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Mia madre delle volte mi fa ridere. Non so perché se ne è uscita con questa domanda: “ci pensi mai a tuo padre?”.
Ma che razza di domanda è? Perché lui ci pensa mai a me? Dato che non mi ha fatto nemmeno gli auguri di compleanno, direi di no.
Mi dice di fargli una sorpresa il giorno della festa del papà. Eh certo e cosa dovrei dirgli a mio padre? 
Grazie papà di non esserci mai stato, grazie di non avermi dato mai un abbraccio o qualsiasi gesto d'affetto. Grazie per non essermi stato affianco in tutti questi anni di merda che ho passato. Lui non sa niente di me, niente. E nemmeno gli interessa dato che non mi ha mai chiesto un cazzo. 
Eppure a quella domanda io avrei risposto: “sì, ci penso, tutti i giorni”.
Ci penso dalla mattina alla sera. Ci penso a scuola quando qualche compagna parla del suo meraviglioso padre, che la tratta come una principessa. Ci penso quando vedo quelle classiche famiglie che sembrano perfette, quando vedo quei padri così affettuosi con le loro figlie. E non potrete mai capire l'invidia che provo in quei momenti.
Quindi sì mamma, ci penso ogni tanto a mio padre; quasi sempre.
—  memoriesstillhere
Ho visto mia madre piangere, disperarsi, chiedere di essere portata via da questa vita che non vuole. L'ho vista crollare piú e piú volte senza poter fare nulla per risollevarla.
Poi ho visto quell'uomo, mio padre, distruggerla in mille pezzi.
Ho visto il luogo che era piú sicuro diventare un posto di paura e ansia.
—  dietrounsorrisotuttaunastoria

Ho perso un numero indefinito di cose, da un giorno all'altro.
Una lista infinita di oggetti.
Dai codini agli orecchini,
dalle schede di scuola all'anno scolastico.
Ed è successo tutto così improvvisamente,
che ho cominciato a pensare che se una cosa deve andar persa, si perderà.
Niente può impedirlo.

Ho perso un numero indefinito di pesciolini rossi, durante questa vita.
E da qualche parte ho letto che questo avrebbe dovuto insegnarmi,
che ogni cosa che avrei amato,
un giorno sarebbe morta.

Ho perso un numero indefinito di persone,
nell'arco della mia breve vita.
Le ho perse per svariati motivi,
per un litigio,
per l'orgoglio,
per un attimo di silenzio durato troppo,
per una parola di troppo.
E questo mi ha insegnato che le persone
se ne vanno per i motivi più ridicoli,
solo perché non sanno come andarsene,
non sanno come aprire la porta.

Ho perso una persona, una volta.
Aveva i capelli di mia madre,
gli occhi di mio padre.
Aveva le mani minuscole,
e dentro c'era tutta la forza di questo mondo.
Ancora non sapeva camminare, ma aveva già deciso di andarsene.
Aveva un cromosoma in più, e sapeva aprire la porta.
E quando se n'è andata,
giuro di non aver detto nulla di sbagliato,
di non essere rimasta in silenzio,
ma nemmeno di aver parlato troppo,
e mi sono messa anche davanti alla porta.

Io,
io che non ho mai trattenuto nessuno
ma lei era diversa,
era sangue mio,
e non c'era nessun motivo valido,
per cui
avrebbe dovuto andarsene,
avrebbe dovuto morire.

Ma
se una cosa deve andare, va.
E tutto ciò che ami nella vita,
prima o poi muore.
E non dev'esserci,
per forza,
un motivo valido.

—  Iky caputo
essere fratelli non significa amarsi

Non scegliamo noi dove nascere, ma poi possiamo sceglierli noi. Io ho scelto i miei genitori, con difetti e pregi, ma non riesco a scegliere i miei fratelli. Mi hanno troppo ferita e continuano a farlo ogni giorno con piccole cose.
Non mi rendono partecipe in niente, non mi pensano, sicuramente mi vogliono bene, sì, ma non come io ne voglio a loro.
Però è anche vero che sono stanca di rimanerci male e soffrire per loro, non avere uno spazio nel loro cuore tutto mio.
Valgono più i loro amici, che io.
Non sono obbligati ad amarmi, non voglio che lo facciano, e io non smetterò mai di amarli come li amo, ma ho il cuore in mille pezzettini e mi viene da piangere a pensare a loro.
Sono molto egoisti con me, mi usano quando hanno bisogno, se stanno male, quando non capiscono qualcosa al pc o al cellulare, per fare commissioni, per tutto. E in quei momenti i loro occhi sono sinceramente dolci e veri con me, ma sono più dolci e veri e sinceri con altri.

Incasso ancora.
Non gliene faccio una colpa.
Non tutti possono amarmi, non chiedo questo.
Ma mi chiedo solo il perché non riescano/vogliano amarmi.