giorno-luminoso

anonymous asked:

Perché hai scelto di fare questo tatuaggio?

Questa è la mia data di nascita, il mio inizio. 

Come potete aver intuito, io sono nata il solstizio d’estate. Il giorno più luminoso dell’anno, il più lungo, dove la notte non arriva mai, e tu rimani sveglio fino a quando il sole non sparisce pienamente dietro l’orizzonte. (Ed è stata proprio la fonte di ispirazione per il nome del mio blog) 

Inoltre, penso che si deduca, la musica è la mia vita, vorrei farne il mio futuro, il mio lavoro; è parte di me da sempre. Il destino vuole che, il solstizio d’estate sia anche la festa della musica. (infatti si festeggia ogni anno la notte bianca).  Ergo, dovevo imprimerlo per sempre sulla mia pelle. 

Perché proprio lì? Perché è sulla cassa toracica, sui polmoni, sulla esatta linea d’aria del diaframma. Dove tutto ha inizio, dove comincia il respiro. Chi pensa che il suono (quindi il cantare), cominci dalla gola, dalle corde vocali, si sbaglia. Tutto parte dal respiro. Le corde sono solo un tramite. Il respiro è vita, non solo nel canto, in tutto. 

Perché in numeri romani? Perché traspare Eternità. Secondo me i tatuaggi devono essere eterni, indelebili, senza ripensamenti. Per questo ho voluto utilizzare i numeri romani. Questa data, così significativa per me, dovrà essere parte di me, fino al mio tramonto, sino a quando la mia anima non sosterà più nel mio corpo, nel mio involucro. 

Essere brutti, per me, vuol dire non avere niente di particolare. Niente che caratterizza una persona. Ho conosciuto ormai molte persone e posso affermare quasi con certezza che avrei potuto amarle quasi tutte, perché quasi tutte avevano qualcosa che era impossibile trovare altrove. Quando mi sento brutta accentuo quello che va bene in me, che sia a livello estetico o a livello di atteggiamenti poco importa. Una volta sono stata molto superficiale. Uscivo con un ragazzo molto più basso di me e oggettivamente non troppo carino, però a me piaceva da matti. Aveva quel qualcosa di cui ti ho scritto sopra. Era luminoso. Un giorno mi accorsi che una ragazza lo guardava insistentemente e glielo feci notare. Lui mi disse “ma no, è una mia amica”. E io mi tranquillizzai, sai perché? Perché lei era bruttina, naso aquilino, occhi molto piccoli, bocca finissima, un po’ bazzona.
Indovina con chi era due mesi dopo? E’ passato tanto tempo, ma ancora mi brucia il viso se ci penso. Anche lei aveva qualcosa e io allora non avevo niente. Niente di più di tutti gli altri. Capisci? Bisogna essere unici, non “belli”.
—  Susanna Casciani, 7disera
In un giorno luminoso, nel bel mezzo della notte, due ragazzi morti fecero a botte.
Schiena contro schiena, in viso si guardarono, sguainarono le spade e poi spararono.
Un poliziotto sordo gli spari sentì e i due ragazzi morti a morte colpí.