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Su Repubblica di oggi c'era una bella piccola intervista a Giovanna Calvino e pure una lettera-autoritratto che il papà le scrisse quando lei aveva otto anni. Quando poi divenne adolescente e taciturna, Italo posò la penna e le disse, a voce: «Dove sei invitata, subito giunta mettiti a parlare, racconta qualcosa, non importa se di minimo spessore». 

Adolescente, timida, evitavo le feste, le cene… Mio padre mi diede un consiglio prosaico, liberatorio: “Dove sei invitata, subito giunta mettiti a parlare, racconta qualcosa, non importa se di minimo spessore"
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Il padre in questione è Italo Calvino, e a parlare è la figlia Giovanna

(solo le figlie degli scrittori possono parlare della morte del papà dicendo: “Se non che lo colse la morte”.)