iaiapici

Volevo dirti che, se fosse stato per me, le cose sarebbero andate diversamente. Volevo dirti che, se fosse stato per me, avrei messo la possibilità di provarci insieme al primo posto. Volevo dirti che, se fosse stato per me, ci saremmo persi solo per ritrovarci. E non credere che io sia come le altre, che per me sia stata solo una cotta e via, che potrei rimpiazzarti da un momento all’altro, perché non è così. Perché sono passati mesi e non c’è stata una fottuta sera in cui non fossi tu il mio ultimo pensiero e il primo al mattino seguente. Perciò, se proprio deve finire, allora ricordami come merito. Ricordami per quel che ti ho dato solo e solamente io. Ricordami per non aver mollato e per aver lottato con le unghie e con i denti per averti. Ricordami per i sorrisi di cui eri causa e per le emozioni che mi davi. Ricordami così e ne sarà valsa la pena. Ricordami così e non avrò rimpianti. Ricordami anche per quella che ha avuto il coraggio di dirti addio con tutto l’amore ancora negli occhi e nel cuore. Un addio sofferto, un addio forzato, un addio indeciso, un addio che diceva “se cambi idea sono lì. Ti aspetterò lì seduta, sperando che tu mi venga a prendere”.
—  Cit.

Forse non passerà proprio un cazzo.

Farei a botte con il mondo se servisse per averti davvero anche solo per un giorno. Come può passare una cosa così?

Che mi sveglio durante la notte e ti penso, che vorrei mandarti uno di quei messaggi chilometrici ma muoio dalla paura di non ricevere una risposta, che bacerei ogni minimo dettaglio di te.

Come può passare un amore così?
A senso unico, a distanza, a oltranza.

Tu non passi mai.
Mai.

People always leave.

Le persone vanno sempre via.
E’ legge.
Non rimane nessuno, non ti ama nessuno, le promesse si spezzano, il tempo passa e uccide tutto, i sentimenti muoiono, le persone cambiano, le circostanze mutano.
E alla fine di tutto, alla fine della disperazione e del pianto, alla fine, tra le macerie, ciò che resta sei soltanto tu.
E devi saperti bastare.

Maturità duemilaquattordici.

Buonanotte a tutti coloro che domattina si alzeranno e trascineranno il loro culo su una sedia e la loro testa su un banco sperando di non doverla sbattere fino a fare uscire i neuroni dalle orecchie.
La mia teoria è che se ce l’hanno fatta tutti, posso farcela anche io. E mi faccio forza del pensiero che fra un mese, spiaggiata su una sdraio al mare penserò a questa sera ridendone. Buonanotte maturandi.