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PIETRO

Italia, 2010

Regia: Daniele Gaglianone

Interpreti: Pietro Casella, Fabrizio Nicastro, Carlotta Saletti

Pietro (Pietro Casella) è una quasi trentenne torinese con un leggero ritardo mentale. Vive con il fratello tossicodipendente, del quale s'occupa e sopporta le angherie, fatte di (in)consapevoli prese in giro e vessazioni, tra le quali il ridicolizzarlo davanti agli “amici” e rubargli i pochi spiccioli guadagnati con la distribuzione di volantini. Pietro sopporta, si carica tutto addosso, parla poco, non capisce bene ma non importa. Un giorno Valentina inizia a lavorare con lui: anche lei pare confusa e perennemente disorientata, sfruttata in vari modi dal datore di lavoro. L'incontro tra i due scatenerà in Pietro qualcosa di sopito.

Girato con pochi mezzi e di breve durata (un'ora e un quarto), “Pietro” è ottimo nel delineare emarginazione e alienazione, volontarie o meno: il fratello tossico sceglie di non appartenere al mondo che lo circonda, Pietro invece ci si trova in mezzo e si chiede come sia finito lì. Non si può evitare d'affezionarsi al protagonista, grazie anche all'accorata interpretazione di Pietro Casella: mai esagerato, convincente, dimesso, quasi commovente nella scena in cui, per proteggere Valentina dalle canzonature degli amici del fratello, durante una serata al bar, la abbraccia e le canticchia De Gregori all'orecchio, creando una bolla nella quale i due si possono nascondere, una sorta di Tempo delle Mele incattivito. Forse approfondire il rapporto tra i due sarebbe stato interessante: il regista preferisce concentrarsi su Pietro e sul rapporto che ha con il mondo (é pur vero che il film non si chiama “Pietro e Valentina”, comunque). Ne esce il ritratto di un alieno quindi, di qualcuno che vive in una società che non gli appartiene e non lo sostiene (i genitori non ci sono più).

L'unica nota stonata è forse l'interpretazione troppo sopra le righe di alcuni, vedi lo spacciatore, tutto mossette e atteggiamenti fin troppo impostati (ha pure una risata antipatica).

Un film oscuro, da un regista abile e promettente. Avrebbe meritato ben altra fortuna e distribuzione. Da vedere.

Curiosità: I protagonisti (già in un altro film di Gaglianone, “Nemmeno il Destino”) fanno parte dei Senso Doppio, comici passati anche per Zelig.