gli amanti di valdaro

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•Gli Amanti di Valdaro•
{Un abbraccio lungo 6000 anni}*

Nel febbraio del 2007, in un campo vicino a Mantova, viene scoperta una Necropoli Neolitica durante dei lavori agricoli.
Questa Necropoli però, non contiene soltanto ‘semplici’ tombe, ma qualcosa di più straordinario e unico al mondo: una tomba bisoma (ovvero una tomba contenente due individui, sepolti insieme e nello stesso momento) che racchiude gli scheletri, femminile e maschile, di due giovanissimi ragazzi d'età compresa fra i 16 e i 22 anni, stretti in un abbraccio, sensuale e romantico, per l'eternità.

Le gambe raccolte e intrecciate l’uno con l’altra, le braccia di lui sul collo di lei, quelle di lei sulle spalle di lui, uniti da oltre 6000 anni in una pace d’abbandono che forse è stata amore. Sono gli “Amanti di Valdaro”.

Un ritrovamento archeologico davvero eccezionale, sia per l'antichità che per la particolare posizione dei due corpi (nel mondo sono state rinvenute altre tombe bisome simili a questa, ma nessuna, come questa, emana lo stesso senso di struggente amore per l'eternità).
La ragazza (a sinistra dell'immagine), che giace sul fianco sinistro ed aveva un'età compresa fra i 16 e i 20 anni, è stata sepolta per prima, e subito dopo, vicino a lei, in un abbraccio che va oltre l'amore, la vita e la morte, ed arriva fino alla fine del tempo, il ragazzo (a destra dell'immagine), d'età compresa fra i 18 e i 22 anni.

La terra della zona ha conservato perfettamente le loro ossa, tanto che per non danneggiarle, al momento dello scavo, è stato sollevato e riposto in un adeguato contenitore l’intero blocco da cui affioravano, una zolla da due metri cubi che resta ancora adesso il loro letto.

I due giovani amanti, che si stringono immutabili in un perenne gesto d'amore, portano con sè anche il mistero della loro morte: non sono stati uccisi, perché gli scheletri non recano ferite o micro traumi. Forse il freddo? O la malattia?

Quello che è certo, è che le mani pietose che li hanno uniti per sempre, volevano lanciare un messaggio agli spiriti dell'aldilà, chiudendo in un tenero abbraccio, mortale ed eterno, quello che era stato un amore, per consegnarlo intatto e incorrotto al lungo viaggio della morte*