i nuovi

Tu non mi cercherai più
e io non ti cercherò
e avrai la tua vita
piena di sorprese
e qualcuno che ti sorriderà
prima di dormire
e chissà se ti basterà
ma so che non ti cercherò
e che quello che era
un tentativo di farti rimanere
è diventato un addio bello e buono
di quelli
che si attaccano agli occhi
e non li puoi staccare.
So che non ti cercherò
perché il nostro tempo è finito già
perché certe cose
per quanto le vorresti rivivere
hanno una scadenza
ed è necessario che ce l'abbiano
perché se continuano a oltranza
ti distruggono.
So che non mi cercherai
che rimarrai nella tua vita
a giocarti tutti i giorni tentativi nuovi
di essere felice
e so che prima o poi ci riuscirai
e a dire il vero lo spero
perché te lo meriti
come me lo merito io.
So che non ci cercheremo
e che m'innamorerò
presto o tardi
di qualcuno
che non ha i tuoi lineamenti
ma so che non sarà lo stesso:
quello che so per certo
è che senza te
amerò diverso.
—  Facebook

anonymous asked:

Se potessi riassumere in una risposta tutte le cose che sono successe sul tuo blog per i lettori nuovi che hai ora e che avrai in futuro, potresti? Spesso ti fanno domande su persone precise e non sapendo come loro hanno influito su di te e cose simili, puoi riassumerci qualcuno?

Io sono Joy.
Nata in Albania, cresciuta a Taranto, ritrasferita in Albania e infine, ora abito a Torino.
Ho questo blog da più di 4 anni, l'ho creato perchè ero sola. Sola davvero. Nessuno con cui parlare, prendere un caffè, ridere. A quei tempi ero con un ragazzo, Luca. Eravamo a 328km di distanza, un mare -il mare- lontani. Lo amavo. Dio se l'amavo. Mi chiedo da dove tiravo fuori tutto quell'amore. Siamo stati insieme quasi 3 anni. Anni bellissimi quanto dolorosi, per entrambi. Era difficile e ce l'abbiamo messa tutta a restare insieme, ma poi è diventata troppo pesante. Così, ci siamo lasciati.
Dopo di lui, sono cambiata. Forse in meglio, o forse no. Non ve lo so dire. Ma in tutto questo non ho mai smesso di sognare e scrivere.
Al momento vivo dentro i miei sogni, faccio la vita che ho sempre voluto vivere.
Non sono più sola. Sono circondata da persone con cui parlare ed essere me stessa.
Ma continuo ad avere questo blog, perchè mi ha aiutata. Qui ho scritto tutto quello che a voce non riuscivo a dire. Perchè ho conosciuto persone che oggi fanno realmente e fisicamente parte della mia vita.
Concludo dicendo che credo nell'amore, nei sogni, nell'arte, nelle persone, nella musica e soprattutto nelle parole. Amo le parole, ne sono totalmente innamorata. Voglio ricordarvi, ancora una volta, che le parole hanno un peso. Usatele con cura, cercatele attentamente prima di pronunciarle o scriverle. Le parole possono cambiare, distruggere, far sorridere, cambiare la giornata, dare speranza. Parlate sempre, ma prima pensate.

Tu non mi cercherai più
e io non ti cercherò
e avrai la tua vita
piena di sorprese
e qualcuno che ti sorriderà
prima di dormire
e chissà se ti basterà
ma so che non ti cercherò
e che quello che era
un tentativo di farti rimanere
è diventato un addio bello e buono
di quelli
che si attaccano agli occhi
e non li puoi staccare.
So che non ti cercherò
perché il nostro tempo è finito già
perché certe cose
per quanto le vorresti rivivere
hanno una scadenza
ed è necessario che ce l'abbiano
perché se continuano a oltranza
ti distruggono.
So che non mi cercherai
che rimarrai nella tua vita
a giocarti tutti i giorni tentativi nuovi
di essere felice
e so che prima o poi ci riuscirai
e a dire il vero lo spero
perché te lo meriti
come me lo merito io.
So che non ci cercheremo
e che m'innamorerò
presto o tardi
di qualcuno
che non ha i tuoi lineamenti
ma so che non sarà lo stesso:
quello che so per certo
è che senza te
amerò diverso.
L'universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l'oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall'abisso.
—  PHILIP K. DICK
Cara mamma,
scusami se non sono la figlia perfetta che hai sempre voluto.
Scusami se invece di prendere dei voti altissimi, a scuola sono nella media.
Scusami se d'estate invece di andare al mare voglio stare a casa con il ventilatore a palla e d'inverno invece di uscire il sabato sera voglio stare sotto le coperte ad ascoltare la musica mentre leggo.
Scusami se invece di spendere i soldi per dei nuovi vestiti, li uso per i biglietti dei concerti dei miei idoli.
Scusami se invece di uscire sempre truccata, ogni tanto mi piace non truccarmi.
Scusami se la mia camerina è ricoperta di poster invece che foto.
Scusami se invece di essere piena di amiche, ne ho poche e lontane da me.
Scusami se invece di appassionarmi ad un libro vero e proprio ogni tanto mi perdo nelle storie sui miei idoli su internet.
Scusami se faccio schifo.
Scusami se preferisco vivere nei sogni invece che nella vita reale.
Scusa per tutto questo ma te non migliori le cose urlandomi contro quanto faccia schifo e quanto io sia sola.
È ufficiale inizia il periodo in cui la tua casa non è casa tua ma la città, inizia il periodo degli after, delle sere a bere, dei pacchetti di sigarette appena comprati e subito finiti, iniziano i pomeriggi in piscina, le giornate al mare, il periodo dei pantaloncini, delle canottiere, inizia il periodo in cui i pantaloni e le felpone stanno in alto nell'armadio, dei gelati, della vodka sempre nella borsa, delle giornate in cui se stai sotto il sole 5 minuti ti bruci, inizia il periodo in cui gli amici sono sempre con te, iniziano i nuovi amori che ti fanno battere il cuore, che non vedi l'ora di uscire per vederlo, il periodo in cui tua madre ti dice ‘ma sei sempre in giro’, in poche parole inizia l'estate.
#riccanza

Faccio lo scontrino ad un cliente, mi dà in mano 20€, sto per fare un conto per il resto da dargli ma mi chiama il barman, mi distrae e quando torno alla cassa faccio un riepilogo ad alta voce concludendo con la frase “quindi ti devo…”
E il cliente mi blocca dicendo: “Per l'attesa il tuo numero e se mi dai un bacio il resto è mancia”.

OH, QUESTO AVREBBE LASCIATO QUASI DODICI EURO DI MANCIA!

E’ davvero passato un altro anno.

Devo dire che di solito non mi è mai importato più di tanto del conto alla rovescia. Wow, è cominciato il 2012. Che figata, il 2013. Che bello, il 2014. Comincia il 2015, chissenefrega. Cosa c’è di diverso? Nulla, è solo un calendario che segna una cifra differente.

Eppure… questa volta è stato davvero diverso. Non so se sia a causa della moltitudine di eventi accaduta nel defunto 2015 o del pensiero di quanto completamente diverso e rivoluzionario questo 2016 potrebbe essere per me, eppure… eppure il conto alla rovescia m’ha colpito. Un nodo in gola, l’immancabile ansia. Non lo so, è finito quest’anno.

E’ finito l’anno del mio primo amore.

E’ finito l’anno delle delusioni, della fiducia demolita.

E’ finito l’anno di quel ragazzo che finalmente mi contatta e che dopo tre mesi è il mio miglior amico. 

E’ finito l’anno dell’estate chiuso in casa, della mia amica e di sua madre che mi pregano di andare al mare con loro e di me che rifiuto, e ormai il numero di mesi che non vedo il mare ha raggiunto quota diciotto. 

E’ finito l’anno dei brutti pensieri, del baratro toccato più e più volte. 

E’ finito l’anno di “nessuna te la darà mai” e di “perché non ti sei ucciso? Avresti fatto bene, sei ancora in tempo se vuoi”.

E’ finito l’anno dei miei genitori che scoprono il blog e che probabilmente leggeranno pure questo post.

E’ finito il 2015. L’anno della prima sbronza, del vizio del fumo, di “papà, te lo dico così come viene: fumo”, della famiglia che sembrava così vicina a distruggersi definitivamente e che invece poi s’è ricomposta come sempre, un po’ per magia.

E’ finito l’anno dei parenti paterni che di punto in bianco mi odiano quando invece avrebbero dovuto starmi vicino come non mai.

Quante cose sono successe? La porta smontata, la psicologa, i biglietti per Roma, la voglia di viaggiare, Tumblr (come sempre), bff, rag, “hai fatto bene a non portartelo al mare, quello si sarebbe ucciso”, ‘mi sento odiata da tutti’, il primo incontro con Carmen.

Le serate con lei, le serate con lei in chat. E tutte quelle serate a letto, in preda allo sconforto. Le cuffie, la musica. Gli Imagine Dragons, Milano, le nuove amicizie. I nuovi professori, le materie diverse, la media che inspiegabilmente è quasi più alta ora che l’anno scorso.

E le serate a discutere con i miei perché sì, cazzo, questo sogno lo voglio realizzare.

La lettera d’addio, tutte quelle bugie, le sigarette nascoste nell’astuccio insieme alle penne, il preside che sgama la bestemmia che ho scritto sul muro, i capelli costantemente in disordine, i due mesi senza zucchero, senza sale, senza caffè e senza una gioia. Il telefono morto, i libri nuovi.  

Dio, quanto ancora potrei continuare.

E ora che anno si apre?

Se penso all’anno prossimo, se penso alla mezzanotte del primo gennaio 2017, io non ho idea di come sarà.

Forse è anche per questo che stasera non so come sentirmi. Cazzo, questo deve essere il mio anno. Deve, deve per forza, è arrivato il mio momento, ora o mai più. Mai più? Io spero di no, ma potrebbe essere. Potrebbe andare tutto male, proprio come quest’anno. Io lo so, è inutile fingere che non possa accadere. Andrà tutto male, ogni singola cosa pianificata si rivelerà nulla, incompleta, irrealizzabile. Eppure spero con tutte le mie forze che Dio, Allah, la fessa, qualunque divinità ascolti le preghiere di questo **enne e riesca a mandarmi una gioia, per una volta.

L’anno prossimo deve andare come dico io. Ma no, non è l’anno prossimo. E’ quest’anno. E’ già cominciato. Non è più futuro, è presente. Io l’anno prossimo non sarò in questa cameretta, non ci sarò.

Lo so che non ci sarò. devo solo aspettare.

E mentre aspetto e aspetto che arrivi l’ora di andare a festeggiare a modo nostro questo nuovo 2016, non riesco a smettere di pensare. Penso al passato, penso al futuro, al presente. A quanto sia cambiata la mia vita e a quanto debba cambiare ancora, per forza, ancora più prepotentemente. Deve andare tutto come ho programmato, almeno quest’anno, almeno questa volta. Deve, non c’è una seconda scelta.

Buon anno a voi, io mi fumo una sigaretta.

Ascoltatemi per un minuto o poco più, per favore.
Godetevi i momenti no.
Le notti passate a piangere, gli abbracci caldi di un amico, il buongiorno di uno sconosciuto, i compiti andati male, i voti che non vi hanno reso giustizia, i nuovi amori, il caffè, i tramonti, i tradimenti, le coperte, i libri.
Godetevi i libri, e le storie sotto ogni copertina. Ne ricordo una in particolare in cui il protagonista dice:
«La verità è che le maratone sono fatte di passi, le giornate di secondi e i corpi di cellule.
Un passo fatto male è una storta.
La risposta sbagliata, scritta in un secondo, è un esame fallito.
Una sola cellula neoplastica è un cancro.
Particolari, sempre quelli!»
Particolari. E sono sicura che avrete letto queste parole con la stessa disinvoltura con cui le lessi io, tanto tempo fa.
Ma vorrei sottolinearne una: cancro.
E aggiungerne altre due: venti anni.
Venti anni, capite?, quando a venti anni si bacia, a venti anni si ama, si fa l'amore, si esce con gli amici, si bocciano esami, si cerca lavoro, si vince, si lavora, si torna a casa tardi, si bacia mamma dicendole di non preoccuparsi, si pasticcia in cucina, si ascolta musica tutto il giorno, si ride. Si ride. A venti anni non si sta dentro una bara in qualche cimitero in collina. A venti anni si ride.
E io vorrei ricordarvi di ridere.
E di godervi l'aria che respirate, vostra madre, vostro padre, tutte le ingiustizie del mondo, la pioggia, il vostro cane, il vostro gatto, i capelli sporchi, il pullman in ritardo (arriverà), e le discussioni (si risolveranno), il ragazzo che vi tradisce (troverete sicuramente di meglio), l'esame bocciato (la prossima volta vi impegnerete di più).
Godetevi ogni cosa, godetevi l'acqua e le carezze. Le carezze. I baci sulle guance, «Sei stupenda», «Ci sentiamo domani», il freddo, il sesso, il tè caldo, le occasioni, i contrattempi, i fallimenti.
Godetevi ogni cosa, per favore.
E ricordate di rendere ogni giorno il vostro giorno.
Festeggiate il vostro compleanno, festeggiatelo anche due, tre, cinque volte, festeggiate ogni giorno, andate in palestra, al mare, andate al mare, e viaggiate, fate quello che volete, come volete, e vivete, e amate, amate, amate, amate.
A volte ci dimentichiamo del tempo che scorre, e che trascorriamo odiando, logorandoci, pensando di non potercela fare, stando fermi, immobili, giudicando, guardando il soffitto quando,
ehy,
prendi fiato e ricomincia da capo,
sei ancora in tempo.
Ciao A
—  Delirium, facebook
Adoro i viaggi lunghi, quelli che durano ore, dove stai lì con le cuffie fissando il finestrino e i posti nuovi e ti soffermi su ogni pezzo delle canzoni che ascolti, e ogni pezzo è un ricordo, e ogni ricordo è una lacrima. Quei viaggi in cui spero di riuscir a dimenticare qualcosa o qualcuno ma finisci per sentirne la mancanza. Quei viaggi in cui pensi a come poter iniziare una nuova vita senza aver paura che qualcuno sappia del tuo passato. Quei viaggi che ti fanno capire cosa non vuoi perdere.
—  Be happy
Oggi un'educazione classica come quella di Leopardi è impensabile, e soprattutto la biblioteca del conte Monaldo è esplosa. I vecchi titoli sono stati decimati ma i nuovi sono moltiplicati proliferando in tutte le letterature e le culture moderne. Non resta che inventarci ognuno una biblioteca ideale dei nostri classici; e direi che essa dovrebbe comprendere per metà libri che abbiamo letto e che hanno contato per noi, e per metà libri che ci proponiamo di leggere e presupponiamo possano contare. Lasciando una sezione di posti vuoti per le sorprese, le scoperte occasionali.
M'accorgo che Leopardi è il solo nome della letteratura italiana che ho citato. Effetto dell'esplosione della biblioteca. Ora dovrei riscrivere tutto l'articolo facendo risultar ben chiaro che i classici servono a capire chi siamo e dove siamo arrivati e perciò gli italiani sono indispensabili proprio per confrontarli agli stranieri e gli stranieri sono indispensabili proprio per confrontarli agli italiani. Poi dovrei riscriverlo ancora una volta perché non si creda che i classici vanno letti perché “servono” a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici. E se qualcuno obietta che non val la pena di far tanta fatica, citerò Cioran (non un classico, almeno per ora, ma un pensatore contemporaneo che solo ora si comincia a tradurre in Italia): «Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un'aria sul flauto. “A cosa ti servirà?” gli fu chiesto. “A sapere quest'aria prima di morire."»
—  Italo Calvino, Perché leggere i classici

La giornata è iniziata con una valanga di merda che un capo ha ricevuto e che ha ben pensato di sgrullarsi addosso a me, ma ho fatto un grande respiro e gli ho mandato una email calma e ben appuntita e spessa da infilarsi nel culo
Più vado avanti e più penso che l’ignoranza sia il male peggiore, ma so che non avrò mai ragione in assoluto
L’altro giorno mia madre mi ha detto che una coppia di amici aspetta un altro bambino, sarebbe il secondo, loro sono i tipi che vivono in periferia a Roma nelle case popolari assegnate tipo negli anni 70/80 e che adesso anche avendo un reddito agiato se le passano di generazione in generazione (ma tanto evadono il fisco, quindi) e prima votavano Berlusconi adesso suppongo Lega
Non hanno mai pagato tasse, lavorano da autonomi in nero, il padre di lei l’ha sempre viziata e comprava ogni anno macchinoni nuovi con i soldi che non dichiarava
Adesso lei e suo marito che come priorità ha la Roma (intendo la squadra) aspettano non il primo, ma ben il secondo figlio e io a mia madre a questa notizia ho detto che avrei preferito non ne facessero proprio
Lei che è un’anima pura, mia madre, ha voluto sapere perchè pensassi così visto che sono delle brave persone (che misura utilizzi mia madre è da approfondire), ho risposto: perchè sono ignoranti
Me ne sono pentita di aver sputato su di lei il mio cinismo e nel momento in cui gliel’ho detto ho avuto un tuffo nello stomaco, mia mamma non se lo merita, non ha ribattuto, ma lo so che capisce cosa intendo però non condivide
Lo so
Non la renderò mai nonna ed è il mio dispiacere più grande, non posso fare figli per lei, non posso
In ogni caso è finito il tempo di correre e affannarsi e cercare di stare al passo con i tempi
I tempi non esistono più, dobbiamo andare lenti, pensare ad una cosa per volta con calma, non dobbiamo riuscire a fare tutto, ma quel che facciamo lo dobbiamo fare bene e con presenza
L’ambizione deve essere quella di esser sereni, non quella di fare per forza per non esser da meno, meno di chi poi
Nessuno avrà più soddisfazione di noi nel godere dei nostri attimi e nessuno ci correrà dietro se noi non glielo permettiamo
Lentezza
Sarà la mia parola magica

78 sono i film che ho visto senza te.
22 i libri che ho letto.
48 sono le persone che ho conosciuto.
Più di 700 sono le canzoni che ascoltato, la maggior parte delle quali mi ha fatto pensare a te, quindi a me, a noi. A dove sei, a con chi stai, se mi pensi mai e tutte quelle robe lì che cantano i cantanti.
Almeno 12 sono le cose che ho imparato senza che ci fossi tu a guardarmi mentre ci riuscivo: per esempio a guidare, a guardare fisso dentro agli occhi la gente mentre parlo anche se sono in imbarazzo, a non aver paura dei miei limiti, a credere un po’ in me, a portare la bici. Incredibile, eh?
24 sono le canne che m'hanno passato in tutti i giorni senza te.
Almeno 30 tutti i posti nuovi che ho visto e che mi hanno ricordato sempre in qualche modo qualche cosa di te.
Ancora 30 le calamite che avrei voluto prenderti e che tu avresti di sicuro attaccato al frigo anche se poi non hai viaggiato mai.
4 le calamite che ti ho preso per sbaglio e un po’ per abitudine e un po’ perché il pensiero di te mi tormentava tanto da fottermi il cervello.
Sono centinaia le stelle che ho visto senza te e 6 quelle cadenti che mi hanno fatto desiderare di vederti tornare. Ma cosa possono le stelle contro l'universo? È una battaglia persa
però io ci ho provato lo stesso.
92 le strade che ho percorso
4 sono le auto guidate e 18 i libri usati per studiare.
3 gli esami che ho fatto senza te che mi tranquillizzavi a tuo modo facendomi sentire un po’ speciale ma mai troppo, che le persone che si sentono troppo speciali non credono di poter sbagliare e proprio in questo sbagliano.
Almeno 50 i baci che ho dato e 78 gli abbracci che ho ricevuto dove in qualche modo fenomenale un poco sentivo pure il tuo profumo.
120 sono i giorni che non ti vedo, 16 le settimane e 2880 le ore.
1008 sono le lacrime che ho versato sul cuscino e 240 le volte che ho creduto davvero che senza te non ce l'avrei mai potuta fare per davvero.
Zero sono i giorni, da che non sei qui, che non c'è stato anche solo un accenno di te tutt'intorno, che non t'ho pensato almeno per un secondo, almeno di sfuggita, almeno così, per caso, come fossi ancora qua.
—  Instagram: ioteeilmare.

Una musica soave ho udito ed in cielo è comparso uno spartito. Le nuvole erano lo sfondo di questo paesaggio tanto speciale ed originale. Inizia la danza dei cuori innamorati, di quelli appassionati. Le note sono lì pronte da suonare, ho sognato o è realtà canto ed arriva la felicità l’ allegria ed esplode l’ armonia in tutti i cuori e nascono nuovi amori
💕💕💕💕💕💕💕💕💕💕

Ann@❣

Buon Compleanno From Italy With Reylo!

Chi l’avrebbe mai detto? From italy with reylo sta per compiere il suo primo compleanno!

E’ stato un anno lungo in cui le notizie riguardanti Star Wars e la nostra coppia preferita si sono fatte davvero desiderare, alternando periodi di nulla ad altri ricchi di novità e di spoiler. Abbiamo continuato a commentare, postare, sognare e rebloggare mentre il blog guadagnava nuovi utenti e ne perdeva altri. Abbiamo affrontato momenti molto difficili, come la settimana del 40° anniversario appena trascorsa, e chissà cos’altro ci aspetta nei prossimi mesi.

Ma alla fine siamo ancora qui, pronti a quest’ultima attesa prima di poterci gustare il prossimo film.

Un enorme grazie a tutti quelli che hanno contribuito e che hanno interagito con blog: da chi ha scritto e postato a chi ha semplicemente schiacciato l’icona del cuoricino.

Siete tutti importanti.

Non posso però nascondere che il desiderio è che questa piccola comunità di Reylos italiani possa crescere ancora un po’!

Lancio un appello a tutti gli utenti che ci seguono, anche saltuariamente, invitandoli a contribuire in qualunque modo, con commenti, like e reblog.

Ancora meglio! Rompete gli indugi e contattatemi per diventare membri! Potrete postare, rebloggare e far diventare From italy with reylo il vostro secondo blog!

Ricordatevi che questo è il posto giusto per meta, analisi, articoli, notizie, spoiler, immagini, fanart, fanfiction, cosplay, playlist musicali e chi più ne ha più ne metta. Tutto in salsa reylo e Star Wars ovviamente!

Il requisito indispensabile è la passione per questa fiaba fantascientifica che ci fa sognare qualunque sia la nostra età. E quel pizzico di pazzia che ci ha fatto innamorare di Rey e Kylo e che desidera un futuro pieno di speranza verso questi due personaggi che hanno raccolto la pesante eredità della Forza.

In questo anno il blog è cresciuto fino ad avere oltre 700 post! E come ogni ricorrenza che si rispetti, anche From italy with reylo si è tirato un po’ a lucido per il suo compleanno.

Per migliorare l’esperienza di navigazione, soprattutto attraverso cellulare, è stata fatta una revisione completa di tutti i tag usati. Ora visualizzare solo i meta, o scegliere le fan art di Rey, invece che quelle di Kylo Ren sarà finalmente più facile.

Per quanto riguarda la navigazione da PC, troverete delle novità nel menu laterale nella home page del blog. Oltre alle voci già presenti, se ne sono aggiunte delle nuove, come ad esempio il nostro bollettino di notizie varie: il Diario di Bordo.

La novità più importante è la pagina Mappa dei Tag che raccoglie in maniera organizzata la maggior parte dei tag presenti nel blog. Cercare uno spoiler o un meta di qualche mese fa non sarà più un’impresa!

Al fine di mantenere il più a lungo possibile questa piccola/grande pulizia di primavera, per tutti i membri vecchi e nuovi, si può liberamente consultare la pagina Taggare e Postare che dà un esempio a grandi linee dei post più frequenti e dei loro tag.

Nonostante lo sforzo per riorganizzare al meglio From italy with reylo , è naturale che si possa incorrere in errori, sviste o altri problemi.

Per questo siete invitati a scrivermi sia per segnalarmi errori evidenti, ma sopratutto per suggerire idee su come possiamo ulteriormente migliorare il blog.

A tutti i membri, follower abituali e non, se vi va, rebloggate questo post, fateci un po’ pubblicità così da far crescere questa piccola comunità italiana di reylos!

Che la Forza sia con voi!

@kotay111