad esempio è stata presa la Raggi - in una città di alcuni milioni di abitanti viene eletto come candidata a sindaco da 1.500 persone scarse. 

Le risposte le ho saltate perché non ero interessato al vuoto spinto che esce dalla bocca di Di Maio. Bastava solo la premessa sulla domanda vaccini “Ognuno può esprimere il suo parere indipendentemente dal suo titolo di studio”. Manco per il cazzo, anzi, il problema, casomai, è proprio questo: dare pareri “a naso” su argomenti che richiedono studi specifici e una profonda conoscenza dell’argomento.

Ma il punto non era questo. Di Maio non è stato inquisito, né umiliato. Non ha manco incantato il pubblico di Harvard. Ha partecipato a un dibattito, tutto qua.

Ovviamente sui giornali italiani ne è venuta fuori una specie di pubblica umiliazione; Di Maio deriso dall’intera platea di scienziati, economisti, studenti di Harvard. Un pubblico sconvolto dalle sue dichiarazioni, atterrito dal M5S, da questa nuova destra populista ecc.

A leggere i commenti dei 5 stelle, però, la sensazione è che ne sia scaturita una narrazione completamente diversa; una roba dove il nostro eroe DiMaio-Fantozzi si ribella alla visione della Corazzata Potemkin con il suo famosissimo “è una cagata pazzesca”.

In pratica da una parte c’è stato un evento mal riportato dai media, DiMaio-Fantozzi che deve sottostare alla visione del film odiato. Dall’altra, i suoi elettori-beniamini che invece vedono in lui il Fantozzi sottomesso che alza la testa ai sopprusi di una vita e brucia le pellicole tanto odiate. La sinistra-intellettuale noiosa che viene costretta a guardare Giovannona coscia lunga e solo perché gli è stato impedito di guardare la partita.

La Taverna, tempo fa, fece un’intervista simile. Lei non voleva fare politica, voleva una vita normale, ma gli eventi l’hanno costretta. Come a dire, sono qua per voi. Qualcosa di già visto e sentito già nei libri di storia.

In sostanza stiamo assistendo ad una lotta tra “Alternative Facts”. Da una parte i giornali di De Benedetti che pompano il PD di Renzi e danno giù alla cieca contro il M5S. Dall’altra il M5S che ribatte colpo su colpo ai media del governo (alle bigpharma, ai complotti, ai poteri occulti ecc) e si propone come il salvatore della patria.

In pratica sono due partiti entrambi lanciati verso il nulla cosmico. Ci fosse un muro o un precipizio, prima o poi sta folle corsa finirebbe, invece niente, proseguono in questo moto rettilineo uniforme delle stronzate. Due visioni politiche parallele ed inutili, per non dire dannose.

noioso buonismo, tl;dr.

la mia esperienza più rilevante con la pubblicazione di foto di centimetri di pelle risale a quella volta che ho messo in un forum di amici la testimonianza fotografica della mia caviglia grossa come un melone dopo essere scivolato su un pallone, per cui non è che sia un grandissimo esperto in materia (né di pelle, né di pallone); però, dato che in pochi giorni il dottor @kon-igi ha più volte testimoniato di storie piuttosto inquietanti, butto giù giusto due righe di umana decenza, sempre premesso che sono la mia opinione, e come tale valgono quello che valgono (stocazzo, càa mano a cucchiara, diceva il ferretti).

della pubblicazione di parti del proprio corpo più o meno collegate ai genitali:

-sei minorenne e vuoi postare cose birichine che ti riguardano: NO. la vita è -te lo auguro di cuore- molto lunga, non sai ancora cosa diventerai, là fuori è un posto di merda e non è corretto verso te stessa che tu ti ci esponga adesso. aspetta. qualche anno di meno in cui pentirsi di qualcosa non è un male. incidentalmente, questo vale (ed è l'unico caso in cui mi esprimo a riguardo, dato che tra adulti consenzienti e fidati si faccia ben quello che si vuole, e ci mancherebbe anche altro) anche per le comunicazioni private. i ragazzini -tutti, al di là del sesso e dell'immaginario collettivo a cui fanno riferimento- sono teste di cazzo. non vuoi (non vorrai) che le tue foto girino per tutta la scuola, credimi. se suona paternalistico bene, ché vado per i trentacinque anni e nella vita e nella internet ho sempre avuto la coolness e l'aria ribelle e pericolosa di un orsetto della haribo, sai che problema se risulto paternalista.

-sei maggiorenne: per legge sei un'adulta (anche adulto, ma mi pare banale sottolineare che in maggioranza parliamo di donne, o devo per forza far finta che no, è un problema ugualmente sentito e bla bla bla?). a meno che non sia un caso in cui a monte di tutto questo ci sia un disagio che andrebbe affrontato, più che in qualche modo alimentato (nel qual caso forse è meglio chiedere consiglio a un esperto, cosa che io non sono, ma non dico ste robe per fare il papà orsetto del cuore pacioso, lo dico perché di media voglio bene alla gente e mi dispiace se qualcuno sta male), fai le tue valutazioni e pubblica quello che vuoi. in un mondo decente questo significa che sei tu a decidere cosa mostrare, quando, come, a chi e dove, e dovrebbe essere chiaro che non è né un invito ad approfittare di te, né a provarci, né a trattarti da troia (a meno che tu non indichi esplicitamente se e cosa vuoi da chi ti legge, ovvio). il problema è che non è un mondo decente. lo sai, e purtroppo sai che ci potrebbero essere conseguenze sgradite (il che NON significa giustificare tali conseguenze, non sono i centimetri di gonna a giustificare le molestie, o peggio; per quanto mi riguarda non è neanche l'assenza della gonna a giustificare le molestie, o peggio. niente le giustifica).

della reazione da parte di chi vede le foto:

-puoi: apprezzare, criticare, guardare, non guardare, sbirciare, ignorare, con una mano una mano sfiorarti eccetera. sono foto pubblicate volontariamente e, parlando di tumblr, su una piattaforma sostanzialmente pubblica e accessibile. puoi addirittura, se richiesto, contraccambiare. puoi anche, pensa un po’, dire la tua. vuoi criticare? se non hai proprio di meglio da fare non te lo impedisce nessuno, ma l'insulto non è una critica, non prova nessun punto, non è motivato e dice soltanto cose brutte di te. se la critica è uno sconsigliare o un cercare di capire, sconsiglia o cerca di capire. giudica, perfino. ma motiva. non conosci quella persona. non ne sai niente. nemmeno l'età. sai solo che ha delle belle tette. dai spazio a controargomentazioni, il tuo punto lo puoi comunque esporre. vuoi invece apprezzare? ricordati che ci sono dei limiti ben precisi fissati dalla persona stessa che pubblica le foto. partire direttamente come un vecchio bavoso fa di te una forma di vita particolarmente bassa.

soprattutto: non hai la minima idea dell'effetto che avrai su quella persona. non sai se il nudo (se si tratta di nudo, ma qua voglio che sia un discorso il più generale possibile, dato che in internet basta una foto di un viso per scatenare le peggio cose) nasce da sbarazzino esibizionismo, apprezzamento per l'erotismo, pesante disagio. potresti contribuire a far star male qualcuno. te ne freghi? mi spiace, queste sono righe dedicate agli esseri umani, forse dovevo specificarlo, ti ho fatto perdere un sacco di tempo, il facebook delle presentatrici televisive dove tu e i tuoi compari potete argutamente e spassosamente commentare su quanto ciuccereste le loro tettine, facendo un'ottima figura davanti a chiunque, compresi iddio e darwin che scuotono la testa intristiti all'unisono, è da un'altra parte.

-non puoi: continuare con attenzioni non richieste. assillare. tormentare. minacciare. stalkerare. dall'altra parte c'è una persona reale. ed è terrorizzata da quello che stai facendo. hai probabilmente bisogno di aiuto, e sarebbe bello te ne rendessi conto prima che ti obbligasse a farlo quell'ottimo professionista che è l'ispettore capo acabbo badassi della polizia di stato.

-sei una persona matura e fai quanto scritto sopra con una persona molto, molto, molto più giovane di te? NO. e davvero, non voglio proseguire perché poi scivoliamo nei due minuti d'odio. NO. NO. NO.  è una persona reale. più piccola di te. più esposta di te. la stai spaventando. NO.

ecco.

Mai estinti

Nella lotta armata al fascismo che si sviluppa fra il 1943 e il'45 gli anarchici mettono a frutto le precedenti esperienze in Italia, nella rivoluzione di Spagna e i dibattiti che sulla base di quelle esperienze si sono sviluppate in carcere, al confino o in esilio forzato dal ventennio fascista. Non bisognerebbe mai dimenticare, per una giusta valutazione della storia (la resistenza al fascismo da parte degli anarchici non è scritta nei libri “ufficiali” né tantomeno raccontata nelle scuole) che un numero elevato di anarchici e anarchiche dopo il 25 aprile del ‘45 rimasero in carcere. Rimasero imprigionati anche dopo la famigerata amnistia Togliatti che nel '46 liberò migliaia di fascisti, per una sorta di riappacificazione bilaterale in seno alla nuova repubblica. Migliaia di fascisti tra cui i più feroci, alcuni responsabili di tali atrocità (la banda Koch) che spinsero gli anarchici, alcuni anarchici a non deporre le armi fino al febbraio del '47, mese in cui vennero letteralmente spazzati via dal nuovo esercito italiano “liberato”. Gli anarchici sono tra coloro che alla caduta del fascismo partecipano alla lotta armata in maniera rilevantissima (lo stesso Pertini ammise di vergognarsi per essere stato in silenzio quando Togliatti liberò tutti meno gli anarchici, troppo pericolosi gli rispose il capo degli stalinisti italiani, stalinisti responsabili solo nove anni prima del massacro dei libertari di Spagna, negli archivi si parla di centomila anarchici uccisi dagli stalinisti di varie nazionalità italiani compresi), militando in formazioni partigiane autonome ( formazioni Lucetti, Elio, Schirru,Bruzzi-Malatesta ecc.). Inutile elencare le formazioni e le azioni a cui parteciparono, sono innumerevoli, solo nella città di milano la Bruzzi-Malatesta era forte di 1300 uomini e donne. Assaltarono fabbriche in mano ai fascisti, convogli militari, treni, le loro azioni dirette venivano considerate spesso le più temerarie. Emilio Canzi, l'anarchico leggendario del piacentino era il terrore dei nazi-fascisti, dovettero mandare divisioni tedesche attrezzatissime, formate da migliaia di soldati da verona per fronteggiarlo, senza successo. Pare che il comandante supremo tedesco in italia, il generale delle SS Karl Wolff, di stanza in quei mesi a verona, disse, dopo aver ricevuto i dispacci degli insuccessi delle divisioni nel piacentino: <Se tutti gli italiani fossero come Canzi ci avrebbero preso a calci in culo da anni>. Milano, piacenza, carrara, livorno, torino,genova, napoli e decine di altre città, valli, montagne sono solo un esempio, in tutta italia gli anarchici morirono per la libertà, ma nonostante il loro contributo di sangue, furono isolati spesso dai partigiani bianchi e rossi, spesso vennero visti come traditori, troppo infinite le loro idee di un mondo diverso, troppo pericolose. La loro concezione di società egualitaria alla fine della guerra strideva con le nuove direttive democratiche appena nate. Oggi come allora gli anarchici sono denigrati, insultati, li si accusa per ogni pretesto, fino a ridicolizzarli. Scherniti e beffeggiati da tutte le formazioni politiche di qualsiasi colore o appartenenza, incompresi purtroppo, in alcuni casi, anche dagli stessi compagni di lotte condivise. Ma la storia signori non la si cambia, la si può sotterrare sotto metri di sabbia, si possono dire fiumi di menzogne, si può anche convincere le moltitudini ad avere paura o disprezzo degli anarchici, ma la storia cari democratici non la si cambia. Gli anarchici come non sono stati estinti nel '47 così non si estingueranno certo oggi, figuriamoci poi da voi, democratici che siete solo la brutta copia di quelli di allora. Fino a quando ci batterà il cuore grideremo di libertà, solidarietà, mutuo aiuto, abituatevi, il cuore non cambia posizione.

Olmo