generazione

Adesso tumblr va di moda, tutti si iscrivono.
Fottetevi. Per stare qui dovete avere dei pensieri profondi, non è come facebook dove ci metti foto mezze nude seguite da didascalie poetiche che non centrano un cazzo. Non toglieteci anche questo, non rendete ridicolo anche tumblr. Qui ci si iscrive per essere salvati e per salvare, voi non avete bisogno di essere salvati e ne tantomeno avete la capacità di salvare. Voi di facebook siete vuoti. Noi di tumblr, abbiamo gli occhi vuoti, ma dentro abbiamo uragani di emozioni.

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My-hypophrenia

Odio le coppie della mia età.
Sono tutte “ti amo”, “sei la mia ragione di vita”, “senza te non vivo”.
Non durano nemmeno un mese.
Aspettate ragazzi, aspettate.
Perché dire ti amo a una persona senza nemmeno conoscerla bene?
Aspettate ragazzi aspettate.
Scegliete bene da chi farvi spogliare.
Sono ricordi che vi porterete dietro tutto la vita.
Aspettate.
È tutto facile i primi mesi.
Tutto nuovo, tutto bello, tutto perfetto.
I difetti esistono e l’amore è affrontarli e accettarli insieme, non è vedersi spesso e scopare.
Amore è conoscere una persona con tutti i suoi difetti e volerla comunque perché non importano.
Amore è annullarsi se è necessario, ingoiare l’orgoglio.
Amore è altro ragazzi, per favore capitelo.
La parola “ti amo” sta perdendo pian piano tutto il suo valore come il sentimento stesso dell’amore.
Generazione del cazzo.
Aspettate ragazzi, aspettate.
—  Quelchevuoivedere
“Siamo la generazione della sigaretta elettronica alla nocciola e degli i-phone a cui cambiare la cover ogni giorno. Siamo la generazione delle reflex e delle foto tutte uguali con mille mila “mi piace” che tutti criticano. Siamo la generazione di tumblr, di twitter, cutforbieber, delle domande anonime su ask, delle conversazioni notturne su whatsapp e delle foto fatte con la fotocamera interna del cellulare che finiscono su facebook in tempo reale. Siamo la generazione dei “mi piace”, delle mode che nessuno segue e di quelle che seguono tutti credendo di essere alternativi. Siamo la generazione dei nuovi hipster, dei soliti idioti, degli sgommati, degli Acchiappa-sogni tatuati, di Saviano, Travaglio, Guzzanti. Siamo la generazione dei braccialetti della fortuna , dei diari della comix, delle storielle estive che finiscono e di quelle che durano tutta la vita. Siamo la generazione dei pazzi irrecuperabili ma nessun Kerouac scriverà storie su di noi. Siamo la generazione che ascolta rap e pseudorap, la generazione delle fandom e dei bimbiminchia, la generazione degli youtubers e delle pagine sul calcio che si fanno guerra su Facebook. Siamo la generazione delle menti distrutte da pazzia ma senza Ginsberg a raccontarla. Siamo la generazione dei fan di Lady Gaga che insultano quelli di Taylor Swift, la generazione delle attrici della disney ormai cresciute e spudorate che cantano facendo video e live mostrando il culo. Siamo la generazione di Skins, Pretty little liars, Gossip Girl e degli spotted per sputtanarsi. Siamo la generazione di Cinquanta sfumature di grigio e del libro della Parodi besteller, la generazione di twilight, true blood, teen wolf e la vita segreta di una teenager americana. Siamo la generazione di American horror story, della nails art, degli autolesionisti, dei graffiti, della patente ritirata per un mese per 0,6 grammi, delle bulimiche insultate a scuola, dei gay e dei fan di Bieber pestati per strada. Siamo la generazione X di Mondo Marcio, quelli del “cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero”di Brondi. Siamo la generazione dell’amore ai tempi dell’ikea e dei licenziamenti dei metalmeccanici. Siamo la generazione di skype, Viber, chaton„ wechat e altre migliaia di applicazioni per la comunicazione che probabilmente quella vera la stanno distruggendo. Siamo la generazione di instagram, di weheartit, di Flickr, degli hashtag, delle tinte rosa, blu, verdi, dei lobi sfondati, dei pearcing e dei tattoo. Siamo la generazione di Balotelli al Milan, di Alessandro Del Piero dalla Juve al Sydney, di calciopoli, calcioscommesse, dei fan di Messi contro i fan di Cristiano Ronaldo, di Cavani al Psg e milioni e milioni e il fair play. Siamo la generazione che esulta quando trova la wi-fi libera, di youtube, vevo e i video porno. Siamo la generazione delle tredicenni precoci e dei genitori ignari. Siamo la generazione del mySky e on demand, di mediaset premium, tv in 3D, di primafila, dei contratti a tempo determinato, delle tasse universitarie che aumentano, di chi lascia la scuola, delle serate in disco, dei falò in spiaggia, degli scherzi telefonici e dei messaggi sinceri inviati alle due di notte da ubriachi. Siamo la generazione di chi crede ancora che ci sia giustizia e chi invece “ACAB”, la generazione delle risse il sabato sera, degli incidenti stradali, di noi wind unlimited e le bizzarre acconciature. Siamo la generazione degli zaini della eastpack, degli occhiali della Ray Ban, delle converse, delle vans, delle air max, delle Jordan, delle hogan, dei pusher nei vicoli e i cappellini da rapper. Siamo la generazione di Pou, di Candy Crush saga, di Ruzzle, di farmville e le richieste ignorate, di avast antivirus e in-segreto. Siamo la generazione di Google Chrome e mozilla firefox, delle notifiche agli accessi, dei letti morbidi ma non confortanti come le braccia tra cui vorremmo stare. Siamo la generazione di America’s next top model, del figlio William e Kate in prima pagina, del cibo spazzatura e delle pizze a domicilio che salvano le serate. Siamo la generazione delle citazioni di Bukowski, la generazione delle frasi su questa generazione, delle ricerche su Wikipedia e le versioni di latino copiate da internet. Siamo la generazione dei programmi su real time, di Jersey shore, delle creste alla El Shaarawy, delle ragazze che amano il calcio e di quelle che lo seguono per moda. La generazione delle marlboro alla menta, della Nutella, di Belen Rodriguez, Fabrizio Corona e i rolex dei calciatori rubati. Siamo la generazione della marijuana per iniziare le serate e dell’hashish per concluderle. Siamo la generazione della vodka alla pesca, della birra al limone, del bacardi, della cocaina e gli idoli morti in rehab a 27 anni. Siamo la generazione di Iron man 3, delle file agli apple Store, dei giovani un po’ persi e di quelli persi del tutto. Siamo la generazione dei disoccupati ma con l’S4, dei cassaintegrati, delle vacanze ad Ibiza, di Selvaggia Lucarelli, Paolo Fratter, Il Cavaliere e l’Imu. Siamo la generazione dei giovani che in fondo l’hanno capito che c’è qualcosa di strano in questa generazione. La generazione più criticata, più sottovalutata, quella che si sta svegliando e l’ha capito che potrebbe cambiare il mondo e fottere tutti. Siamo la generazione che nonostante tutte le stragi, i dibattiti in tv, la violenza sulle donne, le mafie, la droga, l’omofobia, la crisi, la fuga dei cervelli, Berlusconi, le scie chimiche, la Libia, l’Egitto, le intercettazioni e tutto il resto, qualcosa da raccontare la lascerà senz’altro…solo che dobbiamo ancora scoprire cosa. ”
Non ci fermiamo alle precedenze
Ma ci fermiamo alle apparenze
Abbiamo più punti interrogativi che punti di riferimento
Guardiamo tutti le stesse cose
Indossiamo gli stessi vestiti
Mettiamo le stesse scarpe
Siamo specchi che non riflettono
Prigionieri del presente in un paese senza futuro
O reagiamo o ci troviamo a cucire l'orlo del baratro
E a quel punto i rimorsi faranno più male dei morsi
—  Fedez - generazione boh.
Siamo una generazione che crede nella libertá ma non puó averla
Non ancora almeno
Siamo obbligati a frequentare scuole dove ti trattano di merda convinti che cosí tu ti impegni di piú
Ma non capite che siamo tristi? Non capite che basta un niente per farci crollare tutto addosso? Non capite che se io non studio non è detto che sia perchè sono svogliata ma forse perchè non ci riesco? Non capite che se in classe non riusciamo ad andare d’amore e d’accordo non vuol dire che siamo cattivi?
Forse non sapete cosa vuol dire, o semplicemente non ve lo ricordate piú, ma noi soffriamo cazzo!
Siamo umani, come voi
Anche se voi per un dilatatore, un tatuaggio , una sigaretta in bocca o un amore diverso, ci giudicate “bruciati”, noi non lo siamo, siamo liberi.
E non perchè “conciati cosí non troverete mai un lavoro” allora uccidiamo la nostra voglia di libertá. Come molti di voi hanno fatto.
Tanto noi nemmeno lo troveremo un lavoro, come continuate a ripeterci dall’etá di 10 anni, in modo da iniziare ad incoraggiarci da subito
Al diavolo cazzo!
La vita è solo una
La viviamo come vogliamo
E forse noi a 40 anni avremo il coraggio di dire ai nostri figli
“io credo in te, ti amo piú della mia vita, ma ora va, e vivi la tua libertá! Ama chi vuoi e sbaglia mille volte e mille altre ancora. Perché sbagliando s’impara… A vivere.”
—  lepersonenonmipiacciono