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«Primo: odio le relazioni.»
«Non le puoi mica odiare, guarda.»
«E invece sì, posso, le odio.»
«Ma l’hai mai avuta, una?»
«Sì, certo che sì, e capirai la rottura. ‘Amore’ di qua, ‘amore’ di là, stando insieme da meno di due ore. Le file di chilometri al centro commerciale, perchè lei doveva rifarsi il guardaroba e ‘Amore, mi regali..?’ ad ogni passo. Lei che mi strozzava con gli occhi se solo parlavo con un’amica, i ‘Dove sei e perchè non ti fai sentire?’ ad ogni ora, era l’asma.»
«E questa me la chiami relazione?»
«E te come la chiami.»
«La chiamo schifo. La chiamo distrattore. Perchè ti distrae da quello che è davvero una relazione.»
«Che poi sarebbe?»
«Sarebbe che, secondo me, l’amore non esiste. O se esiste è ben nascosto, ed è inutile cercarlo. Però esistiamo, per esempio, io e te, e io e te ci troviamo simpatici. Ci troviamo carini. Ci troviamo interessanti. E a me e te piace, che so io, la stessa musica. Però, ad esempio, a me piace il cibo piccante e a te piace dipingere. E allora ascoltiamo la stessa musica, e io ti faccio provare il cibo piccante, anche se magari non ti piacerà, e riderò della faccia che farai. E tu mi farai provare a dipingere, ed io mi annoierò a morte e verrà un casino, un quadro senza capo né coda, ma ci avremo provato. Ecco cos’è una relazione, è provarci, insieme. E non si starebbe soli, ci sarebbe qualcuno con cui parlare sempre, al primo problema. Come amici, insomma, però con qualcosa in più. Perchè poi, magari, a una certa ora, dopo il cibo piccante ed i quadri, con in sottofondo le nostre canzoni preferite, io e te potremmo baciarci, e chissà che altro, e poi magari dormire insieme, uscire a prendere un gelato, e poi salutarci. Perchè ho imparato una cosa, sulle relazioni, ed è che non bisogna esagerare mai. Si sta un po’ insieme e poi ci si saluta, si aspetta il giorno dopo, perchè nelle relazioni, almeno un po’, ci si manca. E se non ci si manca non va bene, perchè significa che non si ha bisogno l’uno dell’altro. E io dovrei avere bisogno di te, e tu di me. Capito?»

hipstersbleedroses  asked:

random question: how do you feel duolingo works for languages you have no prior knowledge of? Because I only use it for french, which I know the basics of and the grammar so it feels a lot like repetition to me of things i already know which is fine. but i think that if i didn't know the grammar I would be very lost? I think you did norwegian on there didn't you?

This is a good question, but I don’t think I’m going to go with it in the direction you thought I was. 

It’s only kind of true that I had no prior knowledge of Norwegian. 
a) I’d already gathered bits and pieces from Ylvis
b) between the words often sounding like broken English, and the grammar being VERY similar to Hebrew, I really had very little trouble catching on to most of it.

HAVING SAID THAT

I also tried the Polish course, which is a language I can barely relate to at all, and… I didn’t get past the first 3 lessons. Granted, this is a notoriously difficult language to learn, but I was lost pretty much immediately, from the get go, because I have found no way to relate to this language from any of my prior knowledge.

So… you bring up a very good point there, yes. Maybe it’s not such a great format to learn a language completely from scratch..