ho-voglia-di-piangere

Lui non ti ama?
Fa male, è vero, ma sei così incredibile che ti basterà voltarti per vedere quante persone ti hanno notata.
—  Paola
Ho la stanchezza di chi sta per crollare e il pianto che si restringe per non scoppiare
—  moriresilenziosamente
Hai presente quando ci si perde e niente va come dovrebbe?
—  ibattitidelcuore

Sono una di quelle ragazze diverse, particolari.
Non ho gusti nel comune, sono complicata, profonda, una di quelle con cui parli della vita o della morte, del futuro.
Sono una di quelle che ti guarda negli occhi, in silenzio, e tu ti chiedi cosa mi passi per la testa.
Sono anche quella che ride a squarcia gola e che beve fino a stare male. Mi riempio di sigarette e non piango mai.
Faccio la donna vissuta, ma in fondo non so nulla. Sono tremendamente insicura.
Ho un buco nel petto ma nessuno lo sa.
Forse lo hai notato, ma a volte capita che mi isoli in un angolo e chiuda gli occhi, tornando nella mia interiorità.
Ho bisogno di rinchiudermi nella mia bolla di cristallo, a volte.
Spesso ho voglia di piangere, ma tu non lo sai. Non lo dico mai a nessuno.
Quello che vedete voi sono i miei sorrisi e il mio corpo spigliato.
Vedete il trucco luccicante e i capelli curati.
Non sapete quante volte quel mascara mi è scivolato sulle guance, misto all'acqua salata delle mie lacrime. Quante volte mi sono trovata sola, accovacciata sul pavimento freddo, con gli occhi vuoti di chi non sa più chi è, per cosa vive.
Quante volte mi sono abbracciata da sola, raccolta da terra, rimessa in piedi a fatica.
Quante storie ci sono dietro a quei sorrisi, quante urla e quanti silenzi dietro alle risate.
Ho un cuore duro e una forte corazza, ma dentro, dietro a qualsiasi apparenza, il mio corpo è carne, e brucia, prova dolore, ricorda e vive i giorni rimarginando le ferite.
Le cicatrici fanno parte di tutti noi, ci rendono ciò che siamo e con loro impariamo a crescere.
Mi sento spesso fuori posto, da un altro pianeta e ho la convinzione che nessuno mai mi vorrà perché sono fatta così.
Ma spero ancora di trovare qualcuno che veda oltre i sorrisi o agli occhi ben truccati. Qualcuno che impari ad amare le mie occhiaie, le mie smagliature, le mie insicurezze enormi e il mio modo di proteggermi dal dolore.
Qualcuno da cui possa lasciarmi spogliare, scoprire.
Senza paure.
Abbandonarmi.
Nel frattempo imparo ad amarmi da sola, soprattutto nei difetti.
Mi lecco le ferite, mi asciugo gli occhi umidi e ripasso il trucco.
Non mi darò per vinta, questo mai.
Bisogna imparare a ballare sotto la tempesta, a piedi nudi.

È una di quelle sere in cui faccio fatica a sopportare chiunque, perfino me stessa.
—  ibattitidelcuore
Da quando te ne sei andato,io non mi riconosco più.
A volte ho degli attacchi di tristezza,depressione,voglia di urlare,di stare sola,di piangere,così,all'improvviso.
—  Laragazzacolcuorefragile.
La sera è il momento in cui la solitudine si fa sentire di più, e questa è la cosa peggiore per le persone fragili.
—  ibattitidelcuore
e il sonno,  e la paura, e le volte in cui i polsi tremano, e il nodo perenne alla gola, e le occhiaie, e i capelli spettinati,  e la voglia di urlare, e la voglia di amore, e il freddo dentro, e gli incubi ad occhi aperti,  e il bisogno di andare via, e il desiderio di essere scelta, e il mondo che non mi aspetta, e l'accordo dissonante in un'orchestra di ubriachi, e il mare d'inverno, e Severus Piton che ama fino alla fine, ma sembra così cattivo, e la pioggia, e la sfiga, e la fame di copri vicini, di baci dolci o appassionati, e la paura di morire sotto il peso di questa infelicità. 
Ho una voglia pazzesca di piangere, di piangere per ore.
Vorrei piangere per poter buttare fuori ciò che sta iniziando a marcire dentro me.
Tutte le speranze andate a male e le illusioni che, come vetri rotti, minacciano di tagliarmi l'anima.
—  Zoe.
Mi porto dentro il nostro amore finito. Un amore di cui solo in pochi sono a conoscenza perché non sono mai stata capace di dargli l’importanza che meritava. Un amore a cui non ho dato fine io, neppure tu: è stata l’abitudine a sorprenderci e a travolgerci. Un amore che non è finito. A volte avrei voglia di piangere ma non ci riesco. Ho cercato per certi aspetti di piangere per qualche altra cosa, qualsiasi altra cosa: per un film, per una canzone, per quel video su YouTube in cui un ragazzo chiede alla fidanzata di sposarlo mostrandole il film della loro vita insieme. 

Ma non serve a niente. Non piango.
Non piango e intuisco che è un brutto segno, che le lacrime si accumuleranno in qualche parte inutile del mio corpo, come nel gomito o nel mignolo del piede. Forse si nascondono in mezzo a un ricordo o in cima alla pila di tutti i miei dolori. Magari un giorno, quando sbatterò il gomito contro lo spigolo del tavolo o il mignolo contro un comodino piangerò a dirotto. Finalmente mi butterò a terra a compiangermi, senza riuscire a smettere per un’ora, due ore o cinque e mezza.
A volte penso che se non piango non lo dimenticherò mai, che non mi toglierò mai il suo nome dalla testa. Ma altre volte, la maggior parte delle volte, non voglio che succeda. Voglio che rimanga qui per sempre. Anche sotto forma di dolore al gomito.