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Verso la Terza Repubblica: un foto-racconto semiserio 

di Michele De Iuliis

  1. La traversata dello Stretto di Beppe Grillo
  2. Le primarie del PD Bersani - Renzi
  3. Mario Monti presenta il simbolo di Scelta Civica
  4. Berlusconi “smacchia” Santoro e Travaglio
  5. Beppe Grillo fa il pieno a San Giovanni
  6. L'infelice spot del PD “Lo smacchiamo”
  7. Un incappucciato Beppe Grillo dribbla i giornalisti
  8. Berlusconi in versione uveite contesta i suoi contestatori
  9. L'incontro ravvicinato del terzo tipo tra Bersani e il M5S
  10. Napolitano prende in mano la gestione della crisi
Non volevo scrivere un post politico

Ma a me i grillini fanno sempre più paura.

Passi per l'ignoranza. Capisco che non hanno mai avuto voglia di leggere qualcosa che sia più lungo di 10 righe. Lo capisco, davvero. Capisco la loro grammatica errata, in fondo studiare costa fatica. Capisco le semplificazioni, perché d'altronde se non sai niente è più facile dire “è colpa di Bilderberg” piuttosto che iniziare a fare un'analisi complessa e multifattoriale. Capisco le urla, le offese. Le accetto. Solo nell'ultimo mese mi sono sentito dare del comunista, del fascista, del clericale (sic!) e del democristiano. E ovviamente, per il lavoro che faccio, mi sono sentito descrivere come servo del potere delle multinazionali del farmaco*. Va bene tutto. In fondo, non si può essere tutti d'accordo. E va bene che esprimano il loro disprezzo per le mie idee, per il mio lavoro.

Quello che proprio non riesco a tirar giù è l'arroganza. La mancanza di ogni dubbio. La certezza di essere nel giusto. Non gli importa di ascoltare idee diverse: se la pensi in modo diverso da loro, sei parte della casta. E non solo: se anche la pensi come loro (capita raramente, ma può succedere) ma esprimi dubbi sul loro modo di fare politica, sei parte della casta. E come tale devi morire.

La scenetta di ieri fra Grillo e Renzi ha fatto ridere molti: a me ha fatto venire i brividi. Volevo piangere, grande e grosso come sono. Grillo è lì perché “la rete” (poco importa se è solo una manciata di migliaia di persone, per lui vale come fosse il mondo intero) gliel'ha chiesto: e cosa fa, chiede a Renzi di attuare quei tre / quattro punti che potrebbero (secondo lui) far bene al paese? No. Gli dice che potrebbe anche fare tutte le riforme migliori al mondo, ma dato che non rappresenta “la rete” ma un partito, deve morire. Il che, in soldoni, significa che solo Grillo stesso (o qualcuno dei suoi seguaci) ha il diritto di governare, perché solo loro hanno la benedizione della “rete”. Chiamate questa logica come volete, per me è fanatismo. E quando i fanatici hanno milioni di seguaci, le cose non si mettono bene.

* Ma secondo voi, geni, se io fossi al soldo delle multinazionali del farmaco avrei un contratto in scadenza al 30 aprile a 1000 euro al mese?