furetto

Da quando ho imparato a camminare è sempre stata una questione di ‘addii’
Ho detto addio al ciuccio.
Ho detto addio al girello.
Ho detto addio al sediolone.
Ho detto addio al mio cane, dopo 5 anni che stava con me.
Ho detto addio alle scuole materne, alle elementari e pure le medie.
Ho detto addio alle barbie.
Ho detto addio al mio pesciolino rosso, al coniglio, al furetto e pure agli svariati pulcini che ho avuto.
Ho detto addio alle mie scarpette rosa che adoravo tanto.
Ho detto addio al mio vestito preferito.
Ho detto addio quel maledetto giorno che mia nonna mi ha lasciata sola.
Ho detto addio alla mia amica di banco.
Ho detto addio al mio primo amore.
Ho detto addio a tante cose, a tante persone, a tanti momenti.
E ora mi ritrovo forse, a dire l'addio più difficile della mia vita.
Perché non c'è cosa peggiore di quando devi dire addio a qualcuno che ha già deciso senza di te.
Perché davvero, se fosse stato per me non ci saremmo arrivati mai a dirci addio.
Sai com'è, mi conosci..
Odio le lacrime e le lacerazioni al cuore, odio il batticuore, la tachicardia e gli blocchi respiratori.
Odio i nodi alla gola, le mani che tremano, gli occhi gonfi e il naso rosso.
Odio fingere che vada tutto bene, sorridere e mandare giù bocconi amari.
Odio tante cose.
Ma più di tutto, odio il fatto che tu adesso, mi stai dicendo addio.
Senza darmi modo di rimediare, senza darmi modo di replicare, senza darmi modo di sputarti in faccia tutto il mio amore.
Senza un bacio, senza una carezza, senza uno schiaffo.
Tu mi stai dicendo addio e pretendi che io faccia lo stesso.
Che ricominci da capo.
Che mi svegli domani senza pensare 'niente buongiorno neanche oggi’ che passi una giornata così, senza pensare che tu esisti, e che, anche se per poco hai fatto parte della mia vita.
Pretendi che mangi, che non pianga, che dimentichi.
Pretendi che vada avanti e che ti lasci andare avanti.
Mondo rotondo, nessuna strada secondaria, tu corri io ti inseguo.
Tu inciampi io ti rialzo.
Era così.
Come posso cambiare strada se ogni direzione mi porta da te?
Come posso pensare ad altro se ogni cosa mi parla di te?
Come posso? Come faccio?
La forma di addio peggiore è quella non detta, quando l'altra persona, decide per entrambi.
I Bentvueghels

Fra il 1620 e il 1720 circa nacque e prosperò a Roma una particolare organizzazione di mutuo soccorso detta Schildersbent (in olandese “clan dei pittori”), i suoi membri si conoscevano fra di loro con il termine Bentvueghels (“i simili”). Scopo dell'organizzazione era fornire supporto e rifugio a quella miriade di pittori fiamminghi (con qualche eccezione solo per i tedeschi) che, attirati dal fascino esotico dell'antica Roma, molto in voga allora nelle accademie, decidevano di stabilirsi nel paese delle belle arti e della classicità per condurre vita da artisti. Una capacità di attrazione formidabile che oggi farebbe la fortuna di albergatori, affittacamere e B&B, ma all’epoca il movimento diede non poco filo da torcere alle autorità artistiche e religiose, l'associazione si mise infatti da subito in urto con l'Accademia di San Luca, l'organo ufficiale attraverso il quale il Vaticano controllava gli artisti e imponeva i tributi.

Nel 1620, Urbano VIII concesse il diritto all'Accademia di San Luca di stabilire chi poteva esser considerato “artista” a Roma e tredici anni più tardi, nel 1633, le diede la capacità di poter tassare tutti gli artisti ed il monopolio su tutte le commissioni pubbliche dello Stato Pontificio. L'accademia entrò sotto l'alto patronato del nipote del Papa, il cardinal Francesco Barberini, Sr.” (wikipedia)

I Bentvueghels, protestanti e piuttosto allergici alle autorità religiose, si rifiutavano di pagare il tributo smerciando le proprie opere per strada, guadagnandosi così la nomea di pagani e tiratardi, di festaioli sregolati e impenitenti; i loro rito di iniziazione, ampiamente documentato, prevedeva un baccanale in cui l'iniziato impersonava il dio Bacco in una sorta di toga party della Delta Tau Chi in stile Animal House. Ogni membro doveva poi scegliersi un nome di battaglia, così Jan Frans van Bloemen, alias Orizzonte, Jan van Bunnick, alias Keteltrom o Timballo, Jan Linsen, alias Hermafrodito, Abraham Genoels II, alias Archimede per le sue conoscenze di matematica, Pieter van Laer, alias Il Bamboccio per il suo aspetto infantile (da cui nacque poi la scuola detta dei “bamboccianti”) e così via. Seguono diapositive.

(Jan Frans van Bloemen, alias Orizzonte, Veduta della campagna romana nei pressi di Tivoli)

(Pieter van Laer, alias Il Bamboccio, Sosta di cacciatori)

(Bartholomeus Breenbergh, alias Het Fret, il furetto, Veduta ideale con rovine romane, sculture ed un porto)

(Johannes Glauber, alias Polidoro, Paesaggio arcadico)

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Lucy got herself trapped and the boys are trying to break her out but Lucy proves she’s no damsel in distress. #ferret #ferrets #lucy #video

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Charlie, what are you doing?

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