fruizione

Perchè la Sardegna costa più di altre destinazioni anche se sei italiano?

Ve lo confesso, io ho un amore atavico, spropositato e genuino per la Sardegna e per i suoi abitanti (a cui però non ho mai perdonato l’aver abboccato e il continuar ad abboccare alle promesse che arrivavano dal continente, sopratutto in termini di piani industriali e cose simili).

La Sardegna è tra le pochissime regioni in Italia in grado di offrire una varietà di esperienze culinarie, culturali e ambientali veramente elevata.

Dalle spiagge caraibiche alle pinete, passando attraverso altopiani pietrosi e valli coltivate.

Cazzo la Sardegna ha anche le dune! (Cercate Piscinas con Google)

Ma allora perchè la Sardegna costa più di altre destinazioni anche se sei italiano?

Innanzi tutto: è colpa dei Sardi? 

La risposta è semplice: no.

L’unico modo per accedere alla Sardegna con prezzi accessibili è conoscere una persona del luogo.

Tutto il resto dai traghetti ai voli, dagli spostamenti lungo l’isola al pernottamento è in mano a quella che potrebbe quasi esser descritta come una lobby che decide prezzi, tempi e modalità di fruizione di qualsiasi cosa.

Quello che però sfugge al turista che si lamenta di tutto questo è che sotto questo schiaffo sono costretti a vivere anche tutti quei sardi che non fanno parte della compagnia di giro menzionata qui sopra.

Infrastrutture carenti, trasporti lenti e poco frequenti, servizi inefficienti.

Solo che i Sardi con questo ci devono convivere tutto l’anno.

La Sardegna è vissuta come se non fosse una vera e propria Regione italiana ma solo una destinazione turistica per alcuni mesi l’anno.

Credo che questo sia uno dei tanti motivi per cui non mi opporrei alla richiesta di indipendenza (salvo che non riuscirebbe purtroppo a resistere senza quello che è ormai un abbraccio mortale da Roma).

Il termine inglese che spiega perchè i prezzi siano così assurdamente alti è exploited.

La canzone del sole
Lucio Battisti
La canzone del sole

Riusciamo ad Ascoltare veramente una canzone strafamosa, a Leggere un classico della letteratura, a Mangiare un piatto di un grande Chef, ad Indossare un abito di un grande stilista?

O per farlo abbiamo bisogno di azzerarci, di dimenticare tutto e rifare nuovo il nostro sguardo, il nostro gusto, il nostro corpo. Di essere maledettamente attenti e sinceri?

consigli per l’università

Mi rivolgo principalmente a @kon-igi e a @cartofolo perché hanno un buon seguito (e quindi ottima cassa di risonanza alla mia richiesta) e tanti amici che si interessano di un bel po’ di cose.
Mia figlia diciottenne dovrebbe cominciare a farsi un’idea di quale università scegliere il prossimo anno, soprattutto per non ritrovarsi a doverlo fare nell’arco di un mese e mezzo (tra fine esame di stato e iscrizione) finendo con lo scegliere a cazzo ehehe. Come tanti ragazzi non ha per nulla le idee chiare. Da padre che si preoccupa, vorrei darle un quadro della situazione attuale in termini di sbocchi possibili e seguire in ogni caso le sue attitudini. Lei studia lingue, riesce molto bene e le piace ma di sicuro non vuole fare l’insegnante o la traduttrice.
Buona propensione per le materie umanistiche, un po’ meno per quelle matematiche (ma comunque va bene). Si impegna e lo studio non la spaventa.
Vorrebbe (ora dice ma ha cambiato molte volte idee) fare la psicologa e mi andrebbe anche bene, perché è una sua scelta ma sono preoccupato per il seguito.
A me piacerebbe che non mollasse le lingue, nel senso che qualsiasi percorso universitario scelga ci fosse la possibilità di avere un approccio di tipo linguistico in modo da non precludersi possibilità di lavoro anche fuori dall’Italia (perché ahimè qui al sud è più nera della mezzanotte). Vedo che tira molto il campo gestionale, oppure il marketing agro-alimentare (siamo zona di vini e di olio e ci sarebbe un bel po’ da fare). Oppure assecondare anche una sua passione per le arti (non ha un talento in particolare ma le piace la fruizione di musei e di mostre).
Che cosa mi consigliereste? Io sono fuori dai giochi da un bel po’ e di certo non le consiglierei la mia laurea (architettura) visto i tanti colleghi disperati e a spasso senza lavoro (è un momento nerissimo per la nostra professione forse più di tante altre). L’idea di fondo sarebbe farle fare la magistrale in Campania e poi la specialistica altrove, anche all’estero, facendo un po’ di sacrifici.
Mi aiutereste ad avere delle tracce da seguire in modo di farsi un’idea chiara di quel che c’è?