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L’ultimo giorno di Expo 2015

Due finanzieri si allontanano, l’ultima parata di Foody, Maurizio Martina - lui mi dà sempre l’impressione di uno capitato lì per caso, non se ne capacita neanche lui - i fuochi d’artificio, la notte. È finito Expo 2015. 

Sono stato all’ultimo giorno di Expo 2015, e un po’ di cose le ho scritte e fotografate per DailyBest

«come Guardia di finanza non ci sogneremmo mai di “sguinzagliare” i nostri uomini, che peraltro sono solo 22, nei negozi dalle 8 alle 24 nei giorni a cavallo di San Silvestro. Già c’è la crisi, già non si muove un euro, se poi ci si deve metter noi a intralciare l’importante lavoro di questi giorni»
— 

Leonardo Landi, capitano della Guardia di Finanza, compagnia di Cortina d'Ampezzo, dopo il blitz degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate (via Gazzettino). L'esito dei controlli sui possessori di 251 auto di lusso di grossa cilindrata ha trovato:

  • 133 auto intestate a persone fisiche, di cui 42 appartengono a cittadini che hanno dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.
  • altri 118 superbolidi intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.
Dopo le dichiarazioni di Vice Comandante dell’Arma dei Carabinieri Clemente Gasparri, un Appuntato Scelto della Guardia di Finanzia ha deciso di scrivere questa lettera.

Buongiorno, Generale.

Chi le scrive si sente direttamente chiamato in causa dalle sue esternazioni alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri  di Roma.

Ma andiamo al dunque,

non so se sono io il “graduato” della Guardia di Finanza a cui si riferisce nel suo discorso che ha “ammesso” (come se si trattasse di una colpa) di essere gay.  Forse si o forse no, chissà. In ogni caso, caro Generale, eccomi qua, Appuntato Scelto della Guardia di Finanza Strati Marcello in servizio nel Corpo da 26 anni, attualmente a Como, al Gruppo di Ponte Chiasso, fiero di appartenere alle Fiamme Gialle. Servo il mio Paese con onestà e senso del dovere. Ah, dimenticavo, sono omosessuale.

Si, come Lei accenna, sono gay su Facebook e su Twetter, sono gay davanti ai miei amici e ai miei colleghi. Ho “ammesso” questa vergogna (perché Lei, Generale, sembra considerarla tale)  già da parecchio tempo. In caserma sanno di me da circa 12 anni e, Le sembrerà strano, ma pare che ai colleghi e soprattutto ai miei Superiori gerarchici non interessi proprio nulla del mio orientamento sessuale. E’ per questo che nell’anno del Signore 2012 mi ha fatto  impressione leggere certe affermazioni da parte del Vice Comandante di una delle più importanti Istituzione della nostra Repubblica, l’Arma dei Carabinieri.

Cosa vuol dire, come dice in un passaggio del suo discorso,  che  “ammettere di essere gay non è pertinente allo status di Carabiniere”?    Io non vado in giro con un cartello appeso al collo con su scritto “omosessuale” ne quando mi presento dico “piacere, sono l’App.Sc  Strati e sono gay”. Io cerco di essere quello che sono davanti a tutti senza dovermi più nascondere e comportandomi con naturalezza, cercando di dimostrare ai colleghi che non c’è nulla di male nell’essere gay, che la vita sessuale di ciascun militare non condiziona in alcun modo l’attività operativa.

Le sue affermazioni ci riportano indietro di decenni. Il suo “consiglio” (e noi militari sappiamo benissimo cosa significa questo termine quando proviene da un Superiore) a non palesare il proprio orientamento sessuale è un macigno che cade in testa a quei militari che magari dopo tanta  fatica e sofferenza interiore avevano deciso di uscire alla luce del sole. Di essere e di vivere finalmente la loro vera natura senza dover più fingere di essere quello che non sono. Sperando di essere giudicati  non per chi si portano a letto o per chi amano ma solo in quanto buoni militari.

Non so se la conosce, Generale, ma in Italia esiste una associazione a cui sono fiero di appartenere, Polis Aperta, che è composta da appartenenti gay e lesbiche di tutte le Forze dell’Ordine e Forze Armate, inclusa la sua, che vivono serenamente e apertamente la propria condizione di gay in un ambiente militare o militarmente organizzato. Ci conosciamo tutti e siamo sparsi per la Penisola. Provi a conoscerci, Generale, provi a parlare con un suo militare gay e vedrà che si troverà di fronte ad un Carabiniere come tutti gli altri, con gli stessi pregi e gli stessi difetti. Non impedisca ad un suo militare di amare. Nessuno dovrebbe vergognarsi di quello che è.  Io non sono fiero di essere gay, così come non sarei fiero di essere etero. Io sono fiero di essere quello che sono. Punto.

Non so se la Sua posizione sia condivisa dal Comandante Generale dell’Arma ma spero vivamente di no.

Appuntato Scelto Marcello Strati

(Certi Diritti

ilfattoquotidiano.it
Montecassino, sequestrati 500mila euro all'ex abate: "Presi da conti monastero" - Il Fatto Quotidiano
La Guardia di Finanza ha sequestrato 500mila euro di beni all’ex abate di Montecassino e al fratello. Secondo quanto riporta l’Ansa l’alto prelato, Pietro Vittorelli, si sarebbe impossessato della somma di denaro prelevandola, nel corso del suo mandato, dai conti del monastero benedettino. Il sequestro “per equivalente” è stato disposto dal Gip del Tribunale di …

mi sa che il bergoglio ha ancora tantissimo lavoro da fare….

Edicole on line, la Finanza interviene

Duro colpo al fenomeno delle edicole “on line” fuori legge. In azione il Comando unità speciali della guardia di finanza. 

In pratica queste piattaforme consentono a migliaia di utenti del web, illegalmente, sin dalle primissime ore della giornata, di avere la disponibilità, completa e gratuita, di tutti i quotidiani e periodici nazionali ed esteri, senza corrispondere alcun compenso agli editori.

Oggi è scattato il sequestro/oscuramento di 19 siti/edicola. Sono state anche effettuate alcune perquisizioni locali nei confronti dei presunti responsabili.

Le fiamme gialle hanno ricostruito il flusso delle risorse generate dalla pubblicità appostata sulle edicole illegali. Ed è stata verificata la posizione delle agenzie di raccolta pubblicitaria su internet. 

Secondo quanto riporta il comunicato diffuso dalla guardia di finanza, sarebbero in corso interventi presso primarie aziende nazionali, che risultano aver affidato ai siti pirata la propria pubblicità.

Macachi #14, #15 e #16 - [da sx] Michele da Viareggio, Massimo “Max” da Loreto Aprutino e Giovanni “Vanni” da Gallipoli

Metro più vicina a casa loro: Nessuna. Abitano tutti a Seregno in via Mameli 34.
Vanni cerca di non farlo sapere ma non l'ha neanche mai presa, la metro.

Tra i tre: quello che abbonda di più con l'axe è Michele.
Però quello che è più avido nel lavarsi (da cui l'occasionale soprannome “smegma”) è Max.

Vanni è gay, ma l'unica persona a cui l'ha confessato è suo padre, col quale ha un rapporto fantastico. Quando torna a casa vanno sempre a pescare insieme.

Michele è piuttosto deluso perché non aveva capito che fare il finanziere voleva dire controllare gli scontrini nei negozietti, andare la sera a puttane coi colleghi e osservare immobile dei ventenni egocentrici coi quali vorrebbe parlare della modesta collezione di vinili che gli ha lasciato sua nonna. Per scopare, chiaro.

Curiosamente tutti e tre odiano: le ragazze che fanno vedere il perizoma quanto si siedono. Vanni poi non sopporta la musica senza testo e Max si incazza con quelli che bestemmiano, anche se lui personalmente si definisce ateo.