gerald tyrwhitt wilson

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Gerald Berners Hugh (1883-1950)

XIV barone Berners, noto anche come Lord Berners o Gerald Tyrwhitt o Hugh Tyrwhitt-Wilson

L'ultimo eccentrico d'Inghilterra

Compositore, scrittore, esteta, drammaturgo e pittore

Bellimbusto di smoderato appetito carnale, estroso, eudemonista bohémien, visse in soverchio rigoglio in superfluità di cose sontuose

Inventore della Maionese Blu

Autore del benvoluto trittico di marce funebri “per uno statista, un canarino e una ricca zia”

Una vita picaresca in sovrabbondanza di lusso, cose deliziose, ipocondria ed ansia ossessiva per il danaro, in comunella coi suoi amici pazzi Stravinskij, Picasso, Dalì e la Marchesa Casati

Al loro seguito una prospera soldataglia di scrocconi, parassiti, nevrotici ed ambiziosi arrampicatori sociali con cui effondere calamità, fastidio e sconquasso sardonico

Era solito prendere il tè albergando i suoi cavalli da corsa in salotto mascherati da gentilizi nobiliari

Usava comporre cantate barocche per la sola, garbata premura di foderarne l'interno del secchio della spazzatura

Montò due pianoforti clavicordi, uno sul tetto della sua Rolls Royce e l'altro profondato nel mezzo di un pantano, che raggiungeva tronfio vestito da palombaro

E sempre con uno scafandro si fece pervenire all'Esposizione Surrealista Internazionale di Londra nel 1936, a sua detta pronto ad immergersi

“Nella profondità del subconscio”

Tinteggiava i pennuti del suo vivaio di smaglianti colori fissando ai loro capini delle maschere per ricreare

“La commedia dell'arte nel cielo”

Severo ma giusto, un cartello al varco dei suoi domini notificava: “I trasgressori saranno decapitati, i cani fucilati, i gatti frustati”

Dava lustro ai suoi poderi erigendo colonne, obeli, capisaldi e persino castelli bidimensionali per arricchire i punti di fuga

Il suo capolavoro fu un pinnacolo insensato alto 140 metri, costruito solo per infastidire i vicini, pascendosi nel gusto del torto impunito

“La cosa migliore di questa torre è che sarà tutto inutile”

L'ingresso alla cuspide del torrione era ufficialmente schiuso solo agli aspiranti suicidi, dietro versamento di una sterlina per usufruire dell'altitudine

Informato che per acquisire esperienza nel nuoto era bastante gettare un cane in acqua e poscia imitarlo, con metodo e maestria nell'operare precipitò il cane della madre da un belvedere, per esaminarlo ed imparare eventualmente a volare

Noto per il sentimento di affetto e protezione verso gli animali, una volta azzannò un canetto poichè aveva il muso troppo somigliante alla nota scrittrice vittoriana George Eliot, che egli esecrava

Rendiamo a lui vanto di magno ermeneuta nell'esprimere in versi pensieri ed affetti:

“Lo zio Fred e zia Mabel. Svenne al tavolo della colazione. Non è che un avvertimento. Terribile non svenire la mattina”

SOMMO POETA

Filosofo di Belle Arti