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Ci sono tanti tipi di pianto:
C’è il pianto per la rabbia, quando l’odio si trasforma in lacrime.
C’è il pianto per amore, quando hai il cuore a pezzi.
C’è il pianto per una delusione, quando hai gli occhi gonfi.
C’è il pianto per non sai cosa, che alla fine lo sai benissimo, che è a singhiozzi.
C’è il pianto per amicizia, dove non fai altro che soffianti il naso.
C’è il pianto nascosto, quando non devi farti vedere o sentire e abbassi lo sguardo e stringi forte i denti.

Poi c’è il pianto totale: quello che ti basta ascoltare una canzone per affogare nelle lacrime, dove prendi respiro tra un singhiozzo e l’altro, con la testa nel cuscino, mentre pensi a tutti gli errori, le persone perse, le occasioni sprecate e tutte le cose negative che hai fatto nella tua vita.

Ed è il pianto più frequente.”

Volevo dirti che per me sei come uno sciopero il giorno del compito in classe; sei come il cacao sul cappuccino e la panna sulla cioccolata. Sei come un tramonto visto da una barca a vela, sei come la risata di un bambino e lo zucchero filato comprato alle giostre. Sei come l’ultima campanella dell’ultimo giorno di scuola, sei come la nevicata alla Vigilia di Natale. Sei come il concerto del mio cantante preferito e l’acqua fresca dopo una corsa sotto al sole. Sei come l’arcobaleno e come il profumo della pioggia.
Sei tante cose.
Sei la felicità.
Sei l’amore.