giuntura

#storie

Vorrei raccontarvi una favola. Una di quelle strane, in realtà. Sembra così reale che molti stenteranno a credere che si tratti di una favola, ma io preferisco definirla così. Immaginiamo due persone che si conoscono per puro caso, quasi per errore; sottile differenza, eppure significativa. Comunque, queste due persone cominciano a parlare, scoprendo di essere molto simili e iniziano a volersi bene. Così bene che si sentono vuote se non si parlano per più di un giorno.
Passa il tempo, e la loro amicizia si rafforza. Però, ad un certo punto, nacquero dei problemi che da effimeri diventarono pesanti come macigni, finché queste due persone, un giorno, litigarono. Una lite così “violenta” che per un po’ smisero di cercarsi, pieni di rimpianti. Poi l'amicizia ricominciò, sebbene avesse qualcosa di diverso. Un fastidioso miscuglio di paura e sfiducia che rendeva quel rapporto meraviglioso, fragile come un foglio di carta. Tutto era diventato statico e banale, un insieme di frasi prefabbricate ripetute all'infinito. Ovviamente questo filo perfettamente lineare prima o poi si sarebbe rovinato. Insomma, come si dice di solito, “tutti i nodi vengono al pettine”. Infatti dopo alcune settimane passate nella piattezza di conversazioni spoglie, tornarono i vecchi problemi. E fu quasi un'amara benedizione, perché quel filo oscillava pericolosamente, e rischiava di spezzarsi, ma almeno… si muoveva. Successe l'inevitabile. Il filo si spezzò in due, ognuno si tenne la sua parte, navigando nei ricordi. I due, comunque, non si arresero, e riprovarono, riunendo le due estremità spezzate. Una giuntura debole, è vero, ma almeno c'era. Ricominciarono a parlarsi, cercando di ritrovare quell'amicizia persa da tempo. Adesso dovrebbe arrivare il lieto fine… Mi dispiace dire che non fu così. Nonostante le maschere sorridenti che mostravano l'uno all'altra, soffrivano entrambi. Si dannavano perché non avevano ricostruito il vecchio rapporto. Così accadde ciò che il caso perfidamente aveva prescritto per loro. Uno dei due, decise di prendere le vesti del coraggioso, facendo la cosa più difficile: bruciare il filo che univa i loro cuori, liberandoli così dalla morsa terribile e dolorosa. Ovviamente il fuoco che avrebbe bruciato quel filo maledetto avrebbe fatto male. Un male atroce che però, lentamente sarebbe scomparso.

-Anonimo

C'è un'estasi che segna il culmine e, al tempo stesso, il limite della vita; è questo è l'assurdo, che l'estasi è insieme massima vitalità e oblio totale. Questa estasi, questo oblio della vita coglie l'artista, lo rapisce e lo trascina fuori di sé, in una vampa di fuoco; coglie il soldato ebbro di guerra sul campo di battaglia, nella lotta senza quartiere; e colse Buck che alla testa del branco levava l'antico urlo del lupo, teso a raggiungere quel cibo vivo che fuggiva velocemente dinanzi a lui nella luce lunare. Scopriva gli abissi della propria natura, la parte più profonda dei suoi istinti, risalendo fino al grembo del tempo. Lo dominava l'impeto della vita, la marea dell'essere, la gioia perfetta di ogni muscolo, di ogni giuntura, di ogni tendine, poiché questo era il contrario della morte, era ardore e violenza, si esprimeva nel movimento, nello sfrecciare esultante sotto le stelle e sopra le cose immobili e morte.
—  Jack London, Il richiamo della foresta

Come spostando pietre:

geme ogni giuntura!

Riconosco l’amore dal dolore

lungo tutto il corpo.


Come un immenso campo aperto

alle bufere.

Riconosco l’amore dal lontano

di chi mi è accanto.


Come se mi avessero scavato

dentro fino al midollo.

Riconosco l’amore dal pianto delle vene

lungo tutto il corpo.


Vandalo in un’aureola

di vento!

Riconosco l’amore dallo strappo

delle più fedeli corde

vocali:

ruggine, crudo sale

nella strettoia della gola.


Riconosco l’amore dal boato

- dal trillo beato -

lungo tutto il corpo!


Marina Cvetaeva

«Ti sei mai sentito come se il tuo cuore fosse così pieno da darti l'impressione di scoppiare in mille pezzi da un momento all'altro?»
«Le armi, quando vengono rotte e riaggiustate, possono essere più resistenti nei punti di giuntura. Forse con i cuori è lo stesso.»
-Città del Fuoco Celeste.