gioventu-bruciata

Non sopporto davvero quando ci chiamano gioventù bruciata, perché non lo siamo, a parte che per prima cosa bisogna ricordarsi chi l’ha cresciuta, gli adulti danno tanto la colpa a noi, ma sono loro i primi che dovrebbero farsi un esame di coscienza. Siamo la generazione che fa follie e ci criticano per questo senza sapere che le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai, siamo la generazione cresciuta con i cartoni della Disney e che grazie ad essi ha imparato a sognare come si deve, siamo la generazione che al posto di dire le parole a voce le scrive sui muri, siamo la generazione dei tossicodipendenti o almeno è quello che ci sentiamo dire dagli adulti, che non si ricordano che negli sessanta è nata la cultura degli Hippy che ascoltavano rock psichedelico, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l'uso di stupefacenti e i nostri genitori sono nati proprio in quegli anni, quindi forse forse i drogati qua non siamo noi. Siamo la generazione che mente, che dice ai generazioni che va a dormire da un’amica, ma poi va ad un concerto a cento chilometri di distanza da casa. Siamo la generazione dipendente dalla tecnologia e meno male che esiste, meno male che esiste la tecnologia, perché altrimenti dove finiscono gli amori sbocciati d’estate mentre si è in vacanza? Dove finiscono le amicizie nate tra persone lontane chilometri? Siamo la generazione che si ubriaca solamente per avere una scusa per messaggiare agli ex. Siamo quella generazione che si sente dire che non saremo mai dovuti mai nascere perché stiamo rovinando la società, senza di noi la Terra sarebbe un pianeta migliore. Ma nonostante questo viviamo e vale la pena vivere. Vale la pena vivere per le videocassette della Walt Disney, per la prima volta in cui ti hanno detto “sei la mia migliore amica”, per i libri, per le camicie a quadri. Per tutte le volte che guardando fuori dal finestrino ci viene da ridere o da piangere, per la musica, per quella volta che hai condiviso le cuffiette con la persona che ami, per la neve a dicembre, per la cioccolata calda, il té e il caminetto. Vale la pena di vivere per gli sguardi nei corridoi della scuola, per i ricordi incancellabili, per il mare d’inverno, per quella volta che ti sei sentito libero, per la Nutella e le patatine fritte, per le fotografie, per il caffè di Starbucks. Vale la pena di vivere per il cinema e il teatro, le frasi di Shakespeare e quelle di Bukowski, per gli innamoramenti lampo in treno, in pullman o in biblioteca, per il sorriso dopo il pianto, per quell’amica che ti resterà sempre accanto, per le feste del liceo, per i fuochi d’artificio, per le felpe dell’Obey. Vale la pena vivere per tutte le prima volte, per gli abbracci senza fine, per i viaggi intorno al mondo, per i concerti che fanno venire i brividi, per le luci del Natale, per quella volta che sei stata presa per mano. Vale la pena vivere per quella volta in cui non desideravi altro che morire e ora poi ci pensi a quanta vita avresti perso. Siamo giovani, è normale per noi bere troppo, è normale per noi comportarci male e sputare per terra. Il nostro compito è divertirci e alcuni di noi andranno in overdose o impazziranno, ma Charles Darwin ha detto: “La frittata non si può fare senza rompere delle uova.” ed è di questo che sto parlando. Rompere delle uova! Siamo dei cazzoni, io sono una cazzona e voglio essere una cazzona fino alla fine dei miei vent'anni, magari fino all'inizio dei trenta. Danno fuoco ai nostri sogni e poi ci chiamano gioventù bruciata. Ed è vero siamo diversi, sono diversa, ma è questo il bello, stiamo vivendo un’esperienza del tutto nuova, abbiamo bisogno di sentirci dire che siamo speciali, che siamo invincibili, perché è questo che siamo. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Abbiamo bisogno di sentirci dire questo, non che siamo bruciati.

In questo testo ho mischiato un po’ di tutto, citazioni che ho trovato su tumblr, sui libri e da altre parti. Quindi non è un testo fatto solamente da me, ma da tutti noi, dalla gioventù bruciata.

La mia generazione è quella che si lamenta di quanto facciano schifo i social network ma li usa per stalkerare la gente. Che pensa che la Nutella sia meglio dell’amore e che poi si lamenta se ingrassa. Siamo quelli che vogliono fare le rivoluzioni ma non riescono nemmeno a smettere di fumare. La gente del “non ci penso più” ma che sotto sotto ci tiene ancora. Siamo quelli orgogliosi ed egoisti “se non mi scrive non gli scrivo”. Quelli dalle sorprese banali, quelli che cadono nei cliché. Tutte con lo stesso profumo, stessa borsa, stesso accento e stesso piercing. Tutti con le stesse scarpe, stesso taglio di capelli, stesso telefono e stesso atteggiamento. Si dice che gli opposti si attraggono ma a noi piace trovare qualcuno che ci assomigli. Siamo quelli sognatori che vogliono andare all’estero. Siamo gli scappati di casa il pomeriggio. Quelli con la stessa canzone in testa finché non ci dà la nausea e la stessa persona nei pensieri che la nausea non potrebbe mai farcela venire. Siamo quelli che gli adulti guardano storto, col tono troppo alto, risate troppo rumorose e regole troppo poco rispettate. Gli eterni indecisi, pieni di rimpianti e con ancora più rimorsi. 
Un branco di incoerenti che però cerca di salvarsi.

Mi sono rotta di vedere bambine di 12-13 anni su tumblr che si tagliano per amore o per una discussione con un familiare io alla loro età non sapevo nemmeno il significato della parola amore, se per questo nemmeno mo, non sapevo nemmeno la forma o l'esistenza della lametta, non sapevo nemmeno cos'era la depressione, al massimo sapevo che le winx iniziavano alle sette e’ aspettavo con ansia subito dopo il mondo di patty invece oggi nel 2014 aspettano con ansia essere sverginate, camminano in giro con minigonne e maglie scollate, per di più i genitori le fanno uscire così, e  di più ancora le fanno ritirare a 00:00, camminano con l'phone in mano più grandi di loro ovviamente, quei tacchi più alti della torre eiffiel, e quel trucco che nemmeno le modelle se lo mettono, no va beh addio proprio io intanto mi vado a far inculare da unicorni ciao proprio.

Non mi piacciono quei ragazzi con i pantaloni a vita bassa, a cui gli si vede mezzo culo.. i veri ragazzi sono quelli con i jeans larghi in fondo, con le felpone dal cappuccio tirato su, non quelli che vengono a scuola con la camicia bianca.. i veri ragazzi sono quelli che ascoltano Green Day, Pink Floyd,Queen e non quelli che ascoltano Fedez, Guè e Club Dogo.. Mancano i ragazzi che per dichiararsi vengono lì, ti guardano negli occhi, e ti danno un bacio nella guancia a fine frase.. quelli timidi che per dire qualcosa aspettano anche ore e ore per paura .. Non quelli che non fanno altro che mandare messaggi, che non fanno altro che fare cuori e cuori a chiunque.. I ragazzi di oggi vivono con internet, con il cellulare.. sono fissati con i culi e le tette, con le ragazze belle e senza cervello.. perchè quelle normali e intelligenti non se le cagano pari.. I ragazzi belli sono quelli belli dentro, non devono per forza essere dei fighi da paura.. Le ragazze belle sono quelle che lo appaiono agli occhi di chi le ama.
—  Animainvernale

No mamma, non ce l’ho il ragazzo, vorrei averlo ma non ce l’ho.
E sai perché?
Perché oggi, mamma, vanno di moda cose diverse, vanno di moda i capelli lunghi e le gonna corte, le punte chiare e la bocca rossa, la pancia piatta e le tette sporgenti, il fisico minuto e le labbra carnose.
Oggi mamma, si usano cose diverse, non si comprano più le espadrillas a 5 euro, oggi si indossano Dr Martens e Jordan, che per comprarle devi fare un leasing. Oggi nei bar non si prendono più frullati e succhi di frutta, oggi si bevono birra e vodka, giusto per aiutare l’equilibrio sui tacchi vertiginosi. E oggi poi, non esiste nemmeno più il coprifuoco, si sta fuori direttamente fino al mattino dopo e si fa finta di fermarsi a vedere l’alba, che in realtà non interessa a nessuno. Quindi no mamma, non ce l’ho il moroso, semplicemente perché io non sono tutto questo, non sono abbastanza magra e le minigonne non posso permettermele, le Dr Martens mi stanno scomode e l’alba mi metterei a fotografarla ogni giorno, specialmente al mare. Io sono per gli amori di una volta, i ragazzi che ti corteggiano e che ti aprono pure la portiera, sono per i baci dati spontaneamente in un luogo solo nostro, e non ad un ragazzo ubriaco, che non rivedrò mai più, in mezzo ad una pista da ballo, solo per il gusto di potermene vantare la mattina dopo, io la mia storia la tengo per me. Non voglio una relazione di oggi, dove per sapere se si sta insieme oppure no, basta guardare lo stato di un social network, perché tanto i baci non contano più nulla. Io voglio una relazione di ieri, fatta di lettere e ti amo sussurrati, fatta di attimi che restano. Non ce l’ho il fidanzato mamma, perché qualcuno che vuole ciò che voglio io non l’ho ancora trovato.