g:17

17-05-15
Ciao I.
So che ti ho scritto solo ieri, ma non resisto più.
Ho scritto il tuo nome su un foglio a cui ho dato, in seguito, fuoco, sperando che così muoia anche il tuo ricordo.
Ma nulla, non ha funzionato.
La cenere sfrigolava ancora, quando una folata di vento la scombinò tutta. Rimasi lì, impietrita, a fissare il vuoto e piangendo. Tutte le lacrime urlavano qualcosa, una promessa, forse, o vendetta, chissà.
Nella doccia oggi ti ho pensato per sbaglio e ho pianto ancora, odiandomi per esserci cascata.
I fiori non hanno più quei bei colori di prima.
Sanguinano, i papaveri.
I petali rossi sbiadiscono e sanguinano, a causa di ciò che rappresentano: sogni.
Sogni, illusioni, rappresentano ciò che ci uccide.
Ho colto un papavero.
Sanguinava.
Mi sono guardata dentro.
Sanguinavo anche io.
Siamo morti dissanguati, io e il papavero.
Non ho lottato per salvarlo, per salvarci.
Siamo morti, così come ci si ritrova a sognare.
All'improvviso.
—  @tempestanotturnadicaosinfinito

I’d just like to say, I actually made it. If you asked me about my birthday a year an a half ago. I would have told you it wasn’t going to be a actual thing but look who is posting this. It’s 18 minutes into my birthday and I can’t stop crying because I cannot process that I have gotten to today oh my. Just wow.