gwen devoe

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Inutile che cerchi di darmi un tono, in qualsiasi modo mi venga in mente, per giustificare in maniera diversa la mia passione per i film di SpiderMan.

Adoro Andrew Garfield e mi sembra stupido negarlo per sembrare più oggettiva, specie se sto scrivendo nel mio spazio online.
(Rose, questa è per te: benvenuta nel mio blog! :P)

SpiderMan 2 è un film come tanti altri ne sono stati fatti sui supereroi della Marvel, ma per me c'è un “quid” in più che me lo fa apprezzare maggiormente.
Purtroppo non sono un'esperta di fumetti, quindi non mi sto ergendo a critica ufficiale del film, anzi. Quello che ci tengo a sottolineare è lo spirito di Peter Parker, perfettamente incarnato da Andrew Garfield: un nerd all'ennesima potenza che fa la parte dell'Arlecchino in calzamaglia da Uomo Ragno combattendo per il bene della propria città, alla ricerca di una verità scomoda sulla sua famiglia che lo renderà però ancora più orgoglioso e fiero dei suoi genitori e di suo padre in particolare.

Nonostante la mia avversione nei confronti di Emma Stone che interpreta il ruolo di Gwen, devo ammettere che non ci sarebbe potuta essere scelta migliore per questo ruolo decisamente non scontato: la fidanzata del supereroe buono, si sa, va incontro a pericoli di ogni sorta e, in questo capitolo della saga, si arriva alla scena cui nessuno avrebbe voluto assistere, in fondo in fondo nemmeno io.

La parte migliore, probabilmente, è proprio il finale, a mio modesto parere. Il  momento in cui un bambino (solo perché è proprio un bambino), vestito da SpiderMan, affronta il cattivo dentro quella incredibile armatura, perché sapeva che SpiderMan sarebbe arrivato.
E quando arriva un sospiro di sollievo lo tiriamo anche noi in sala, nonostante sapessimo dall'inizio che sarebbe tornato, in un modo o nell'altro, perché il suo ruolo è quello: dare speranza alla gente, essendo proprio uno di noi, che sbaglia il lavaggio della tuta e che fa battute idiote nei momenti peggiori.

“E’ facile sentirsi pieni di speranza in una bella giornata come oggi, ma davanti a noi ci saranno anche giorni bui. Giorni in cui ci sentiremo soli, è allora che serve la speranza. Non importa quanto in fondo sarà seppellita, o quanto perduti vi sentirete, dovete promettermi che mai rinuncerete alla speranza. Mantenete la vita, dobbiamo essere più forti delle nostre sofferenze. L'augurio che vi faccio è di diventare voi stessi speranza. La gente ha bisogno di questo e anche se falliamo non c'è modo migliore di vivere. Guardando oggi intorno a noi, tutte le persone qui che ci hanno aiutato a diventare ciò che siamo, so che apparentemente ci stiamo dicendo addio ma porteremo un pezzo di tutti in ogni cosa che faremo in futuro. Per ricordarci sempre chi siamo e cosa vogliamo davvero.”