giovani autori

Albanesi

Non so davvero per quale motivo succedano certe cose. Per coprire la violenza, la brutalità e l’immane stupidità del pestaggio mortale avvenuto ad Alatri le prime notizie, depistanti, riportavano che gli autori del pestaggio ai danni del giovane poi morto fossero albanesi. Il motivo è facilmente intuibile: siccome gli albanesi sono ubriaconi, violenti, ladri e chi ne ha più ne metta era normale pensare a loro come gli autori di un gesto così efferato. E quasi fa sorridere invece scoprire che i veri autori sono giovani della comunità di Alatri, ovviamente di famiglie tranquille e rispettate, che, vista la ripetuta casistica, mi viene da pensare insegnino ai figli a fare le più abominevoli schifezze, dopo l’orario di messa.

Mi si perdoni il taglio sarcastico, ma il problema del sentirsi “puri” da un lato, e allo stesso tempo, la minaccia dell”impurità” provieniente dagli altri, è merce giornaliera. Come principio esiste a tutti i livelli, e a tutti i gradi di intensità. Per lo stesso principio, per ragioni più o meno valide, si potrebbe fare un discorso sull’ingerenza straniera nella lingua, nel cibo, nelle pratiche sociali, in quelle folkloristiche.

A nulla vale la semplice spiegazione che in ambito umano, la purezza è un mito bellamente ripreso sin dall’alba della civiltà, che in pratica non è mai esistito, e che i concetti di razza non sono proiettabili nell’ambito umano per il semplice motivo che non esistono tra un eschimese e un bantu, per patrimonio genetico, differenze di tipo tassonomico. 

Ed è fiato sprecato dire, per esempio, che gli albanesi  Arbëreshë vivono in italia da 500 anni, formando di fatto la più importante minoranza etnico linguistica italiana, situata per lo più nel centro-sud e nelle isole, mantenendo una fortissima storia locale, tramandata alle nuove generazioni, con, allo stesso tempo, tutte e due i piedi nella tradizione e nella cultura italiana (mica come quelli che vogliono solo il tedesco sui cartelli stradali…).

Parimenti, è grottesco che in paesi che hanno colonizzato mezzo mondo, e per una volta non è un modo di dire, e parlo dei Paesi Bassi, la Gran Bretagna, la Francia, esista un odio fittizio e indotto verso stranieri i quali, per la maggior parte, hanno subito, e proprio il caso di dirlo, non solo strascichi di quelle culture, ma cose basilari come la lingua, alcune tradizioni, una visione del mondo del progresso che, e questo nessuno lo dice, è tutta dei coloni, non certo dei colonizzati. Noi abbiamo la via italiana all’odio, bassta sul fatto che ci dimentichiamo, per ovvi motivi, che non rubano solo gli albanesi e che alcune delle più grandi e sanguinose organizzazioni criminali del mondo sono italiane. Si ricordino questi “prima gli italiani” che nel mondo alla parola italiano spesso si lega la parola mafioso. Con buona pace degli albanesi