friggere

Ciao amore mio

Il volo è in ritardo, sono agli arrivi (all’aeroporto della mia città), il pensiero al parchimetro ancora cinque minuti se non compare dietro quelle porta scorrevole mi faranno la multa. Faccio la spola tra gli arrivi e la vetrata guardo fuori non vedo vigili… “Ciao”, le sue mani sui fianchi, mi giro e sono tra le sue braccia ‘Ciao…’ si china per baciarmi, non mi da nemmeno il tempo di guardarlo… Con le mani sul petto provo a spingerlo via “Dobbiamo andare… parcheggio… scaduto… multa… Scemo ci guardano!”. Stacco le labbra dalle sue con decisione, ho la sensazione di aver fatto la cosa sbagliata, non volevo farlo davvero, Max sorride, gli accarezzo la guancia con dolcezza, realizzo che è qui davanti a me “Ciao” dico, probabilmente ho l’aria sognante. Si sistema il borsone sulla spalla mentre mi tira per la mano “Andiamo”, la mia fretta è andata a farsi friggere, vorrei abbracciarlo ancora e guardarlo e baciarlo. Dopo. Dopo lo farò. Camminiamo a passo svelto, arranco dietro di lui. La sua schiena, dritta, non si piega al peso del borsone, non ha dolore, sospiro per la contentezza. La macchina si apre appena siamo vicini, è la sua, domenica sono stata dai suoi genitori e l’ho presa per evitargli di tornare a casa in treno. “Chi guida?” chiede “Tu!“. Un vigile si avvicina indica l’ora, salgo veloce in macchina mentre Max posa il borsone nel cofano, gli dice qualcosa, sorridono, si mette alla guida, accende il motore e parte. Lasciamo l’aeroporto alle nostre spalle, percorre qualche metro e improvvisamente ferma la macchina, scende, apre la portiera per farmi uscire e potermi abbracciare come si deve, stretta, la testa sul suo petto “Ciao amore mio”…

più ci penso più mi convinco che lasciare tutto e andare a friggere patatine in Irlanda nel ristorante di mio zio sia la cosa più giusta da fare

– Nel periodo di carnevale si friggono anche in Valle d’Aosta golose bugie che in tanti qui chiamano “merveilles”! Si preparano ancora secondo le antiche ricette delle nonne con ingredienti genuini tra i quali la grappa, distillata di buone uve valdostane.
Ingredienti
- 50 gr di burro
- una bustina di vanillina
- 3 uova + 1 tuorlo
- una bustina di lievito
- 70 gr di zucchero
- due cucchiai di grappa valdostana
- un pizzico di sale
- 500 gr. di farina
- olio si semi per friggere
Sbattere le uova con una frusta insieme allo zucchero. Su una spianatoia porre la farina setacciata, aggiungere il lievito, il sale e la vanillina; unire le uova sbattute, il burro e la grappa. Lavorare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una palla morbida ed elastica e lasciarla poi riposare coperta per ½ ora. Trascorso questo tempo tirare la pasta in una sfoglia sottile con l’apposita macchina e ritagliarne dei rombi o dei rettangoli. Friggere le merveilles in abbondante olio bollente, scolarle e servirle spolverizzate di zucchero.
Bon appétit!

La vita di un essere umano maturo, indipendente, dovrebbe essere regolata solo da due domande da porsi ogni giorno.
- Sì, ma cosa voglio mangiare stasera?
- Ok, ma a che ora desidero andare a dormire?

Nella prima c’è amore verso se stessi, il darsi un obbiettivo quotidiano, un premio che sfocerà in qualcosa concepito per darci gioia.
Nella seconda c’è la comprensione dei propri limiti e il capire che non bisogna strafare, sia per accontentare gli altri che per comprendere se stessi.

Un esempio pratico.
- Ehi dai stasera andiamo a mangiare in un nuovo ristorante che ha aperto, piatti di prima qualità, roba salutare, conosco lo chef, sicuro ci fa un buon prezzo e ci offre una bottiglia di vino!
Domandare a se stessi: Sì, ma cosa voglio mangiare stasera?
Risposta: Ho voglia di friggere una quantità volgare di sofficini e mangiarli mentre sporco ogni centimetro della mia canottiera e bevo birra in offerta speciale.

- Mi spiace, avevo già qualcosa in programma!
- Ah che peccato! Vabbé, facciamo che ci raggiungi dopo cena, ci sono queste due tipe che vorrebbero conoscerti, andiamo in quel locale che sta aperto fino a tardi, un mio amico mette su i dischi, ci danno sicuro il divano e vedrai che qualcosa si combina!
Domandare a se stessi: Ok, ma a che ora desidero andare a dormire?
Risposta: Ho desiderio di addormentarmi con la faccia nel piatto non appena l’ho sgombrato da tutti i sofficini e svegliarmi solo per gettarlo a terra e stendermi meglio sul divano finché l’alba non mi dice di andare a letto.

- Guarda, non è proprio serata, il programma è già deciso e non so nemmeno come farò a fare tutto quello che ho pensato!
- Ooooh ma quindi roba seria?
- Serissima!
- Ti invidio!
- Dovresti!

Sai cosa mi piace?
Quando, dato che stiamo giorni interi insieme, la nostra conversazione di Whatsapp è in fondo alle altre. Quando per dirti che ho fame non devo scrivere nessun messaggio, mi basta “bussare” sullo stomaco. Quando posso impedirti di dormire tenendo alto il volume della musica, e non è necessario inviarti decine di insulti affettuosi. Quando devo accendere lo scaldabagno appena arrivo a casa, perché tu fai la doccia prima di andare a dormire. Quando compro l'insalata insieme all'olio per friggere. Quando nel posacenere trovo le mie Marlboro e le tue double. Quando cerco i jeans e trovo la tua maglietta. Quando il tabacco è aperto e non perfettamente sigillato. Quando lascio l'accendino in un posto e lo ritrovo da un'altra parte. Quando metto sotto il cuscino il tuo pigiama e quando metto insieme al mio accappatoio l'asciugamani grande.

Domani torno giù. Ma salgo presto, giusto il tempo di sentire la mancanza di tutto questo.

—  Messaggio per la mia migliore amica.
domande che mi affliggono
  • ma dov’è che jax e fedez comprano gli esami all’università? così, per sapere.
  • ma che fine ha fatto nelly furtado?
  • perché non è socialmente accettato andare in giro col pigiama? ho visto gente vestirsi peggio del mio completino rosa confetto con scritto DON’T BE SCARED con tutti cuoricini ovunque
  • ma perché la domenica deve essere così pigra e tutti i miei buoni propositi vanno sempre a farsi friggere?

Posso fare causa a mia nonna per aver cominciato a friggere l'impossibile adesso che ho appena fatto lo shampoo?

Piatto del giorno: Mozzarella in carrozza

Adatta a tutte le stagioni è una tipica ricetta campana.


Ingredienti 


Farina q.b.

100 ml. latte

3 uova

400 gr. di mozzarella di bufala (o fiordilatte)

400 gr. di olio extravergine d'oliva per friggere

16 fette di pane in cassetta (o pancarrè)

Pepe macinato a piacere q.b.

Sale un pizzico


Preparazione


Prendete le fette di pane in cassetta o di pancarrè ed eliminate i bordi scuri tagliandoli con un coltello affilato. Tagliate le mozzarelle a fette non troppo sottili (fino a 1 cm) e disponetele su 8 fette di pancarrè, evitando che fuoriescano dai bordi. Coprite con le altre restanti 8 fette e premete bene.

Tagliate diagonalmente o a cerchio con l'aiuto di un bicchiere fette e mozzarella, ottenendo le vostre formine. Mettete della farina in un piatto e sbattete le 3 uova in una ciotola assieme al latte, al sale e al pepe macinato.

Passate i triangolini prima nella farina, ricoprendo bene anche i bordi laterali, e poi, nel composto di uova per evitare la fuoriuscita della mozzarella durante la frittura. Ripetete la stessa operazione fino a terminare gli ingredienti.

Scaldate in una padella l’olio e quando sarà bollente immergete i “sandwich” facendoli dorare da ambo i lati. Quando saranno pronti metteteli a scolare su della carta assorbente e serviteli ancora caldi, salandoli in superficie.

HOLY FRIGGER

On Talking Dead Chad just corrected himself from including Beth in the list of the people he loved who appeared that died a horrible death. He said “Lizzie, Mika, Bob…” and stumbled to NOT include Beth in that list.

She’s alive, baby.

7

Le frittole venete (Frìtoe) di mia nonna.
Nel mese di febbraio me ne ingozzava!

Si sbattono 2 uova con 100g di zucchero, due cucchiai di rum, il lievito di birra (25g) stemperato in 60 ml di acqua appena tiepida e si allunga il tutto con 300 ml di latte (tiepido).

N.B. Liquidi troppo caldi possono uccidere il lievito!

Aggiungere 450g di farina 00, buccia di limone è un pizzico di sale, alla parte liquida assemblata precedentemente e mescolare bene. Quindi aggiungere 120g di uva passa ammollata in acqua calda e poi scolata e strizzata.

Far lievitare per 90 minuti, quindi con uno spallinatore x gelato, friggere in olio di semi a 160º girando a metà cottura la frittella per farla cuocere uniformemente.

Fate frittelle piccole o rischiate che restino crude in centro

Quando le avrete scolate e posate su carta assorbente, passatele una alla volta in una ciotola con zucchero semolato finché saranno calde, altrimenti non se ne ricopriranno.