gifs:famiglia

Mia madre delle volte mi fa ridere. Non so perché se ne è uscita con questa domanda: “ci pensi mai a tuo padre?”.
Ma che razza di domanda è? Perché lui ci pensa mai a me? Dato che non mi ha fatto nemmeno gli auguri di compleanno, direi di no.
Mi dice di fargli una sorpresa il giorno della festa del papà. Eh certo e cosa dovrei dirgli a mio padre? 
Grazie papà di non esserci mai stato, grazie di non avermi dato mai un abbraccio o qualsiasi gesto d'affetto. Grazie per non essermi stato affianco in tutti questi anni di merda che ho passato. Lui non sa niente di me, niente. E nemmeno gli interessa dato che non mi ha mai chiesto un cazzo. 
Eppure a quella domanda io avrei risposto: “sì, ci penso, tutti i giorni”.
Ci penso dalla mattina alla sera. Ci penso a scuola quando qualche compagna parla del suo meraviglioso padre, che la tratta come una principessa. Ci penso quando vedo quelle classiche famiglie che sembrano perfette, quando vedo quei padri così affettuosi con le loro figlie. E non potrete mai capire l'invidia che provo in quei momenti.
Quindi sì mamma, ci penso ogni tanto a mio padre; quasi sempre.
—  memoriesstillhere
Ci sono dolori che purtroppo non potrai mai superare del tutto. Resteranno sempre dentro di te e ti rifaranno visita quando meno te lo aspetti ma tu dovrai essere pronta ad affrontarli a testa alta. Devi essere forte, una roccia. Promettimelo, promettimelo.
—  la mia psicologa

La famiglia è la più grande gioia e la più grande tragedia di un individuo.
La principale fonte dei sensi di colpa derivanti o no dal contesto familiare.
Le persone dovrebbero, per preservarsi dalla nevrosi, dalle notti in bianco, dalle ansie, dalle paure di fallimenti, da ogni tipo di insicurezza indotta, andare a vivere da sole intorno ai dieci anni e nemmeno in questo caso si eviterebbero danni.
Bisognerebbe instaurare una specie di liberazione da alienazione parentale positiva e istituzionalizzata.
Che bel mondo sarebbe.
Io amo i miei genitori.

Ho visto mia madre piangere, disperarsi, chiedere di essere portata via da questa vita che non vuole. L'ho vista crollare piú e piú volte senza poter fare nulla per risollevarla.
Poi ho visto quell'uomo, mio padre, distruggerla in mille pezzi.
Ho visto il luogo che era piú sicuro diventare un posto di paura e ansia.
—  dietrounsorrisotuttaunastoria
spoilers spoilers spoilers:  the blanket fort reviews the fast and the furious 8

Originally posted by fastfuriousmovie

Okay, let’s be real: the entirety of the Fast and the Furious is crack.  Glorious, silly, ridiculous, entertaining crack.  You don’t walk into the theater expecting logic, an adherence to the laws of physics and Oscar Bait™ type filmmaking. This is basically crack fan fiction slapped onto the big screens - in between the racing, the fancy cars and the explosions - you’re here for the characters - you want to catch up on Dom and his Family and what shenanigans they’ve gotten themselves into now.   

Also I’m waiting for the day when the Fast and the Furious Family finally end up teaming with the Transformers in a reboot I’ll finally give a flying fuck to watch (OPTIMUS PRIME ACTUALLY BONDING WITH VIN DIESEL OR THE ROCK, YAAAAAASSSSSSSSSSSSSS) or an actual crossover with the Marvel Cinematic Universe.  I mean, at this point the two people with the most obvious superpowers are Vin Diesel and the Rock, right?

Also, this movie is basically Vin Diesel’s attempt at channeling the Winter Soldier, okay? Without the torture and the brainwashing. 

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Stamattina mi sono svegliata pensando a te, ti ho scritto il buongiorno per messaggio pur sapendo che sei a lavoro e risponderai dopo mezzogiorno. Ho deciso di scrivere di te, in questa giornata nuvolosa e grigia, un po’ come mi sento io. Ho sempre scritto su tante persone, invece su di te solo qualche rara volta, lanciandoti contro rabbia e dolore. Oggi scrivo a te, perché per così tanti anni ho scritto lettere mai inviate a quell'estraneo che ormai non è più un padre né un uomo per me. Scrivevo a lui, desideravo lui al mio fianco, non accorgendomi che le persone quando vogliono bene a qualcuno non scappano, rimangono, lottano. Quindi grazie per non aver mai smesso di combattere, grazie per non aver mai lasciato la presa per quanto possa essere stato difficile rimanere in questo crudele mondo.

Scrivo a te, per quei tuoi occhi color cielo e i tuoi capelli chiari, perché per quante donne io potrò amare nella mia vita, tu rimarrai la prima e scusami se non te l'ho mai detto. A volte mi odio tanto per come mi sono comportata con te e so che anche tu lo fai, anche tu provi odio per come ti sei comportata con me. Ci siamo comportate male, ci siamo urlate contro così tante mattine, ci siamo dette brutte parole che mai dimenticheremo e date pochi abbracci per tenerci unite.

Oggi scrivo a te per chiederti scusa. Scusa per i miei capelli disordinati perché so che tu li vorresti vedere in ordine, per le mie unghie senza smalto e per il mio viso pallido sempre poco truccato. Scusa per il mio tono di voce sempre troppo alto ma scusa anche per tutti quegli anni di silenzio. Scusa per averti incolpato se lui se n'é andato, per averti escluso dalla mia vita, per aver chiuso la porta della mia stanza lasciandoti fuori. Scusa se non ti ho mai raccontato nulla, se quando stavo male non ti ho chiesto aiuto, scusa se non sono mai scoppiata a piangere di fronte a te. Scusa se non ti ho mai fatto un complimento, se non ho mai creduto nelle tue capacitá, scusa se a volte ti ho fatto credere di non valere nulla. Scusa per tutte le volte che ho preferito scappare di casa, per tutte le mattine che andavo a scuola lontano da te e non ti salutavo. Scusa se non ti facevo sapere a che ora sarei tornata, se non ti facevo sapere nulla di me. Scusa per tutti quei weekend via, preferendo un'altra famiglia alla nostra. Scusa se non ti ho mai aiutata e per quelle volte dove mi è capitato di risponderti male. Scusa per tutte le mattine, quando io ero ancora piccola, nelle quali ti trovavo sveglia sul divano e non averti mai abbracciato. Scusa per tutte le volte che ti spegnevo la radio in macchina, dentro di me volevo solo che non scoppiassi a piangere cantando quella solita canzone d'amore. Scusa se non ho mai risposto ai tuoi sfoghi, ai tuoi pensieri, quando avevi bisogno di parlare ma io ero così immatura da rimanere zitta. E scusa, scusa se ora sono tutto l'opposto. Scusa se ora ti urlo contro quando ti sfoghi, se ti dico che sbagli ma io voglio solo smettere di vederti soffrire. Scusa se non ti ho mai protetta e voglio farlo ora. Scusa se in certe cose non meriti di essere difesa, non da me almeno, ma io ti difendo lo stesso.  Scusa se ho aspettato ventidue anni per scriverti queste parole, scusa se questa lettera non la leggerai mai e scusa per tutto il resto che non ho scritto o dimenticato.

Scrivo a te, per quei tuoi occhi color cielo e i tuoi capelli chiari.
Oggi ho deciso di perdonarti per tutti questi anni, mamma.
Tu quando riuscirai a perdonarmi?

—  Damnbabysmile.

L'altra sera la ragazzetta di mio fratello stava guardando la tv e sconcertata da un programma/rubrica sulle donne, credo qualcosa che volesse sensibilizzare sul tema, un qualcosa di informativo sulla situazione delle donne in questa società difficile e maschio centrica ha telefonato a mio fratello per condividere questo sconcerto.
Noi eravamo tutti insieme e abbiamo tutti partecipato alla telefonata.
In pratica in tv in questa rubrica il tema profondo e di denuncia verso una condizione comprensiva di tutto il genere femminile era incentrato su come le compagne/mogli dei calciatori affrontassero le sconfitte della squadra. In studio, presenti per testimoniare, l'emblema della donna media, le rappresentanti più idonee di noi che lottiamo coi quotidiani problemi che implica il nostro genere, ovvero le partner dei giocatori della Juve.
Che poi inoltre, la ragazza di mio fratello all'apice del fastidio, incalza verso mio fratello juventino dalla nascita: ma poi voi sono tre anni che non perdete mai che cosa ne vogliono sapere quelle!

Menzione d'onore a mio padre che informato anche lui del fatto esordisce con: potevano almeno invitare quelle dell'Inter per essere realistici
Amen.