gifs: romagnoli

Lei non ha colpa se è bella, 
se la luce accorre al suo volto, 
se il suo passo è disciolto
come una riva estiva,
se ride come si sgrana una collana.
Lo so. Lei non ha colpa
del suo miele pungente di fanciulla,
della sua grazia assorta
che in sè non chiude nulla. 
Se tu l'ami, lei non ha colpa. 
Ma io - la vorrei morta.

Fernanda Romagnoli

Vai che nevica

Lui tornò a casa tardi, la notte di Natale. Aveva, tuttavia, fatto una pausa lampo durante il lavoro per andare a comprare i regali: una camicia da notte in seta per lei e una specie di pianola gommosa da suonare con i piedi per il suo bambino di nove mesi. 
Aprì la porta e trovò la tavola imbandita: candele, fiori, incenso, l'albero lampeggiante. Lei apparve, sorridente. Disse “Dorme!”.
Lui replicò con stanchezza.
L'orologio batté il primo rintocco di mezzanotte. Si affrettò a darle il pacco dono. Lei aprì, sorrise, lo baciò.
Disse: “Non avevo soldi, ho pensato di farti il regalo più grande che potevo. Ti regalo un'altra vita”.
Lui non capì.

Lei disse: “Vai, vai adesso. Lo dico con sincerità, con tutto l'affetto che ho. Vai. Non stare qui, a lavorare, tornare, sacrificarti per me o per il bambino, continuando a chiederti come sarebbe se.. invece.. Io non lo sopporto.. Potrei accettare se tu amassi un'altra, perfino, ma non se ami un'altra vita. Vai a viverla: scopa una donna diversa per sera, gira il mondo in barca, arruolati nei caschi blu, perdi tutto al casinò, fatti un'overdose, muori, se vuoi, ma senza rimpianti. Questa vita: una donna, una casa, un bambino, l'hai avuta, vatti a prendere l'altra, fallo per me, oltreché per te”.

Lui la guardò sbalordito, come vedesse l'angelo di Frank Capra. Che cosa gli restava da fare, scoprire che la sua vita era meravigliosa? Fuori tempo massimo: già lei lo spingeva nell'altra, oltre la porta, nella neve improvvisa, con un sussurro: “Vai.. vai che nevica!”.

Lui andò, ma sapeva già come sarebbe finita: lo vedeva dai suoi amici la sera all'Osteria del Moretto, quando ognuno desiderava la vita dell'altro. Si limitò a cambiare città, casa, donna, lavoro. Ebbe un figlio e gli regalò distrattamente una pianola gommosa da suonare con i piedi, la notte di Natale, dieci anni dopo.

La stava portando a casa, quando un turbine di vento gli schiaffò in faccia una pagina di giornale. Se la tolse sulla soglia e una volta dentro, nella casa calda con la tavola imbandita (“Dorme!”), la lesse prima di gettarla nel fuoco. 

Annunciava la morte per overdose di una nota avventuriera. Faticò a riconoscerla nella foto, più ancora nel breve ritratto: era stata amante di molti uomini famosi, aveva partecipato a regate in solitaria, era andata in missione nel Burundi con una Ong, aveva scoperto una miniera e se l'era giocata a black jack, lasciava un figlio allevato dalle suore a Ginevra. E fuori nevicava

Gabriele Romagnoli - Solo i treni hanno la strada segnata
foto di romaniukjeff