i nuovi

Buona cosa è la dimenticanza!
Altrimenti come farebbe
il figlio ad allontanarsi dalla madre che lo ha allattato?
Che gli ha dato la forza delle membra
e lo trattiene per metterlo alla prova?
Oppure come farebbe l'allievo ad abbandonare il maestro
che gli ha dato il sapere?
Quando il sapere è dato
l'allievo deve mettersi in cammino.
Nella casa vecchia
prendono alloggio i nuovi inquilini.
Se vi fossero rimasti quelli che l'hanno costruita
la casa sarebbe troppo piccola.
La stufa riscalda. Il fumista
non si sa più chi sia. L'aratore
non riconosce la forma di pane.
Come si alzerebbe l'uomo al mattino
senza l'oblio della notte che cancella le tracce?
Chi è stato sbattuto a terra sei volte
come potrebbe risollevarsi la settima
per rivoltare il suolo pietroso,
per rischiare il volo nel cielo?
La fragilità della memoria
dà forza agli uomini.


Bertolt Brecht

Che schifo i soldi. Schiavizzano l'uomo e lo spremono fino alla fine, finché non ha più una goccia d'umanità dentro di sé. I soldi e non l'uomo sono i nuovi padroni del mondo e ciò mi rattrista. Tutto è diventato un business, un guadagnare e un investire; invece i veri valori stanno affogando nell'oblio e nell'ignoranza.
—  Neversurrender
Cara mamma,
scusami se non sono la figlia perfetta che hai sempre voluto.
Scusami se invece di prendere dei voti altissimi, a scuola sono nella media.
Scusami se d'estate invece di andare al mare voglio stare a casa con il ventilatore a palla e d'inverno invece di uscire il sabato sera voglio stare sotto le coperte ad ascoltare la musica mentre leggo.
Scusami se invece di spendere i soldi per dei nuovi vestiti, li uso per i biglietti dei concerti dei miei idoli.
Scusami se invece di uscire sempre truccata, ogni tanto mi piace non truccarmi.
Scusami se la mia camerina è ricoperta di poster invece che foto.
Scusami se invece di essere piena di amiche, ne ho poche e lontane da me.
Scusami se invece di appassionarmi ad un libro vero e proprio ogni tanto mi perdo nelle storie sui miei idoli su internet.
Scusami se faccio schifo.
Scusami se preferisco vivere nei sogni invece che nella vita reale.
Scusa per tutto questo ma te non migliori le cose urlandomi contro quanto faccia schifo e quanto io sia sola.
10 Favorite Brown Eyeshadows

How many browns can I have, you ask.

Well, I don’t think I want to start counting ALL of them, but I can pick out 10 of the ones I love most.

1: The Body Shop Eye Shadow Single #02

I’ve raved about TBS eye shadows before, and I still love these singles. The creamy textures go on well, have great pay-off, and blend easily. This is a muted bronze-brown which has a satin finish (matte with a slight sheen) similar to MAC Patina.

2: I Nuovi Suede

If you can get hold of I Nuovi shadows, I highly recommend you do. This is a chameleon shade with warm brown base and mint-green sheen. Great as a wash all over the lids where it will look like you did a lot, when you really did nothing much.

3: I Nuovi Potion

Gorgeous dark coffee-grounds brown. It’s metallic, but even the highlights are dark, so you end up with a rich brown bordering on aubergine. The pictures do not do this justice.

4: Antique Gold pigment

Many pigment sellers carry a shade like this (e.g. Coastal Scents). Otherwise, you can try to get this burnished bronze by mixing a copper shade (warm) with an olive-green (cool) to get this highly-flattering neutral, which somehow does not devolve into a boring brown.

5: MAC Patina

You all know I love this shade. Click [here] to see 5 ways to wear it!

6: Urban Decay Smog

The most wonderful medium metallic brown with the silkiest texture. It’s a more neutral version of Woodwinked by MAC, which is a bit more gold. If you find Woodwinked too brassy for you, wear this.

7: CANMAKE Metallic Eyes #06


Meet Metallic Eyes #06. Before using, it looks like a pan of metallic gold flecks, but the top layer gives way to a deeper medium brown. I give it a tentative position in this list because of how pretty it is, but I have to say the staying power is almost zero. All the gold-brown flecks will just disappear off our skin in an hour, so explore this only if you have a good base.

8: Cyber Colors Cosmos Shadow #04 Mars

This is the most - beautiful - eyeshadow. Ever. And it’s the only rosy-brown in my Top 10 list. The payoff is amazing (unlike many baked shadows I know of), and the final color is deeper than you’d expect. This might be hard to find outside of Asia unless you have access to Sasa stores. (They don’t carry it on Sasa.com, but maybe if enough people write to them…)

9: L'oreal Chrome Intensity in Magic Amber

This is a great basic quad, but I find the texture and shades to be much better than you’d expect. Also, this passes the “uni-color test” with flying colors (no pun intended). Swatch all 4 shades (beige, yellow-gold, copper, brown) and blend it into 1. I get a rich chocolate with a soft gold sheen. See this quad in action [here].

10: Urban Decay Underground

A true taupe (grey-brown) in the creamiest, most metallic finish. This is part of the Deluxe Eyeshadow line, so it’s richer and softer than the UD shadows in the round pots. This is the “coolest”-toned brown in my Top 10 list, and can almost look lavender-brown in some lights.

La vera storia delle emoji

C'era una volta una misteriosa scuola di recitazione, situata a London Bridge, della quale facevano parte, su per giù, una ventina di ragazzi che condividevano il sogno di entrare nel mondo del cinema. Tuttavia questi ragazzetti ambiziosi condividevano un'altra passione, oltre all'arte recitativa: la passione per l'alcol. Ogni sera, terminate le lezioni, i giovani si riunivano nei pub più accreditati della città per consumare litri e litri di alcol. I ragazzi amavano dimenticarsi dei personaggi che interpretavano durante quelle faticose lezioni, erano convinti che l'atto di bere ridesse loro l'identità autentica che smarrivano a contatto con i copioni. C'è da dire che, nonostante la sistematica trasgressione serale, ognuno di essi possedeva un gran talento connaturato: l'espressività. Si diceva, infatti, che in quella impenetrabile scuola di London Bridge ci fossero individui enormemente dotati di una espressività rara, introvabile altrove, come se un particolare campo morfogenetico avesse perfezionato la struttura delle espressioni facciali entro i loro corpi. Girava voce che sarebbero diventati i nuovi volti del cinema anglo-americano, ma pare che alla fine non andò esattamente così. Non andò così perché divennero delle vere e proprie rivelazioni mondiali, e tutto questo, paradossalmente, grazie all'avvento di una malattia. Ben presto, infatti, il gruppetto di alcolisti talentuosi dovette fare i conti con una malattia causata dall'innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue: l'ittero. Ebbene, quella malattia fu il prezzo delle loro serate alcoliche. L'ittero li devastò, dentro e fuori. Le condizioni si aggravavano, e i poveracci non riuscivano più a recitare come una volta, tant'è che, dopo il periodo di ingravescenza, i loro volti, oltre a colorarsi di giallo, divennero statici, conservando, però, una espressione insolita, l'espressione che avevano utilizzato maggiormente nella loro carriera recitativa. Quando il loro vecchio maestro di recitazione andò a trovarli, avvertì l'angoscia del talento sprecato. Così, decise di fotografare i loro volti, gialli ed espressivi, seppure statici, ed attaccò quelle foto alle pareti della scuola, in ricordo del loro talento. Nei primi anni del 2000, quando ormai i soggetti itterici erano tutti morti, un regista inglese fece visita alla scuola abbandonata di London Bridge, e vi trovò, appese al muro, quelle foto. Immediatamente, si convinse che le espressioni facciali stampate su carta che aveva appena visto erano tanto particolari da non poter rimanere delle improduttive foto. Il suo obiettivo era quello di universalizzarle, archetipizzarle. Così, dopo un decennio, nacquero le emoji.

My I Nuovi Eyeshadow Palette.

Nope, it’s not filled with MAC. We don’t have access to PRO stores where I live, and I really can’t bother getting hold of a wire-cutter and all those heating contraption in order to transfer them.

This pretty mock-leather baby is filled with The Body Shop and I Nuovi shadows, which I love. 

My MACs shall sit in their pots a little longer.

Oggi un'educazione classica come quella di Leopardi è impensabile, e soprattutto la biblioteca del conte Monaldo è esplosa. I vecchi titoli sono stati decimati ma i nuovi sono moltiplicati proliferando in tutte le letterature e le culture moderne. Non resta che inventarci ognuno una biblioteca ideale dei nostri classici; e direi che essa dovrebbe comprendere per metà libri che abbiamo letto e che hanno contato per noi, e per metà libri che ci proponiamo di leggere e presupponiamo possano contare. Lasciando una sezione di posti vuoti per le sorprese, le scoperte occasionali.
M'accorgo che Leopardi è il solo nome della letteratura italiana che ho citato. Effetto dell'esplosione della biblioteca. Ora dovrei riscrivere tutto l'articolo facendo risultar ben chiaro che i classici servono a capire chi siamo e dove siamo arrivati e perciò gli italiani sono indispensabili proprio per confrontarli agli stranieri e gli stranieri sono indispensabili proprio per confrontarli agli italiani. Poi dovrei riscriverlo ancora una volta perché non si creda che i classici vanno letti perché “servono” a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici. E se qualcuno obietta che non val la pena di far tanta fatica, citerò Cioran (non un classico, almeno per ora, ma un pensatore contemporaneo che solo ora si comincia a tradurre in Italia): «Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un'aria sul flauto. “A cosa ti servirà?” gli fu chiesto. “A sapere quest'aria prima di morire."»
—  Italo Calvino, Perché leggere i classici
Dovrei smettere

Dovrei smettere di pensarti
dovrei scrollarti dalla testa
chiudere la porta
e non aspettarti più
levare il simbolo del cuore dal tuo nome
salvato nel telefono
e salvarti come “non chiamarla”
dovrei cambiare serratura agli occhi
e fare un nuovo mazzo di chiavi
solo per me
solo per guardare i nuovi altrove

dovrei ritornare a stapparmi
le birre con l'accendino
e scolarmene un paio
senza noccioline
senza stuzzichini
davanti a un tramonto magari
così da non essere triste da solo
ché il sole quando scende dietro le montagne
fa compagnia alle persone tristi
e ti ricorda che anche le cose più grandi
prima o poi
si dirigono verso il buio

dovrei smettere di pensarti
dovrei scrollarti dalla testa
guardare il cielo solo nei giorni opportuni
uscire solo di sabato
e tornare di domenica mattina
con la faccia brutta
come le pubblicità delle banche

dovrei smettere di pensarti
e iniziarmi ad ascoltare
e invece no
me ne frego
me ne frego di me e di quello che penso
a me va di pensarti
e credere che non sia giunta ancora
l'ora
del nostro tramonto.

Le cose cambieranno
perché le cose cambiano
sempre
in continuazione
continuamente

cambierà il colore delle pareti
di questa mia cucina poco invitante
cambierà la posizione della terra
sempre più verso il sole
cambieranno i laghi
e i ghiacciai

cambieranno le forme degli arcobaleni
nuovi colori
cambieranno i bar
nuovi vini

cambieremo le nostre scarpe
le nostre scrivanie
cambieremo spazzolini
e un giorno cambieremo anche i denti
cambieremo libri e abat-jour
cambieremo il modo di vedere la felicità
non cambieremo gli occhi
ma cambieremo sguardi

e infine cambieremo noi
e cambierà tutto
e cambierà tutto di noi
ma se andrà bene
amore mio se andrà bene
allora
noi due
cambieremo insieme.

—  Gio Evan

La giornata de a memoria

Da regazzino pensavo che la giornata della memoria non serviva a ncazzo. Cioè non è che non serviva a ncazzo però a scuola ce facevano vedè Perlasca Scinder List e ce facevano legge Anna Frank e io un po’ me rompevo le palle. Dicevo vabbè te pare che lo rifamo n'altra volta sto casino, quelli se vede che stavano fori all'epoca e ie sembrava normale sderenà un popolo de poracci, de recchioni, de zingheri. Nce potemo ricascà.
Poi crescendo ho capito che magari mo l'ebrei pare che so salvi (pure troppo) e i nuovi poracci so quei disgraziati che scappano dai cazzi che c'hanno ner loro paese e noi giù a dije che so bestie che so cattivi che so negri. A scrive che devono morì sotto agli stati de Salvini. A faie lo sgambetto mentre scappano pe fa la foto fica. Co quella scena ho capito che i nazzisti semo noi, che ar posto der baffetto c'avemo la cravatta e ar posto del pigiama a righe quelli c'hanno er salvagente. Qui dimo che se ricordamo se ricordamo se ricordamo, ma secondo me non se ricordamo popo ncazzo.

—  R. Piacci in Pressappochismo is the way
Dal primo e unico libro di Mormon.

I miei nuovi vicini di casa sono una famiglia arrivata dall'Utah e con 5 figli. Il mio pregiudizio mi ha fatto subito dire che sono mormoni. Per non sfigurare quando t'incroci sul vialetto di casa e fai finta di contare i fiocchi di neve pur di non salutarti, mi sono andato a leggere un po’ la storia di questa bislacca religione.

Secondo i Mormoni, Gesù Cristo, subito dopo la resurrezione, sarebbe giunto negli Stati Uniti d'America dalla costa Orientale, in California. Non ci dicono se camminando sull'acqua dal Giappone a San Diego o in seconda classe su qualche piroscafo, ma dalla California, poi, avrebbe fatto visita ai nativi americani e poi, attraversato per largo il Paese fino a New York. Che ha senso perché dopo che sei risorto un viaggio negli Stati Uniti è il minimo sindacale.

Tutto questo era scritto nel Libro di Mormon, il primo profeta di questa religione. Il libro, d'oro, fu tradotto in inglese da un certo Joseph Smith, nel 1830. Smith sosteneva che il Libro fosse stato scritto in una lingua sconosciuta a tutti - tranne che a lui - e definita da lui stesso Egiziano Riformato. Le tavole gli vennero donate da un angelo chiamato Moroni e che per 75 dollari lo faceva pure senza.

Joseph Smith fonderà la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, i mormoni, e che oggi conta 15 milioni di fedeli. Una roba che manco l'Atletico di Madrid.

Poi la storia dell'Utah, al 90% popolato da Mormoni e che fino alla fine ha rifiutato di entrare negli States e che venne minacciato con l'esercito, ve la racconto un'altra volta. 

Ascoltatemi per un minuto o poco più, per favore.
Godetevi i momenti no.
Le notti passate a piangere, gli abbracci caldi di un amico, il buongiorno di uno sconosciuto, i compiti andati male, i voti che non vi hanno reso giustizia, i nuovi amori, il caffè, i tramonti, i tradimenti, le coperte, i libri.
Godetevi i libri, e le storie sotto ogni copertina. Ne ricordo una in particolare in cui il protagonista dice:
«La verità è che le maratone sono fatte di passi, le giornate di secondi e i corpi di cellule.
Un passo fatto male è una storta.
La risposta sbagliata, scritta in un secondo, è un esame fallito.
Una sola cellula neoplastica è un cancro.
Particolari, sempre quelli!»
Particolari. E sono sicura che avrete letto queste parole con la stessa disinvoltura con cui le lessi io, tanto tempo fa.
Ma vorrei sottolinearne una: cancro.
E aggiungerne altre due: venti anni.
Venti anni, capite?, quando a venti anni si bacia, a venti anni si ama, si fa l'amore, si esce con gli amici, si bocciano esami, si cerca lavoro, si vince, si lavora, si torna a casa tardi, si bacia mamma dicendole di non preoccuparsi, si pasticcia in cucina, si ascolta musica tutto il giorno, si ride. Si ride. A venti anni non si sta dentro una bara in qualche cimitero in collina. A venti anni si ride.
E io vorrei ricordarvi di ridere.
E di godervi l'aria che respirate, vostra madre, vostro padre, tutte le ingiustizie del mondo, la pioggia, il vostro cane, il vostro gatto, i capelli sporchi, il pullman in ritardo (arriverà), e le discussioni (si risolveranno), il ragazzo che vi tradisce (troverete sicuramente di meglio), l'esame bocciato (la prossima volta vi impegnerete di più).
Godetevi ogni cosa, godetevi l'acqua e le carezze. Le carezze. I baci sulle guance, «Sei stupenda», «Ci sentiamo domani», il freddo, il sesso, il tè caldo, le occasioni, i contrattempi, i fallimenti.
Godetevi ogni cosa, per favore.
E ricordate di rendere ogni giorno il vostro giorno.
Festeggiate il vostro compleanno, festeggiatelo anche due, tre, cinque volte, festeggiate ogni giorno, andate in palestra, al mare, andate al mare, e viaggiate, fate quello che volete, come volete, e vivete, e amate, amate, amate, amate.
A volte ci dimentichiamo del tempo che scorre, e che trascorriamo odiando, logorandoci, pensando di non potercela fare, stando fermi, immobili, giudicando, guardando il soffitto quando,
ehy,
prendi fiato e ricomincia da capo,
sei ancora in tempo.
Ciao A
—  Delirium, facebook
Raccomandata A/R a Babbo Natale
  • Io: ora che viene Natale dobbiamo scrivere la lettere a Babbo Natale. Gli facciamo un elenco di tutto quello che vogliamo e lui poi ce lo porta.
  • Piccolo: Ah?!
  • Io: possiamo chiedergli, per esempio, dei libri nuovi, i walkie talkie
  • Piccolo: una macchina telecomandata
  • Io: una macchina telecomandata, certo
  • Piccolo: la marmellata
  • Io: beh se vuoi, ma quella la posso comprare pure io quando faccio la spesa
  • Piccolo: e il latte
  • Io: certo, e il latte. Caro Babbo Natale, facci la spesa
  • Piccolo: a lot of latte.
  • Io: a lot. Certo.

[LA SUPERTROLLATA DEI VITALIZI puntata numero 2736437]
Ieri si è consumata ancora la tragedia (perché ancora una volta muore la razionalità, la verità e la cultura in materia) dei vitalizi.
Fissiamo un po’ di punti.

1) il VITALIZIO è una somma che viene erogata mensilmente a ogni ex parlamentare una volta raggiunta una certa soglia d'età (età che è stata progressivamente elevata ogni volta).

2) i vitalizi ora non esistono più, nel senso che con la riforma del 2012 i nuovi parlamentari non percepiranno vitalizio ma verseranno dei contributi per avere un bonus di pensione contributiva: l'ex parlamentare ha infatti diritto a ricevere la pensione a condizione di avere svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni (la storia dei 4 anni e 6 mesi è perché il diritto si matura allo scattare dei 6 mesi precedenti e non c'è nulla di strano in questo) e di aver compiuto 65 anni di età. Per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni.
Questa “pensione del parlamentare” che verrà erogata dopo il 65esimo anno è di circa 700-900 euro. Insomma possiamo dire che questa storia di prolungare la legislatura per avere 800 euro al mese in più ai 65 anni è un po’ una balla (sia che la dicano i grillini sia che la dica Renzi, a proposito di chi ci accusa di filorenzismo ideologico).

3) Riguardo l'entità dei vitalizi per gli ex parlamentari PRE-riforma 2012, si parla di 25 milioni all'anno per la Camera e 18 per il Senato. Quindi 43 milioni di euro. Considerando che il PIL italiano è di circa 1500 miliardi di euro annuo, la spesa per i vitalizi è lo 0,00287% del PIL. Un po’ poco per farci sta megatrollatona. Magari pensare prima all'economia e al lavoro sarebbe meglio.

4) Detto questo, quei soldi sono “antipatici”. Si possono quindi abolire? La risposta è NO. Sono in pratica diritti acquisiti e, se toccati, porterebbero a piogge di ricorsi. La cassazione in più sentenze ha chiarito la cosa e ha chiarito che insomma l'unica via percorribile è quella del cosiddetto CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’, che però deve soddisfare certi requisiti:
deve operare nel sistema previdenziale (quindi quei soldi devono ‘girare’ per pagare le altre pensioni, essere un contributo sostenibile, progressivo, limitato nel tempo e non ripetitivo.
In tv non lo si dice, ma non è possibile abolirli.
————–
E qui si innesta quello che è successo l'altro giorno.
Il fatto è che la proposta M5s e quella del PD erano due proposte su argomenti diversi:
- quella del M5S agiva sugli ATTUALI parlamentari (sulle loro pensioni) e praticamente equiparava i parlamentari agli altri lavoratori (insomma invece di ricevere l'assegno a 65 anni l'avrebbero ricevuto a 67 …. la cifra sarebbe stata la stessa perché attualmente la “pensione del parlamentare” è di tipo contributivo). La proposta M5S NON agiva assolutamente sui vitalizi passati.

- la proposta del PD che è passata invece agisce sui vitalizi passati ma NON sulle future “pensioni dei parlamentari”, prevedendo un contributo di solidarietà per 3 anni progressivo del 10 per cento per i vitalizi da 70 mila a 80 mila euro, del 20 per cento da 80 mila a 90 mila euro, del 30 per cento da 90 mila a 100 mila euro e del 40 per cento per quelli superiori ai 100 mila euro annui.
Il risparmio per la sola Camera dovrebbe essere di 2,5 milioni di euro annui (in teoria il 10% di 25 milioni minimo).
L'idea è di farlo per 3 anni per rispettare le sentenze della cassazione (cercando di infilare un provvedimento analogo di 3 anni in 3 anni per prolungarne l'effetto… sì, è un trucco).
————
Quindi DI FATTO sono due questioni diverse: la proposta m5s agisce sulle pensioni future, quella PD sui vitalizi passati. Però quella che crea un risparmio nell'immediato è quella PD.

Il M5S giustamente (è il suo lavoro: perpetuare voti e poltrone come tutti i partiti) trolla e dice “si tengono i vitalizi, si tengono i privilegi” (ed è vero che il parlamentare è un privilegiato rispetto a un lavoratore… ma il punto NON E’ QUELLO… il punto è che il parlamentare deve saper fare bene il suo lavoro: meglio una classe politica che innalzi il PIL di 2 punti, combatta la mafia e si prenda bei soldoni, di una classe politica pauperistica e francescana che fa calare il pil di mezzo punto).
La storia del “vergogna si tengono i vitalizi” invece è una balla, visto che la proposta M5S NON TOCCA i vitalizi già esistenti, mentre la proposta PD li tocca e li tassa.
Poi scegliete voi cosa preferite.
Di Maio poi urla alla vergogna e parla di un “risparmio di soli 3000 euro in 3 anni” (dove avrà preso la cifra di 3000 euro all'anno? mah). Starà facendo finta di non sapere dell'obbligo di natura temporanea del provvedimento o non lo sa proprio?
Boh.

Concludendo quindi, tutto questo casino mediatico è solo fuffa e confusione: si confonde la pensione con il vitalizio, il presente con il passato, pochi soldi con tanti soldi. Un casino. Però si fanno bei voti eh.

PS: Qualcuno dirà: “ma non si potevano fare entrambe le cose?”. Pensiamo di sì, ma qui è tutta una battaglia comunicativa. Vincerà chi farà passare la propria linea e i propri numeri in tv con l'aiuto degli “amici conduttori e giornalisti” :D

—  Trolling Politika via fb
Generazione y e cioè i nati tra la comparsa dell'AIDS e l'11 settembre. Ci chiamano ‘la generazione globale’ e siamo noti per la presunzione e il narcisismo. Alcuni dicono che sia perchè siamo la prima generazione in cui vinci anche solo partecipando, altri credono perchè usiamo i nuovi Mass Media per far sapere al mondo intero ogni volta che scoreggiamo o mangiamo un panino. Sembra che il tratto distintivo sia un'apatia verso tutto, un'indifferenza al dolore. Io so di aver fatto qualsiasi cosa per non sentire. Il sesso, la droga e l'alcol mi aiutavano a non pensare al dolore, a mia madre, allo stronzo di mio padre, ai giornalisti e a tutti i ragazzi che non ricambiavano il mio amore. Cazzo mi hanno stuprata e due giorni dopo ero già in classe come se niente fosse. È qualcosa che dovrebbe sconvolgerti no? Molte ragazze non si riprendono più, io sono tornata subito in pista. Sarei pronta a dare tutto quello che ho avuto e che mai avrò per tornare a sentire il dolore, la sofferenza […]
Crediamo che il dolore sia una brutta sensazione, non lo è. Che cosa può esserci di peggio di questo eterno silenzio che ho dentro […]