franco e ciccio

8

1964
Titolo originale “I Due evasi di Sing Sing”
(Promotional Posters & Lobbys)

Regia Lucio Fulci

Musiche Ennio Morricone

Soggetto Marcello Ciorciolini

Sceneggiatura Marcello Ciorciolini e Lucio Fulci

Produttore Mega Film Turris Film

Fotografia Bitto Albertini

Effetti speciali Sergio Canevari

Scenografia Saverio D'Eugenio

Interpreti e personaggi
Franco Franchi: Franco Bacalone
Ciccio Ingrassia: Ciccio Bacalone
Arturo Dominici: Alfred Attanasia
Livio Lorenzon: Lemmy Tristan
Poldo Bendandi: Jarchin Enriquez “Lo sfregiato”
Attilio Dottesio: Tony Agnello
Omero Gargano: Joe Pastrano
Renato Terra: Jim Doris
Gloria Paul: Molly Smith
Alicia Brandet: Ruth Allenby
Freddy Mack: Frederick Jones
Vittorio Bonos: Direttore carcere
Nino Terzo: Agente Thompson
Mimmo Poli: Speaker
Alfredo Rizzo: Direttore bagno turco
Enzo Andronico: Scagnozzo Attanasia
Lino Banfi: Amico di Franco

La Francoecicciologia e il Da-sein heideggeriano.

 

Prima di tutto, Sbandierologia. O Polsologia applicata. O Teoretica delle ironie coreografiche. Un corso per l’immediato futuro. Perche’ lo stretching maieutico del popolo universitario di Aristan e’ “un disastro”, dice il deus ex machina Filippo Martinez. Qualcuno rischia di perdere un occhio, altri agitano solo il bastone: la stoffa rossa e’ maldestramente avvolta su se stessa.

 Tutto pronto per la nuova sessione del corso di Laurea in teoria e Tecniche di salvezza dell’umanita’. Il madrigalista Mauro Manunza rilegge i suoi cartigli. Il gonghista Chicchino Tommasi rigira il pestello fra le mani. Ma il docente di Francoecicciologia, Pietrangelo Buttafuoco, non c’e’. Spedito da Repubblica a Parigi, si occupera’ delle ben piu’ fatue elezioni presidenziali francesi. Il destino d’Europa, invece, si gioca a Cagliari, nella sala conferenze del T-Hotel. Qui non si racconta la storia, la si elude con lo studio delle Scienze della Felicita’. A sostituirlo il suo capace assistente Francesco Pontorno, critico letterario e siculo DOC. La vestale dell’oblio e le ancelle della vestizione procedono al passaggio di toga. Si comincia. Francoecicciologia uno, ovvero il soprassedere e il da-sein heideggeriano

Perche’ bisogna esistere per esistere, non per insistere, secondo il filosofo tedesco. Cioe’, semplificando assai, l’uomo deve sciogliersi nell’esistenza come zucchero nel caffe’. E chi meglio di Franco e Ciccio, picciotti affamati dell’affamata Sicilia postbellica, calzolai, guitti per caso, firmatari poi, con la furia che nasce nella memoria dell’arricchito, di infiniti contratti cinematografici.Le liti di coppia, la pace. Fino a recitare per Comencini, Fellini, e Pasolini,  “perche’- come diceva quest’ultimo- la rabbia e’ un elemento fondamentale del talento”. La rabbia e la fame. Lo zeitgeist, lo spirito dei tempi, nel fattore alfa della coppia, Franco. Nella folta zazzera prima, e nel volto spremuto dalla cirrosi poi, nel 1992, durante la sua ultima apparizione, per difendersi dalle accuse di collusione con la mafia di Michele Greco. “Dentro di me Franco Franchi non puo’ andar via”, mormora Ciccio Ingrassia ai funerali. Da-sein, come zucchero nel caffe’.Gong.

 Sale in cattedra Massimo Deiana, preside dell’Irrealta’ per Aristan e di Giurisprudenza per Cagliari: Diritto e Felicita’, la disciplina.  Lui, sappiate, non ama il diritto. Lo rispetta. “Bell’uomo di diritto che sei,”, lo rimprovera la madre in macchina, per la cintura non allacciata. Ma l’elusione della legge e’ come “un cucchiaio di nutella per il diabetico” . “Un teologo agnostico”, si definisce. Insomma, diritto e felicita’ sono nemici. Una faida. Struttura e sovrastruttura. Anzi, la felicita’ e’ anarchia. Che fine hanno fatto i capelli al vento in motocicletta? Legge n 3 del gennaio 1986. Il casco. E le sigarette al cinema, o durante le lezioni all’universita’? Stesso mesto destino che salva, e tarpa. Che piace a troppi, pero’. Gli ingegneri che imbracciano il manuale del perfetto condominio, i cavalieri del diritto d’autore in rete, i furbetti del falso in bilancio. Dura lex, sed lex e’ il motto di pedanti e arraffoni. Perche’ la legge e’ partorita dai tempi: uomo lupo dell’uomo, e’ l’alternativa. Il diritto e’ quindi un disagio necessario. Come liberarsi dai pruriti amletici? “Dobbiamo abituarci ad un approccio laico al diritto. Nessun mito, nessuna soggezione. Perche’ sacrificare la vita all’altare della norma significa diventare schiavi, e gli schiavi, notoriamente, non sono felici”. Gong.

Pubblicato da L'Unione Sarda il 7 Maggio 2012.