glied

Mi manchi, ma a te manca il mio sguardo?
Il mio sorriso?
Il mio profumo?
Ti manca accarezzarmi?
Abbracciarmi?
Tenermi per mano?
Ti manca baciarmi il collo?
Le guance?
La mano?
Io, ti manco?
—  Raggio-di-luce-in-una-tempesta.
Perchè a quelle come lei non bastano le promesse, no, loro hanno bisogno di fatti, di dimostrazioni.
Quelle come lei nascondono le emozioni, cercano di basare la loro vita sul puro rigore e sulla freddezza.
Non ti accorgerai mai di avere ferito una ragazza come quella. Ti dirà che non è stato nulla di importante o  magari ti urlerà contro gli insulti peggiori, ma mai si mostrerà ferita.
Quelle come lei hanno mille strati e puoi ritenerti davvero fortunato se decidono di aprirsi con te, anche solo per una scemenza, anche solo per dirti che il loro sogno più grande sarebbe quello di vivere in una casa semplice e piccola ma con tanti, tantissimi libri.
I libri, ecco un’altra cosa da imparare con quelle così, amico mio.
Non arrabbiarti con lei se una sera ti dà buca all’ultimo e poi sparisce per ore; nella maggior parte dei casi tornerà nel mondo reale solo dopo aver voltato l’ultima pagina del libro. E tu la perdonerai perchè sarà dannatamente bella quando ti parlerà con occhi sognanti dei nuovi personaggi che ha conosciuto e delle nuove avventure che ha vissuto. Certo, tu lo sai che è accaduto tutto nella sua testolina un po’ matta, ma guarda quanto è bella mentre sfodera il suo più bel sorriso mentre parla della sua passione più grande.
Un appuntamento? Portala al parco a mangiare zucchero filato, portala alla mostra del suo pittore preferito o anche solo fuori città a vedere le stelle di notte. Cose semplici, non le piacciono le esagerazioni.
Se a una ragazza come lei dici “ci sentiamo domani”, sta’ pur certo che passerà la giornata aspettando la tua chiamata. Certo, forse non ti mostrerà mai quanto tu l’abbia fatta felice, ma posso assicurarti che lo è. Non potrai mai nemmeno immaginare il sorriso che le spunterà vedendo il tuo nome sullo schermo.
Quelle come lei sono speciali, quelle come lei se ti donano il loro cuore, sta’ pur certo che è per sempre.
Non spezzarlo, è molto probabile che dietro alla sua faccia da dura, al suo rigore perenne, al suo bloccare ogni emozione, si nasconda un cuore malridotto e che la sta pregando di smettere di dare amore alle persone che non lo meritano. E lei farà di tutto per ascoltarlo; i primi tempi saranno i più difficili ragazzio mio, ma ne varrà la pena e sai perché?
Perchè se una ragazza così ti regala il suo cuore strappato e malandato, tu non guardarlo con disprezzo, tu ricucilo con amore e, solo allora, avrai trovato una ragazza che ti amerà davvero per sempre.
—  J-tomorrowisanotherday

anonymous asked:

Di dove sei?

Non capita anche a voi, alle volte, di accorgervi di non aver in comune con le persone a cui volete bene le cose che un tempo pensavate avere? Sapete, tipo quella sensazione “gli parlerei di questa cosa, ma non gliene frega niente”, “gli direi questa cosa, ma fraintenderebbe”, “mi dice questa cosa che per lui non è nulla di importante, ma a me invece fa malissimo”, “la pensa in questo modo su questo determinato argomento, per me è assurdo e la vedo in maniera diametrialmente opposta”, “si comporta in questo determinato modo in certe situazioni, io mi comporto in maniera del tutto differente”. Non mi fa neanche sentire solo, questa cosa, quanto più che altro bisognoso e in cerca di qualcuno con cui condividere certe cose, certi modi di vedere la vita, di ragionare, di porsi, di pensarla, di esprimersi. Diverso, più che altro. E’ questa la parola, sì. Non solo, diverso. 

Odio i ritardatari. Ma non intendo quelli che arrivano con mezz'ora di ritardo. Intendo quelli che se ne rendono conto troppo tardi. Quelli che feriscono e poi chiedono scusa quando ormai non serve più a niente. Quelli che tornano all'improvviso quando c'hai messo mesi per dimenticarli. Quelli che ogni tanto ti guardano con gli occhi di chi vorrebbe qualcosa da te e ogni volta ti accorgi che quella cosa non sono i sentimenti.
—  Prima o poi ci abbracceremo
Che significa che mi manchi? 
Che so che non può succedere ma io continuo ad aspettarmi che arrivi, così, dal nulla 
continuo ad aspettarmi di scorgere il tuo sorriso all'improvviso tra tutti i sorrisi degli altri e me lo immagino, addirittura 
bello, bello da far paura 
con gli occhi piccoli da cornice e i denti proprio fin fuori alle labbra e le mani a coprirti la bocca appena dopo un poco per l'imbarazzo. 
Significa che non do un prezzo al tempo perché lo scorrere delle ore non conta più da quando so che non ti posso vedere
che non possiamo parlare, che è inutile attendere perché non arrivi 
perché è la vita -m'han detto- 
io dico che fa schifo, si, certo, fa un sacco schifo. 
Significa che sei sempre dentro ogni racconto e se mi accorgo che quella storia lì riguarda te allora io decido di non raccontare più 
perché se ti nomino divento triste, mi si spengono gli occhi e vorrei solo andarmene e per tutta la serata non mi riprendo più. 
Che sei sempre dentro ogni sguardo di qualcun altro e questa cosa qui io ti giuro che non la sopporto. Come ti mando via? Me lo dici tu, come devo fare per mandarti via? 
Come devo fare per non vederti più dove non ci sei e credere comunque che sia tu ogni volta?
Che mi manchi significa 
che a volte fa così male ricordare, beh, ricordare te
che desidero non averti mai conosciuto 
però poi mi arrendo e ci ripenso
perché senza te chissà che fine avrei fatto
non avrei avuto questa mia parte sensibile che mi fa vedere a fondo
non avrei avuto queste labbra e questo mento
non avrei avuto la tua paranoica ostinazione verso le cose belle da vivere e belle pure da sognare. 
Significa che ho paura di restare sola con me stessa perché significherebbe trovare dentro me quel che resta di te 
significherebbe annegare nei nostri ricordi fino a non risalire più.
Che tu mi manchi significa che da una parte ho paura a ricominciare 
perché mi sembrerebbe di dimenticarti e dall'altra invece ho paura a ricordare tutto 
perché quella me che ti piaceva tanto guardare dormire 
forse non esiste proprio più,
forse 
te la sei portata via tu.
—  myheadiscomplicated
A te auguro tutto.
Che tu possa ricominciare dopo di noi, che tu possa vedermi negli occhi di ogni ragazza che incontri. Che tu possa piangere ogni volta che mi perdi, ogni volta che ti accorgi che quegli occhi non sono i miei.
Che tu possa urlare e che tu possa passare notti insonni ripetendo nella tua mente il mio nome. Che tu possa sognarmi e immaginarmi in ogni angolo della tua vita.
Ti auguro tutto, che tu possa un giorno incontrare gli occhi di un'altra ragazza, che tu possa sorridere e dirle “ti aspettavo”.
Che tu possa prenderla per mano e correre con lei, che tu possa baciarla senza più pensare a me.
Che tu possa stringerla di notte e anche di giorno, che tu possa riuscire a non perderla come hai perso me.
A te auguro di crescere, di capire finalmente chi sei, cosa vuoi, chi vuoi al tuo fianco.
A te auguro di non rimpiangere nulla, di non dover dire un giorno “se potessi tornare indietro”.
A te auguro l'amore, tutto quello che c'è, il più forte che c'è. A te auguro di non aver mai bisogno di tornare sui tuoi passi, e neanche sui miei.
A te auguro che la vita sappia indicare la strada per la felicità, quella che hai ignorato quando un cartello te l'aveva proposta e che ti avrebbe portato da me.
A te auguro che ci sia una seconda uscita per quella felicità e che tu questa volta possa capire che è meglio seguire quell'indicazione.
A te auguro che tu possa scegliere la strada giusta. Che tu possa percorrerla nonostante tutto, nonostante tutti, nonostante te.
Che hai sempre sbagliato e che non hai mai amato.
Che qualcuno possa riuscire a insegnartelo.

W. Erlbruch, L'anatra, la morte e il tulipano.

“Non esiste una graduatoria del dolore” ci disse una volta la conduttrice di un gruppo di auto aiuto. Eravamo tutti lì per cercare di venire fuori da un lutto, un abbandono improvviso che ci aveva lasciato senza parole. Quel giorno una ragazza si era presentata dicendo che lei era lì perché le era morto il cane ed il suo dolore aveva fatto infuriare gli altri: “Cosa cazzo dici? Mi è morta la madre, cosa cazzo dici?”. E un'altra “Tua madre era anziana, che dovrei dire io allora? Mi è morto il marito, era giovane! Aveva solo trent'anni e mi ha lasciata sola…” Continuò per qualche minuto così, ciascuno a recriminare su chi avesse avuto la perdita più dolorosa. Ma non esiste una graduatoria del dolore perché ogni lutto ha la sua storia ed appartiene alla persona che lo sopporta.
Così come non esiste una durata o un modo giusto di esprimere il dolore: ci si dispera, facciamo battute, vogliamo stare da soli, ridiamo più forte, ci si nasconde, mangiamo di più, dormiamo tutto il giorno, lavoriamo tutto il giorno, andiamo a divertirci, ci si fa male, si cerca un senso a ciò che rimane. Ognuno soffre come può.

Non mi sono innamorata immediatamente, non ho visto un colpo di fulmine folgorarmi l'esistenza. All'inizio ero troppo concentrata sui timori e gli imbarazzi, sulla novità di un mondo di sentimenti che non conoscevo.
Provavo qualcosa che coinvolgeva il cuore, lo stomaco e la testa, ma non sapevo neanche io cosa fosse, non potevo definirlo amore, era solo qualcosa, di giorno in giorno, più forte.
Tutto a un tratto, invece, qualcosa è successo, all'improvviso, senza che potessi rendermene conto, senza che potessi proteggermi.
Mi sono ritrovata ad essere totalmente e perdutamente innamorata.
Come scrive John Green: “Mi sono innamorata di lui così come ci si addormenta, piano piano, e poi tutto in una volta”.
E così ho continuato ad innamorarmi ogni giorno, sempre nuovamente e sempre di più. Ho amato tante volte, ma sempre una sola persona.

-Ilpesodellatuaassenza

Il tempo mi ha insegnato tante cose e la prima di queste è proprio il “perché non a me”. Il tempo mi ha insegnato che, anche se non è il mio momento ci saranno milioni di altre cose da fare per essere felice. Arriverà il momento in cui preferirò la solitudine di qualcun altro alla mia. Questo, perché sarò io che avrò permesso a quel ‘qualcun altro’ di poter infilarsi nella mia vita. Forse perché quel ‘qualcun altro’ è diverso e senza di lui non sarebbe più lo stesso.
Il tempo mi ha insegnato che, anche se le persone giuste non arrivano al momento giusto, dovrei lasciare socchiusa quella porta tra me e gli altri. Non si sa mai qualcuno voglia entrarci. E magari restare con me per sempre.
—  Mi vengono i brividi quando ti guardo

anonymous asked:

Secondo te una persona come si sente a non essere accettata dagli altri?

Inizia a sentirsi sbagliata e a pensare che il problema è se stessa.
Inizia a vedersi con gli occhi degli altri, inizia a sottovalutarsi, a non conoscere più se stessa.
Inizia a diventare fredda, apatica, sola e profondamente triste.

E dimentica il suo valore, la sua bellezza, se stessa, unica e fortissima.

2

Un altro piccolo ritocco al mio “primato stagionale”:  -1′24″.
Eccomi al traguardo, dove sono giunto subito dopo Marino Lejarreta, gli olandesi Rooks e Theunisse, poi Bombini, poi Podenzana, poi nell’ordine: l’australiano Anderson, Masciarelli, Giupponi, il polacco Piasecki e l’apolide Kuum. Non è ancora transitato sulla linea di arrivo Chiappucci: linea a SANTINI!

- Chiapzzzasrcc nonll slsks bzzzzz psccchhhh….

- Non sentiamo nulla, SANTINI! Abbiamo qui Adorni e Marino Basso: un commento a caldo sulla gara…

Sai quei giorni in cui ti assale la malinconia di ogni cosa? Quando ti svegli tristissima e non c'e nulla che possa cambiare il tuo umore? Quando ti crolla un po tutto addosso ma non sei in grado di reggerlo? Quando piangi un po..e senti quel cazzo di vuoto dentro te..quando vorresti essere abbastanza forte da reagire,ma sei talmente stanca che ti lasci semplicemente andare,e sprofondi fino a toccare la sabbia…quando poi dovresti solo darti subito la spinta per non soffocare e risalire,ma stai li che osservi,l'oscurità che ti circonda,quel senso di morte che ti porti avanti…e stai li per un po più di tempo,perché li non senti le urla nella tua testa,li svaniscono. .vuoi stare un po in silenzio..vuoi farle smettere almeno per un paio di minuti..potresti anche non risalire più,e ancorarti al fondo..ma poi decidi di risalire un ultima volta,una sola…quello che ripeti ogni volta che crolli. .. aprì gli occhi e con il piede spingi verso l'alto ..e riemergi…con segni ancora più evidenti ovunque,sulle braccia,sulle gambe,sulla pancia..sull'anima…Ti asciughi le lacrime,ti fissi allo specchio..provi un sorriso,va bene..allora esci dal bagno e affronti di nuovo tutto da Capo..