i diari di wafertubo

la signora accanto a me, rosario al collo e gigantesco gioiello patacca al dito, mi sta palesemente giudicando dalla testa ai piedi - squadrandomi con sufficienza, soffermandosi in particolar modo sullo zaino tutto scarabocchiato e su cosa sto guardando sul cellulare. sono indecisa se esporle in bella vista la scrittura di questo post per mandarle un magico saluto, o se aprire distrattamente un blog porno di quelli supersfacciati e scorrerlo con perversa disinvoltura sotto i suoi occhi.

quando dico che la mia vita è paradossale e curiosa, intendo che i miei jeans si tengono su grazie a un portachiavi che ho infilato nella zip, che per farmi un complimento mi hanno detto “certo che sei più bella di tua madre”, e che il signore seduto vicino a me alla fermata dell'autobus si sta tagliando le unghie usando tutto il kit che ha adagiato tra di noi - ora gli chiedo se posso usare un attimino la limetta di questo salone di bellezza itinerante.

io sono quella che se il vagone della metro è pieno ma silenzioso, tutti assorti con il telefono o con i libri o con il tipico abbiocco che prende a chi a quest'ora ancora sta sui mezzi pubblici, starnutisco fortissimo - ché non sono capace a trattenermi, e quindi faccio cadere la valigia per terra, poi la borsa, e infine per cercare di raccogliere entrambi, con il treno in partenza, perdo l'equilibrio ed esclamo UOODDIO! ad alta voce e mentre tutti mi guardano mi do un tono, prendo le cose che mi sono cadute e guardo fisso avanti a me con il mento alto, assumendo quello sguardo finto disinvolto mentre dentro vorrei solo morire.

Quest'estate vorrei andare a:
- La Biennale a Venezia (+Damien Hirst, +Rauschenberg)
- Il Color Fest in Calabria con la serata campeggio!!!
- L'hotel di Banksy in Israele

Questa estate devo:
- Lavorare in biblioteca
- Studiare per tre esami
- Studiare per altri tre esami da dare a settembre
- Far recuperare alla ragazzina il debito in matematica

Questa estate ho i soldi per fare:
- Niente

Sentite, mettiamo tutti cinquanta centesimi a testa, mi ci pago le vacanze e alcolici a sufficienza per non pensare ai doveri, mh?

mentre tracciavo la riga nera di eyeliner sopra l'occhio destro pensavo: oh che bella mi sta venendo proprio bene

mentre tracciavo la riga nera di eyeliner sopra l'occhio sinistro pensavo: oh che palle mi sta venendo una schifezza, ma perché non ci hanno fatto con un occhio solo al centro della fronte come polifemo, così bastava riuscire a fare decentemente una linea sola e basta???

molto fiera di questo ragionamento brillante, ho proseguito con la mia routine quotidiana, sono uscita di casa, ho preso l'autobus. tutto procedeva a meraviglia, finché non mi ha sorpreso un pensiero trascendentale di quelli imprescindibili, amletici, terribili, di cui ora non riesco a liberarmi: sì ma se fossimo tutti ciclopi con l'unico occhio al centro della fronte, la coda della riga dell'eyeliner da che parte la faremmo???

ci ricorderemo di oggi come il giorno in cui apro internet e scopro che un magazine online di bassa lega ha usato in maniera impropria una mia foto profilo di facebook in cui ho le braccia sollevate per calarmi un cappello in testa, come foto copertina di un articolo. sulle ascelle puzzolenti. ok.

sto ancora lavorando all’epistolario di Italo Calvino, e c’è una sua lettera a un ragazzino di seconda media che si chiama Renato Nocito che è troppo tenera!

a quanto pare Renato aveva chiesto alla sorella di battere a macchina una lettera da spedire al signor Calvino, da parte della sua classe intera, in cui raccontavano di aver sostituito la lettura/studio obbligatoria e tassativa de I promessi sposi, con Il barone rampante dell’autore, e il testo aveva riscosso un gran successo! Calvino si dice lusingato, ma in una maniera così tenera che scioglie il cuore - ed è lui a ringraziare i giovani alunni, entusiasti del libro. Poi però ricorda l’importanza del testo capitale di Manzoni, un libro che continuerete a portarvelo dietro amandolo o litigando contro di lui o magari detestandolo. Il barone rampante mah! non sappiamo ancora quanto resisterà: è stato scritto pochi anni fa (nemmeno sette) e quindi non è stato possibile ancora fare la <<prova del tempo>> cioè quella che serve a distinguere i libri che lì per lì divertono ma poi sono presto dimenticati dai libri che - per complicate e spesso misteriose ragioni - per quanto invecchino, hanno sempre qualcosa da dire a tutte le età e tutte le generazioni.