i modi

Non è il viso che colpisce, ma le espressioni.
Non è il corpo che ci piace, ma il modo in cui si muove.
Non è spesso l’aspetto fisico che ci attrae, ma sono i modi di fare di una persona.
(Marilyn Monroe)

Voglio essere la tua persona.

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un’amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un’estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l’amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all’alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d’amore, quella che porti nei musei d’arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell’unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri.
Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant’anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.

Forse ti sembrerà assurdo, ma ci sono alcune persone che si perdono e poi non fanno altro che vivere per ritrovarsi, per innamorarsi ancora l’uno dell’altro. Succede, sai? A volte l’abitudine, a volte il tempo. A volte la paura, l’orgoglio, il passato. A volte i soldi, a volte i sogni.
Succede, semplicemente, che ci si perda. Non avresti mai voluto, ma succede. 
Vai in giro e pensi che ti passerà, che è stato meglio così. Esci con gli amici, esci con altre persone, mangi troppo, mangi troppo poco, poi decidi che è il momento di rimettersi in forma. Così ti iscrivi in palestra, inizi a correre, oppure semplicemente inizi a prenderti cura della tua mente: leggi di più, ascolti buona musica e di notte dormi. E’ fantastico, quando rinasci.
Solo che ci sono alcune persone che, pur rinascendo, si sentono ancora attratte da quello che avevano prima. Ricominciano, stanno bene, ma continuano a vagare come anime in pena cercando chi gli aveva cambiato la vita, i pensieri, i modi di fare e di sentire. 
Dicono che tutto sommato sia semplice, basta un po’ di tempo, un po’ di birra, qualche amico, qualche svago. 
Tutto sommato sì, ma ci sono persone che sentono di aver perso qualcosa che non si ritrova in nessun bar del centro, in nessuna discoteca, durante nessun viaggio all’estero, durante nessuna pausa pranzo, a nessun compleanno o matrimonio.
Ci sono persone che non riescono a smettere di pensarsi nonostante gli anni, i baci, altri occhi, altre braccia, altri odori, altre passioni, nonostante la vita continui e tutto passi. 
Tornano lì, tornano a prendersi per mano, stanno lontani per potersi amare di nuovo, un po’ meglio. Cercano di diventare migliori per poter tornare indietro, e non lo ammetteranno mai, ma ogni volta che vanno a tagliarsi i capelli pensano “gli piacerò?” e ogni volta che si comprano una maglietta nuova pensano “le piacerebbe?” e ogni piccolo cambiamento che introducono nella loro vita non è un modo per allontanarsi, è un modo per ritornare.

— Susanna Casciani.

Magari un giorno, da adulti, ci rincontreremo e, con lo stesso imbarazzo di un tempo, ci saluteremo; tu mi dirai che hai iniziato a fumare, che sei sposato e che hai dei bellissimi bambini. Io ti dirò che di fumare non ne ho mai voluto sapere, che sono anche io sposata…e felice. Ti racconterò della mia vita…che finalmente ho comprato casa, e che il viaggio che avevamo in programma da giovani, sono riuscita a farlo. Tu mi dirai che non sono cambiata in niente; ho sempre quella faccia buffa, sempre quei vizi che tu in tutti i modi hai cercato di togliermi, e che, nonostante siano passati anni, continuo a trovarmi quei milioni di difetti che tu in tutti i modi cercavi di farmi capire che erano bellissimi. Capiremo, guardandoci negli occhi, che è tutto passato, e che, senza nessun rimorso continueremo la nostra vita. Ma io, solo in quel momento, ti sussurrerò che a mio figlio, ho dato il tuo nome.
—  Scrivimi ancora
Farlo innamorare della tua bellezza, servirà a poco. Sarai anche bellissima, ma il mondo è pieno di belle donne. Gli basterà solo qualche tempo per incontrare quella che prenderà il tuo posto. Tu invece fallo innamorare dei tuoi difetti. Del tuo essere un pò disastrata. Fallo innamorare del modo in cui dormi. Del modo in cui gesticoli quando sei arrabbiata. Del modo in cui mangi. Fallo innamorare della parte di te più vera e immutabile, e lui smetterà di guardarsi intorno. Avrà occhi solo per te, perchè avrà capito che quei modi di fare, quelle stranezze che tanto ama in te, non le ritroverà in nessun altra donna al mondo.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Voglio essere una persona migliore, per te, per me, ma più che altro per noi, perché per me la cosa più importante è diventata il ‘noi.’
Forse posso sembrare ridicola che ogni volta rovino sempre tutto e poi cerco in qualsiasi modo di aggiustare tutto, ma se cerco in tutti i modi di aggiustare tutto è perché a te ci tengo e il pensiero di te lontano da me mi fa stare male.
Non voglio che tutto finisca per uno stupido capriccio, per un mio CAPRICCIO.
Non so perché, ma in certe circostanze divento così immatura e perdo il senso di tutto.
Non sono mai stata così gelosa di una persona, ma posso darti una spiegazione a tutto ciò.
Non ho mai trovato una persona come te, una persona che la pensi come me, che ama fare ciò che amo fare io,  una persona che se fa una cosa, la fa con il cuore.
Non ho mai trovato una persona che sappia amare così tanto, così forte, così incondizionatamente.
Non ho mai trovato tutto ciò prima di conoscere te.
Mi hai dimostrato tanto volte di tenerci a me e sono sicura che tu a me ci tieni sul serio, perché sennò certe cose non le avresti fatte ad esempio anche se è un esempio sciocco, l'esempio della felpa.. la tua felpa preferita con il tuo profumo.
Ma sai certe volte, la gelosia oscura tutto ciò e non voglio che questa gelosia diventi un'ossessione.
Io ti chiedo un'altra possibilità, e ti dimostrerò una volta per tutte che non voglio più dare ascolto a ciò che mi circonda, ma più che altro voglio dare ascolto a te, alla persona che amo, alla persona che mi ascolta sempre e che mi sostiene, alla persona che rende ogni istante della giornata uno indimenticabile e unico.
Non voglio perderti credimi, anche se è da poco tempo che stiamo insieme, ma te l'ho già spiegato come la penso su ciò.
Non si più spiegare ciò e non tutti lo capisco, ma non importa da quanto tempo conosci una persona, ma dalle sensazioni che ti ha fatto provare.
Probabilmente ti sarai stufato dei miei sbalzi d'umore e sai non voglio dare la colpa alla situazione che per ora mi circonda, ma do la colpa a me.. Sì, la colpa é stata mia e della mia stupida gelosia la maggior parte delle volte.
Non tutti riconoscono i propri sbagli, ma quando una persona lo fa è perché dimostra maturità.
Io voglio passare giorni interi a guardarti e a rendermi conto del fatto che mi innamoro sempre di più.
Hai saputo prendermi così in fretta cazzo..
Tutta la mia gelosia è dovuta anche al passato, sono sempre stata tradita da chi diceva di amarmi e ora sto cercando di proteggere l'ultimo pezzo intatto del cuore che mi è rimasto..
Adesso penserai “cazzo di frasi fatte” oppure semplicemente ti sarai stancato ogni volta di leggere i miei poemi, ma non lo so perché, non riesco a dimostrare tutto ciò che sento, non riesco a farti sentire la mia debolezza e a parole non ce la faccio a spiegarlo, perché mi blocco, è un blocco emotivo e tutto ciò riesco a sbloccarlo solo scrivendo.
Ti chiedo per l'ennesima volta scusa..
Ma se sono così è perché ci tengo troppo e ho paura di perderti da un momento all'altro, che potrai trovare qualcuna meglio di me, ho paura che di me ti potrai dimenticare.
E sai una cosa, voglio che questa sia l'ultima discussione avuta per colpa mia e per colpa delle mie scenate da BAMBINA.
Non voglio litigare con te gioia mia, mi fa troppo male.
Molte delle cose che ho detto sono state più che altro dettate dal nervosismo e ti assicuro che non le penso veramente.
E sai come si fa a riconoscere se è vero amore?
Quando va tutto male, ma male male, e non si sopporta più l'altro, e lo vorremmo picchiare, lo vorremmo far sparire, lo vorremmo cambiare, lo vorremmo mandare via, via, più lontano possibile, però non lo facciamo.
Quando per una volta, ce ne freghiamo di aver ragione e pensiamo alla nostra storia.
Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare le cose.
Questo è amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme.
Nessuno è immune alle crisi, alla scarsa sopportazione, alla noia, ai dubbi, ai problemi.
Nessuno.
Solo alcuni riescono ad uscirne insieme e voglio che noi facciamo parte di quella piccola percentuale di persone che sono riusciti a superare tutto insieme, perché solo insieme a te riesco a dare il meglio di me stessa.
—  The-lonely-06
Cara Tracy,
Sono passati sei anni da quando te ne sei andata, e mi sei mancata ogni singolo giorno, ogni ora, ogni momento. I nostri figli sono cresciuti: saresti fiera di loro. Penny diventa sempre più bella e simile a te, mentre Luke è… Beh, quel povero ragazzo ha preso un po’ troppo da me probabilmente.
Vorrei tanto che potessi vederli, amore mio…
Ho deciso che voglio raccontar loro la nostra storia, che è arrivato il momento. Mi dicevi sempre di non volermi vedere diventare un uomo rifugiato nelle proprie storie, ma nelle mie storie tu ci sei ancora ed è l’unico modo per tenerti con me.
Non so se ti sia mai resa conto di quanto ti abbia aspettato. È stato un percorso lungo e difficile: sai bene che ho amato prima di te, e per questo mi sono sentito solo, spesso abbandonato e Dio solo sa quante volte mi sono sentito rifiutato. Mi sono giocato il cuore, come uno stupido, ogni volta pensando che sarebbe stata l’ultima. Ero arrivato a un punto in cui il mio unico desiderio era di scappare il più lontano possibile dalla mia vita, da me stesso, dalle delusioni e dal dolore che non potevo più sopportare. Ero stanco, sfinito, deluso. E poi sei arrivata tu. Tu, Tracy McConnell, mi hai salvato in tutti i modi in cui un essere umano può essere salvato. Sei entrata nella mia vita come un temporale primaverile, ed hai sconvolto tutto, rimettendo al proprio posto ogni singolo tassello del puzzle. Se quel treno fosse arrivato in orario, se avessi ceduto ancora una volta al vecchio Ted e ai suoi errori, se non avessi avuto il coraggio di alzarmi e venire da te…
Ora che ho la prospettiva di tutto, mi rendo conto di quante volte nell’arco della nostra vita ci siamo sfiorati senza incontrarci mai: probabilmente è stato meglio così, dopotutto avevamo da fare i nostri percorsi e se ci fossimo incontrati prima magari non saremmo stati pronti. Forse dovevamo entrambi affrontare tutti i nostri errori, le nostre perdite, i nostri sentimenti confusi e le nostre lacrime. Forse avevamo davvero bisogno di un’esistenza lontana per poter stare insieme.
Ma ora darei la vita stessa anche solo per quarantacinque secondi in più con te, per tenerti tra le mie braccia, per sfiorarti il viso, per guardarti sorridere…
Ti ho amata dal preciso instante in cui ti ho vista per la prima volta. L’ho capito subito, sai? Eri tu. Finalmente ti avevo trovata. Avevo trascorso anni a cercarti e poi eccoti, tutta bagnata sotto il nostro ombrello giallo, sulla banchina del treno di Farahampton.
Te ne sei andata troppo presto, amore mio. Dovevi esserci per vedermi diventare un vecchio brontolone insopportabile che non fa altro che ripetere sempre le stesse storie. Dovevi esserci per vedere crescere i nostri bambini: eri tu quella che aveva sempre il consiglio giusto al momento giusto, tu sei sempre stata in grado di rimettere ordine nell’esistenze di tutti, io sono bravo solo a incasinarmi la vita, lo sai, e adesso mi ritrovo a chiedermi come faranno loro senza di te? E, Tracy, dovevi stare con me sotto quel maledetto portico a giocare a bridge insieme a Lily e Marshall.
Dovevi essere tu.
Dovevi stare con me.
Mi mancano le tue colazioni canterine. Non hai idea di quanto mi manchi la tua voce: c’è stato un momento, in principio, in cui non facevo altro che ascoltare La Vie en Rose, quando mi si strozzava il fiato in gola e l’unica cosa che volevo fare era sprofondare sotto le coperte, sperando che fosse tutto un incubo. Ma Edith Piaf non è niente in confronto a te e al tuo ukulele, per cui mi alzavo innervosito, e in un qualche modo ricominciavo a respirare. Ero molto arrabbiato con te, con l’universo, con la vita: a volte la vita può davvero fare cose terribili a brave persone. E non è giusto. Io mi meritavo il nostro amore, io mi meritavo te. Ho passato tanto tempo arrabbiato e triste, ma mai e poi mai ho rimpianto quella sera alla banchina del treno. Non mi importa di tutto il dolore o le lacrime versate: se potessi riaverti anche solo per un istante risopporterei volentieri tutto, perchè per te, amore mio, ne vale la pena.
Ne varrà sempre la pena.
Tracy, tu mi hai salvato e mi hai donato la più grande felicità che ad un uomo potrebbe mai essere concessa. Rifarei tutto con te: ogni stupida discussione e momento di crisi, ogni noiosa domenica pomeriggio, sopporterei ancora e ancora le tue crisi ormonali da gravidanza, le tue lacrime e soprattutto tutti i tuoi meravigliosi sorrisi, anche quelli odiosi che facevi quando discutevamo e tu avevi ragione, come sempre dopotutto…
Rifarei tutto, ma non posso.
Ti immagino, in qualche parte lontana del cosmo. Forse Max ti stava aspettando, ed una parte di me lo invidia, perchè adesso lui può tenerti con sé mentre io sono qui a ricordarmi di aver perso la mia anima gemella, la donna che amerò fino alla fine dei miei giorni ed oltre. Sei riuscita di nuovo nella tua magia: ancora una volta hai rimesso tutto al proprio posto, me compreso ed il come solo tu lo sai. E così andrò avanti, immaginandoti felice da qualche parte nel nostro immenso universo.
Una volta qualcuno ha detto che non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo, ed io ti prometto, Tracy McConnell, che nei miei ricordi ti renderò immortale. Andrò avanti, ma ti amerò per sempre. Grazie, amore mio, per essere entrata nella mia esistenza, per avermi salvato, grazie per la vita che mi hai dato, e grazie per aver riportato l’amore laddove credevo fosse perduto per sempre.

Ti amo, tuo Ted.
—  Lettera di Ted Mosby a sua moglie Tracy (How I Met Your Mother).
Capivo che era il momento di lasciar perdere, di andare oltre, ma all'improvviso mi tornavano in mente i suoi modi impacciati di abbracciarmi e i suoi baci grandi, ma anche quelli piccoli, l'impeto che aveva tra le mani quando mi toccava come se fossi bella per davvero, e allora mi sembrava impossibile che non mi sentisse più. Che non avesse più bisogno delle mie incoerenze, della mia voce da bambina, dei miei capelli liscissimi.
Mi è sempre sembrato impossibile.
E invece.
Una persona non la si perde all'improvviso.
È un accumularsi di diverse cose…
Delusioni.
Lacrime.
Dolore.
Quando queste cose si accumulano per troppo tempo allora diventa troppo tardi per rimediare. E così decidiamo che quello non è più il posto per noi, ci rendiamo conto che, forse, meritiamo di meglio.
A volte capita di piangere per un motivo stupido, inopportuno, sciocco, e ti nascondi la verità: ti nascondi che, in realtà, stai piangendo per mille altre volte in cui non hai voluto farlo, mille altre volte in cui hai messo gli altri di fronte a te.
Sì. a volte hai messo persone al primo posto della tua vita. persone che in quelle volte non meritavano nemmeno di stare in classifica.
Persone a cui avresti dovuto dare la stessa importanza che loro davano a te.
E non piangerci sopra! Le tue lacrime hanno un prezzo, non devi sprecarle per chi non le merita!
Quando finisci i modi per dimostrare ad una persona che ci tieni, fermati, respira e non fare più nulla: liberatene.
In un modo o nell'altro tutte le persone che passano per la nostra vita ci insegnano qualcosa: alcuni a non essere come loro.
Ammetti a te stesso di aver semplicemente voluto bene alle persone sbagliate.
E non credere di non essere all'altezza: meriti di guardarti allo specchio e sorridere, meriti di non volerti cambiare, meriti di essere orgoglioso di ciò che sei.
Sì, meriti di meglio.
A volte i veri eroi non devono salvare nessuno: devono solo salvare se stessi.
Sono proprio quelli che, anche da soli, riescono ad alzarsi.
A rialzarsi.
— 

Francesco Sole/Meriti di meglio

“Ammetti a te stesso di aver semplicemente voluto bene alle persone sbagliate.”

(via firebreather883)

#5
Susanna Casciani
#5

Forse ti sembrerà assurdo, ma ci sono alcune persone che si perdono e poi non fanno altro che vivere per ritrovarsi, per innamorarsi ancora l’uno dell’altro. Succede, sai? A volte l’abitudine, a volte il tempo. A volte la paura, l’orgoglio, il passato. A volte i soldi, a volte i sogni.
Succede, semplicemente, che ci si perda. Non avresti mai voluto, ma succede. 
Vai in giro e pensi che ti passerà, che è stato meglio così. Esci con gli amici, esci con altre persone, mangi troppo, mangi troppo poco, poi decidi che è il momento di rimettersi in forma. Così ti iscrivi in palestra, inizi a correre, oppure semplicemente inizi a prenderti cura della tua mente: leggi di più, ascolti buona musica e di notte dormi. E’ fantastico, quando rinasci.
Solo che ci sono alcune persone che, pur rinascendo, si sentono ancora attratte da quello che avevano prima. Ricominciano, stanno bene, ma continuano a vagare come anime in pena cercando chi gli aveva cambiato la vita, i pensieri, i modi di fare e di sentire. 
Dicono che tutto sommato sia semplice, basta un po’ di tempo, un po’ di birra, qualche amico, qualche svago. 
Tutto sommato sì, ma ci sono persone che sentono di aver perso qualcosa che non si ritrova in nessun bar del centro, in nessuna discoteca, durante nessun viaggio all’estero, durante nessuna pausa pranzo, a nessun compleanno o matrimonio.
Ci sono persone che non riescono a smettere di pensarsi nonostante gli anni, i baci, altri occhi, altre braccia, altri odori, altre passioni, nonostante la vita continui e tutto passi. 
Tornano lì, tornano a prendersi per mano, stanno lontani per potersi amare di nuovo, un po’ meglio. Cercano di diventare migliori per poter tornare indietro, e non lo ammetteranno mai, ma ogni volta che vanno a tagliarsi i capelli pensano “gli piacerò?” e ogni volta che si comprano una maglietta nuova pensano “le piacerebbe?” e ogni piccolo cambiamento che introducono nella loro vita non è un modo per allontanarsi, è un modo per ritornare.

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un'amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un'estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l'amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all'alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d'amore, quella che porti nei musei d'arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell'unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri. Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant'anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.
—  -La Tua Persona- serena musco ( @meteora-x
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. È per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così. Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo.
—  Italo Calvino, Prima che tu dica “Pronto”

Ieri sera ho rivisto una ragazza con cui ho passato quasi sei anni della mia vita. L’ho rivista per caso, e Roma è grande e non me lo sarei mai aspettato. 
Ci salutiamo, parliamo, come stai cos’hai fatto e l’università? Ah, beata te che ti laurei, se solo non fosse per la tesi, eh già, risate finte, risate vere. 

Avremo parlato dieci minuti, poi ognuno per la sua strada perché io ero con altri e lei era con altri. Dieci minuti in cui studiandola mi sono reso conto di non ricordare più niente di lei. Avevo giusto in mente le linee del suo viso e il suo modo di parlare. Ma i gesti, le espressioni, i modi di fare: niente. E per lei, l’ho capito da come mi guardava, era lo stesso. Sembravamo due bambini che scoprono qualcosa per la prima volta. Una persona nuova, una strada, il rumore delle campane di una chiesa. 

Allora mi sono chiesto se davvero è così facile dimenticare le cose più importanti. L’altro giorno leggevo un articolo che ragionava sul continuo muoversi delle galassie. Diceva, pensate a un futuro in cui le galassie saranno così lontane l’una dall’altra da non permettere ad eventuali popoli e civiltà intelligenti di immaginare, o anche solo di intuire la struttura delle stesse, e l’esistenza e la forma dell’universo.
Da soli nel cielo nero: guardi in alto e non vedi niente. 

Forse è la stessa cosa. Il tempo passa e le persone cambiano, e noi ci allontaniamo di un centimetro ogni giorno. Pensiamo alle nostre direzioni opposte e poi le dimentichiamo. Intanto le nostre orbite collidono con altre, nuove galassie, corpi celesti, asteroidi ed atmosfere mai viste prima. E poi dimentichiamo anche quelle. 

Magari un giorno ci rivediamo per un difetto nei tessuti dello spaziotempo, ci guardiamo e non vediamo niente. 

Io ti avrei tenuto
ti avrei voluto con i tuoi problemi
con i tuoi modi poco romantici
insieme alle tue lune storte
io avrei voluto essere
con te
qualcosa
e non mi importava sapere che cosa.
—  Maria Auriemma
Non ricordo più perché né quando abbiamo smesso di esserci. Di essere qualcosa, qualsiasi cosa fosse, insieme. Di te ricordo solo il bene. Non ci siamo dette addio e non abbiamo urlato. Sorridendo e guardandoci di sbieco ci siamo allontanate come si allontanano le stagioni: certe di tornare.
Invece poi.
Non so spiegarti perché adesso e perché proprio a te. Forse per i tuoi modi dolci e per la tua onestà, forse perché non mi servi e io non servo a te ma, nonostante questo, continuo a volerti bene.
Forse perché scriverti mi aiuta a ricordarmi che sono stata meglio di così, che sono stata leggera, che sono stata migliore di adesso. Sei tra le mie dita ogni volta in cui si fanno più forti e smettono di tremare, sei tra i miei capelli quando brillano al sole. Sei sulle mie labbra che ancora hanno difficoltà a lasciarsi baciare. Sei tra le stelle che ho smesso di guardare.
Sei sparita.
Sei sempre stata troppo entusiasta e troppo insoddisfatta allo stesso tempo, mi hai sempre fatto paura. Io sono sempre stata troppo debole, semplicemente. Non so dove sei e comunque non ho nemmeno provato a cercarti. Oggi ho visto la neve. Era da un anno che non la toccavo.
Immagino di sentirmi sola,
immagino che anche la solitudine abbia bisogno di confini.
—  Susanna Casciani

Cara Tracy,

Sono passati sei anni da quando te ne sei andata, e mi sei mancata ogni singolo giorno, ogni ora, ogni momento.

I nostri figli sono cresciuti: saresti fiera di loro. Penny diventa sempre più bella e simile a te, mentre Luke è… Beh, quel povero ragazzo ha preso un po’ troppo da me probabilmente.

Vorrei tanto che potessi vederli, amore mio…

Ho deciso che voglio raccontar loro la nostra storia, che è arrivato il momento. Mi dicevi sempre di non volermi vedere diventare un uomo rifugiato nelle proprie storie, ma nelle mie storie tu ci sei ancora ed è l’unico modo per tenerti con me.

Non so se ti sia mai resa conto di quanto ti abbia aspettato. È stato un percorso lungo e difficile: sai bene che ho amato prima di te, e per questo mi sono sentito solo, spesso abbandonato e Dio solo sa quante volte mi sono sentito rifiutato. Mi sono giocato il cuore, come uno stupido, ogni volta pensando che sarebbe stata l’ultima. Ero arrivato a un punto in cui il mio unico desiderio era di scappare il più lontano possibile dalla mia vita, da me stesso, dalle delusioni e dal dolore che non potevo più sopportare. Ero stanco, sfinito, deluso.

E poi sei arrivata tu. Tu, Tracy McConnell, mi hai salvato in tutti i modi in cui un essere umano può essere salvato. Sei entrata nella mia vita come un temporale primaverile, ed hai sconvolto tutto, rimettendo al proprio posto ogni singolo tassello del puzzle.

Se quel treno fosse arrivato in orario, se avessi ceduto ancora una volta al vecchio Ted e ai suoi errori, se non avessi avuto il coraggio di alzarmi e venire da te…

Tracy

Ora che ho la prospettiva di tutto, mi rendo conto di quante volte nell’arco della nostra vita ci siamo sfiorati senza incontrarci mai: probabilmente è stato meglio così, dopotutto avevamo da fare i nostri percorsi e se ci fossimo incontrati prima magari non saremmo stati pronti. Forse dovevamo entrambi affrontare tutti i nostri errori, le nostre perdite, i nostri sentimenti confusi e le nostre lacrime. Forse avevamo davvero bisogno di un’esistenza lontana per poter stare insieme.

Ma ora darei la vita stessa anche solo per quarantacinque secondi in più con te, per tenerti tra le mie braccia, per sfiorarti il viso, per guardarti sorridere…

Ti ho amata dal preciso instante in cui ti ho vista per la prima volta. L’ho capito subito, sai? Eri tu. Finalmente ti avevo trovata. Avevo trascorso anni a cercarti e poi eccoti, tutta bagnata sotto il nostro ombrello giallo, sulla banchina del treno di Farahampton.

Tracy

Te ne sei andata troppo presto, amore mio. Dovevi esserci per vedermi diventare un vecchio brontolone insopportabile che non fa altro che ripetere sempre le stesse storie. Dovevi esserci per vedere crescere i nostri bambini: eri tu quella che aveva sempre il consiglio giusto al momento giusto, tu sei sempre stata in grado di rimettere ordine nell’esistenze di tutti, io sono bravo solo a incasinarmi la vita, lo sai, e adesso mi ritrovo a chiedermi come faranno loro senza di te?

E, Tracy, dovevi stare con me sotto quel maledetto portico a giocare a bridge insieme a Lily e Marshall.
Dovevi essere tu.
Dovevi stare con me.

Mi mancano le tue colazioni canterine. Non hai idea di quanto mi manchi la tua voce: c’è stato un momento, in principio, in cui non facevo altro che ascoltare La Vie en Rose, quando mi si strozzava il fiato in gola e l’unica cosa che volevo fare era sprofondare sotto le coperte, sperando che fosse tutto un incubo. Ma Edith Piaf non è niente in confronto a te e al tuo ukulele, per cui mi alzavo innervosito, e in un qualche modo ricominciavo a respirare.

Tracy

Ero molto arrabbiato con te, con l’universo, con la vita: a volte la vita può davvero fare cose terribili a brave persone. E non è giusto. Io mi meritavo il nostro amore, io mi meritavo te.

Ho passato tanto tempo arrabbiato e triste, ma mai e poi mai ho rimpianto quella sera alla banchina del treno. Non mi importa di tutto il dolore o le lacrime versate: se potessi riaverti anche solo per un istante risopporterei volentieri tutto, perchè per te, amore mio, ne vale la pena.

Ne varrà sempre la pena.

Tracy, tu mi hai salvato e mi hai donato la più grande felicità che ad un uomo potrebbe mai essere concessa. Rifarei tutto con te: ogni stupida discussione e momento di crisi, ogni noiosa domenica pomeriggio, sopporterei ancora e ancora le tue crisi ormonali da gravidanza, le tue lacrime e soprattutto tutti i tuoi meravigliosi sorrisi, anche quelli odiosi che facevi quando discutevamo e tu avevi ragione, come sempre dopotutto…

Rifarei tutto, ma non posso.

Ti immagino, in qualche parte lontana del cosmo. Forse Max ti stava aspettando, ed una parte di me lo invidia, perchè adesso lui può tenerti con sé mentre io sono qui a ricordarmi di aver perso la mia anima gemella, la donna che amerò fino alla fine dei miei giorni ed oltre. Sei riuscita di nuovo nella tua magia: ancora una volta hai rimesso tutto al proprio posto, me compreso ed il come solo tu lo sai. E così andrò avanti, immaginandoti felice da qualche parte nel nostro immenso universo.

Una volta qualcuno ha detto che non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo, ed io ti prometto, Tracy McConnell, che nei miei ricordi ti renderò immortale.

Andrò avanti, ma ti amerò per sempre.

Grazie, amore mio, per essere entrata nella mia esistenza, per avermi salvato, grazie per la vita che mi hai dato, e grazie per aver riportato l’amore laddove credevo fosse perduto per sempre.

Ti amo, tuo Ted.

Lo sai vero

che in questo momento

sei tu il complemento oggetto preferito

della sua voglia di amare

tu il suo verbo da coniugare spogliare

in tutti i modi e i tempi possibili

il nome da declinare

china sei volte

dal nominativo all'ablativo esausta.

Vivian Lamarque

Aspetta,
tu sei la ragazza che evita gli sguardi della gente.
Tu sei quella che non si siede mai in fondo al pullman.
Tu sei quella che se vede un gruppo di ragazzi, cambia strada.
Tu sei quella che quando sente un gruppo di ragazze ridere, pensa che stanno ridendo di te.
Tu sei quella che gira sempre con le cuffie.
Tu sei quella che a scuola se la cava, ma non è mai l'eccellenza.
Tu sei quella stanca.
Tu sei quella che sei tanto, ma non sei niente.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Come stai?
È strano sai? Fare questa domanda e sapere che non avrò risposta. Non ci parliamo più da un mese, e il dolore non se ne va, e non rimane. Sarebbe bello se rimanesse sai? Lì, un piccolo puntino nel mio grande corpo, ma invece questo bastardo continua a crescere e a farsi sentire sempre di più.
Non incolpo te per tutto quello ch'è successo, le cose non succedono se volute solamente da una parte, le cose succedono solamente se volute da tutte e due.
Ci stavamo allontandando a vicenda.
Tu perché avevi trovato qualcuno di meglio, un'amica più dolce e simpatica di me, e io perché ero stanca.
Ero stanca perché, stava diventando troppo pesante. Vederti chiamare persone con gli stessi nomignoli che mi davi, vederti più sorridente con altra gente che con me, vedere che dedicavi frasi dedicate a me a altri mi faceva morire. Io c'ho provato a starti vicina, a farti rimanere quando tu eri proiettata verso altra gente, ma a volte mollare la corda fa meno male che stringerla.
Quando abbiamo chiuso, pensavo che la rabbia con il tempo se ne sarebbe andata, e invece no.
La rabbia è diventata tristezza, la tristezza è diventata malinconia e la malinconia è diventata indifferenza, e l'indifferenza è diventata vuoto.
Un vuoto che ogni giorno si fa presente, e che ogni mattina mi ricorda che tu non sei qui con me ad aiutarmi ad affrontare la giornata. Un vuoto che a volte mi impedisce di respirare e altre che mi fa innervosire.
Agli altri dico che ti odio, che non ti sopporto, che non ti posso vedere, lo faccio perché spero che, in qualche modo, mi possa convincere che non mi frega più niente.
E invece, stella mia, mi importa ogni giorno di più. Se ora mi chiedessero “ Chi sono le persone più importanti per te?” Nella mia risposta ci sarebbe anche il tuo nome, non importa ciò che è successo, tu mi hai visto in qualsiasi modo, eri lì quando ero imnamorata pazza e quando odiavo tutto e tutti.
Credi che io in giro dica che di me non ti sia mai importato, è falso, perché se non ti fosse importato, durante il mio PERIODO NO in terza media, tu te ne saresti andata, perché chi vuole stare con una che ha uno sguardo assente e un viso triste? Solo tu sei rimasta. E Dio sa quanto io ti amassi per tutto quello che facevi. Si, perché con te ho imparato che l'amore non è solamente quello tra fidanzati, ma anche quello tra amiche. L'amore tra amiche è accorgersi dei difetti altrui e accettarli. Tu accettasti i miei modi un po’ aggressivi e menefreghisti, e io accettai la tua risata svampita e le tue frasi un po’ sconnesse.
Non ti scorderò mai. Non mi scorderò di te, di tutte le risate, i pianti, il sapore dei popcorn al caramello che ci preparava tua mamma in inverno, e delle nostre mille foto in estate, dei nostri filmini mentali, dei libri che abbiamo letto insieme. Non mi scorderò del corso di teatro che frequentammo per tutti gli anni delle medie, delle tue cotte e delle tue conquiste, non mi scorderò delle partite all'x-box e dei tuoi occhi quando ti facevo ridere.
Ti chiedo scusa per tutte le volte che ho sbagliato e ti ringrazio per tutte le cose che hai fatto e detto.
Ti amerò per sempre migliore amica.
Ti auguro il meglio perché è ciò che ti meriti. Grazie per la felicità che mi hai regalato.
Con affetto, Gloria.

Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.
—  Susanna Casciani