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SUPERQUARK. PUNTATA SPECIALE.
7 COSE CHE NON TUTTI SANNO SUI CONCORSI NON TRUCCATI.
1. I concorsi non truccati sono presenti in ambienti adatti alla loro sopravvivenza, come la Scandinavia.
2. Si riproducono grazie all'accoppiamento tra una commissione giudicante e il rispetto delle regole.
3. Nelle zone metropolitane della nostra penisola sono stati avvistati in grande numero da persone sotto l'effetto di sostanze psicotrope.
4. Tra le testimonianze più credibili sulla loro grande diffusione in Italia, c'è quella del cugino dell'amico di un mio conoscente dalla dubbia esistenza.
5. La diffusione di tali concorsi dipende da alcune caratteristiche del suolo, come il coefficiente di meritocrazia.
6. La loro comparsa può essere favorita da fattori ambientali, come la Guardia di Finanza.
7. Sono vittime di predatori, comunemente definiti “italiani”, che favoriscono la proliferazione dei loro avversari più temibili: i concorsi truccati.

Preterizione a latere

Mi ero ripromesso di non dire nulla sul sedicenne suicida per un tocchettone di fumo e vediamo se teoricamente riesco a mantenere la promessa.

Questa terribile storia (questo lo possiamo dire, visto che è morto un ragazzo che aveva davanti tutta una vita da immaginare) arriva in un momento molto particolare della condizione socio-politica del nostro paese e lo abbiamo visto da come la notizia sia stata data con un furbo contagocce e andando a sgocciolare ora su una certa tipologia di lettori, ora su un’altra.

Possiamo dire (come sempre, d’altronde) che la gente capisce a malapena la struttura anatomica di quell’organo sessuale tipico dei portatori del cromosoma Y e la stratificazione mediatica di questa notizia è stata (volutamente?) ottima per far triggerare tutti quanti, in una maniera tale che ho visto così tanti piedi sfasciati dalla propria zappa solo quella volta che mi hanno aiutato a fare l’orto alcuni miei amici gonfi di grappa fatta in casa.

Intanto ve lo dico in maniera molto delfica ed evitate il no però ma invece ché una cosa è il mio pensiero in merito, un'altra la causalità di certi avvenimenti…

Scordatevi la legalizzazione della marijuana per almeno un’altra decina d’anni.

Possiamo incolpare la madre di aver praticamente ucciso il figlio chiamando la guardia di finanza a casa a sequestrargli il fumo oppure possiamo anche scoprire che il figlio era adottato e chiederci se sia il caso di fare un passo indietro di fronte a una evidente situazione di disagio di cui non conosciamo nulla. O invece ci scopriamo tutti psicopedagogisti assistenti sociali con la sfera di cristallo e un’esprit d’escalier grosso quanto la nostra presunzione di risolvere i problemi a frittata sul pavimento?

A chi la diamo la colpa? Ai finanzieri fascisti che andassero a cercare i veri evasori, al figlio viziato e drogato oppure al grande capro espiatorio, la Società di Merda™?

Io mi limito a prendere atto che la mia trentina di righe malscritte sono già trenta di troppo per una morte di cui non capiremo mai abbastanza o, più verosimilmente, mai nulla e quindi mi guarderò bene dal commentare ogni intervento a favore o contro qualsiasi cosa.

(spero di riuscire a mantenere la promessa ma questo dipende anche da voi)

La guardia di finanza ha scoperto una super truffa riguardo gli assegni sociali di gente che si dichiarava residente in italia pur vivendo stabilmente all'estero da anni. In pratica con tutta la gente che noi e inps manteniamo a buffo o oltremisura se dovessimo recuperare i soldi sprecati o buttati così potremmo ripianare il bilancio, cancellare i debiti e dare la pensione a tutti i nati dall'80 in poi in tempi decenti.

Ma no.

Ah che bella l'Italia terra di cultura, di cibo, di arte, di sole, di mare, della letteratura, dell'anima de li mortacci vostra.

Della serie: la vita si prende gioco di me.

Non esco mai.
Stasera esco per andare a casa di mia nonna a recuperare le chiavi di casa.
Cioè… “esco”.
Abita a duecento metri da me.
“Mi secca togliermi il pigiama, mi metto solo il jeans e sopra mi tengo il giubbino abbottonato.”
Con grande noia decido di mettermi anche le scarpe.
“Tanto chi mi vedrà mai, un minuto e arrivo.”
.
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Sono il primo ad arrivare e a trovarmi davanti un uomo che ne strozza un altro.
Panico.
Polizia.
“Ma cazzo, se mi vede che chiamo la Polizia questo mi ammazza. Sticazzi.”
Polizia non risponde.
Panico.
L'uomo sta morendo.
Ha gli occhi fuori dalle orbite.
È rosso da far spavento.
Urla.
La gente inizia ad arrivare.
Panico.
Chiamo la Guardia di Finanza (il 113, non so neanche come abbia fatto a pensarci).
Rispondono.
“Correte, stanno uccidendo un uomo”.
Non soddisfatto richiamo la Polizia.
Rispondono.
Intanto il posto si affolla di persone.
L'uomo cade a terra, da lontano vedo che è sdraiato e il tizio non lo strozza più.
Penso che sia morto, visto che hanno smesso di strozzarlo.
Ho assistito all'omicidio di un uomo. In pigiama.
Poi arriva mia madre e si avvicina: non è morto.
MA.
DIO.
PORCO.
Tremavo come un pazzo.
MA.
DIO.
PORCO.
La figura di merda di essere l'unico a stare al telefono con la polizia davanti a cento persone E INDOSSANDO MEZZO PIGIAMA.
Nella macchina che è arrivata dopo di me, la donna diceva al marito (che si era fermato per sedare la lite) di venir via.
Ma stiamo scherzando?
Lasciare un uomo morente lì e scappare? Ma quale mente potrebbe mai elaborare questo pensiero?
IO, A OTTO ANNI E MEZZO, PIENO DI PANICO (dio quanto tremavo) PERCHÉ ERO FOTTUTAMENTE L'UNICO IN QUELLA STRADA E PIENO DI VERGOGNA PERCHÉ IN PIGIAMA, SONO STATO L'UNICO A CHIAMARE LA POLIZIA E LA GUARDIA DI FINANZA.
Ma.
Seriamente.
Non so se sia stato peggiore lo shock per lo strozzamento.
O.
Lo shock di trovarmi davanti a 100 persone e 50 ragazzi in pigiama.
Col giubbino, ma in pigiama
Sia ringraziato il Dio che mi ha convinto a non uscire in ciabatte.
P.s. La polizia è arrivata subito e non so se abbiano portato via l'uomo (in realtà erano due) che strozzava il tizio, o il tizio stesso (che, da quanto ho sentito, stava rubando uno stereo).
In ogni caso.
Il tizio non è morto.
Ladro o no, è sempre UNA PERSONA.
E io non capisco le persone che volevano scappare lasciandolo lì a morire, sul serio.
Sono sotto shock.
Per i più svariati motivi.

8/11/17

Oggi mi stavo preparando ad una verifica di scienze quando sentii mio fratellino urlare.Corsi subito in giardino sperando di non trovare il peggio.Lo vidi correre verso di me e urlare “Cercano papà”.

Vidi il terrore puro nei suoi occhi.

Vidi le lacrime scendere sul suo viso.

Sentii le sue parole tremanti mentre ripeteva “La guardia di finanza cerca papà”.

Lo presi in braccio e a fatica lo portai con me a vedere ciò che volevano.

Mi chiesero dove fossero i nostri genitori e vidi che mio fratello ricordava.La stessa domanda che ci fecero esattamente sei anni fa.Quel maledetto giorno.Il giorno in cui la mia vita si fermò.Quel giorno la polizia ci piombò in casa e portò via mia madre e iniziò a perquisire casa.Dopo pochi minuti il comandante ordinò a due uomini armati di portarci via ed interrogarci.Passammo cinque ore con un uomo che ci faceva domande e due uomini alle spalle che ci puntavano il mitra.Dopo cinque interminabili ore,il comandante valutò che aveva fatto un errore,cercava l'uomo sbagliato.Non era mio padre il ricercato.

Quando mio fratello vide la pistola attaccata alla cinta di quella dannata divisa,iniziò ad urlare e a piangere.

Oggi,vidi un bambino di 10 anni,distrutto da quell'errore di quel comandante che ci ha rovinato la vita.

Edicole on line, la Finanza interviene

Duro colpo al fenomeno delle edicole “on line” fuori legge. In azione il Comando unità speciali della guardia di finanza. 

In pratica queste piattaforme consentono a migliaia di utenti del web, illegalmente, sin dalle primissime ore della giornata, di avere la disponibilità, completa e gratuita, di tutti i quotidiani e periodici nazionali ed esteri, senza corrispondere alcun compenso agli editori.

Oggi è scattato il sequestro/oscuramento di 19 siti/edicola. Sono state anche effettuate alcune perquisizioni locali nei confronti dei presunti responsabili.

Le fiamme gialle hanno ricostruito il flusso delle risorse generate dalla pubblicità appostata sulle edicole illegali. Ed è stata verificata la posizione delle agenzie di raccolta pubblicitaria su internet. 

Secondo quanto riporta il comunicato diffuso dalla guardia di finanza, sarebbero in corso interventi presso primarie aziende nazionali, che risultano aver affidato ai siti pirata la propria pubblicità.

Macachi #14, #15 e #16 - [da sx] Michele da Viareggio, Massimo “Max” da Loreto Aprutino e Giovanni “Vanni” da Gallipoli

Metro più vicina a casa loro: Nessuna. Abitano tutti a Seregno in via Mameli 34.
Vanni cerca di non farlo sapere ma non l'ha neanche mai presa, la metro.

Tra i tre: quello che abbonda di più con l'axe è Michele.
Però quello che è più avido nel lavarsi (da cui l'occasionale soprannome “smegma”) è Max.

Vanni è gay, ma l'unica persona a cui l'ha confessato è suo padre, col quale ha un rapporto fantastico. Quando torna a casa vanno sempre a pescare insieme.

Michele è piuttosto deluso perché non aveva capito che fare il finanziere voleva dire controllare gli scontrini nei negozietti, andare la sera a puttane coi colleghi e osservare immobile dei ventenni egocentrici coi quali vorrebbe parlare della modesta collezione di vinili che gli ha lasciato sua nonna. Per scopare, chiaro.

Curiosamente tutti e tre odiano: le ragazze che fanno vedere il perizoma quanto si siedono. Vanni poi non sopporta la musica senza testo e Max si incazza con quelli che bestemmiano, anche se lui personalmente si definisce ateo.