futurafrika

Nome: Theophilius (Theo)

Blog: @futurafrika

Primo post: novembre 2013

Dopo aver letto questa intervista sarete accarezzati da una brezza particolare, vedrete luoghi lontani e sentirete il sapore dell'Africa. @futurafrika è un blog speciale e Theo ci mostra che l’arte africana ha più volti e non smetterà mai di stupirci. 

Ciao Theo, siamo curiosi di conoscerti! Chi sei e che cosa fai?
Hi everyone! Tutti mi chiamano Theo e talvolta dimentico di chiamarmi Theophilus. Sono originario del Ghana, amo la pearà e il risotto al tastasal, e ho calcato per la prima volta il suolo africano solo lo scorso marzo. Studio medicina, ascolto principalmente black music e afrobeats, tifo i Lakers e l’Inter, e nel tempo libero cerco di approfondire la mia passione per l’universo diasporico e il mondo africano – spaziando dalla letteratura al cinema, dalla fotografia alla moda, dalle questioni sociali all’arte.

In che cosa consiste il progetto del tuo blog Futurafrika?
Premessa: mi viene difficile definirlo blog perché non mi ritengo un vero blogger. Preferisco definirlo come un semplice spazio virtuale dove mi limito a condividere le storie più interessanti e le novità più cool della scena culturale africana e afro-discendente. (Per afro-discendente intendo gli afro-americani, i caraibici, gli afro-latini, gli afro-europei e le meno conosciute comunità afro-diasporiche che vivono nel Medio-Oriente, in Cina e nel resto delle regioni del mondo che non ho citato ahah).
Oltre a questo, posto riguardo eventi letterari e mostre in Italia, quando non sfuggono dal mio radar, che hanno come protagoniste/i le voci autorevoli africane e diasporiche. Il primo esempio che mi viene in mente è lo scrittore e fotografo nigeriano-statunitense Teju Cole che ha presentato lo scorso Aprile il suo libro “Punto d’Ombra” e ha inaugurato contemporaneamente la sua prima mostra fotografica alla Galleria Forma di Milano.

Da dove provengono principalmente gli artisti che mostri nel tuo blog?
Cerco di far passare un sentimento panafricano, le/gli artiste/i che mostro quindi provengono un po’ da tutto il mondo e non solo dal Continente: l’obiettivo infatti è quello di non creare “centri e periferie” nel ‘narrative’ legato al mondo culturale africano e diasporico. Quindi mi piace mostrare tanto le opere di un’artista marocchina come Tasnim Baghdadi quanto i lavori di un’artista trinidadiana come Brianna McCarthy. Ma condivido anche i lavori di artiste/i non africane/i e non diasporiche/i. Mi vengono in mente, ad esempio, Maïmouna Guerresi e Glenna Gordon. Due grandissime fotografe che, pur non essendo legate all’Africa da un legame sanguigno, riescono comunque a trasmettere nei loro lavori l’umanità, l’eleganza, la resilienza e la normalità della donna africana.

Keep reading

FOKN BOIS (@FOKNBOIS). 

Eccentrico super duo ghanese composto da M3NSA (“Ghana’s number one beat maker”) e Wanlov the Kubolor (l'African Gypsy rumeno-ghanese).

Uno dei meriti più grandi che va attributo ai Fokn Bois è quello di aver creato il primo musical in lingua pidgin english: “Coz Ov Moni” [“‘Cause Of Money”]
Uscirà prossimamente “Coz ov Moni 2”.