formula una

No lo sé, no sé como empezar una carta
Ni siquiera se si la vayas a leer ¿Sabes? Y no quiero que la leas, me avergüenza que me veas (o me leas) de esta forma pero en lo más profundo de mi ser quiero que la leas y me veas como en verdad soy, una chica bastante cursi y débil.

Hemos pasado por muchas cosas malas y hay que decir que la mayoría han sido por mi culpa, por mi inseguridad, por mi miedo a que me conozcas a como soy en verdad y te alejes, a que me rompieras el corazón… pero esto último lo hice yo y de paso me lo hice a mi misma.

Sé que esto puede sonar un cliché muy barato pero yo que culpa que ese cliché pegue con nosotros, pero nunca había sentido nada parecido a con otras personas que lo que siento por vos, amor.

Esas ganas de tomar tu mano, las ganas de besarte o simplemente las ganas de estar contigo sin hacer nada pero sintiendo de todo.

Lamento todo lo que te hice pasar, se que eres bastante inseguro y que por lo que te hice pasar aún lo eras más, no tengo una excusa para esto, solo quiero decirte que lo siento.

. Sé que ha veces puedo a llegar a ser una persona muy insoportable, con mis grandes cambios de humor, mis bullying’s sin sentido o mi risa molesta pero es que contigo me sentía tan cómoda, era como si sintiera una paz contigo que con nadie mas ¡Y eso era alucinante! ¿Sabes? Porque cuando empecé a hablar contigo nunca me imagine tener alguna conexión, eras otra persona más en mi vida pero ahora, eres la persona más importante en esta.

Recuerdo la forma en la que te saque la información de que te gustaba, fue bastante gracioso pero aun así tuviste las agallas de decírmelo cuando yo ya lo sabía y tu también sabias que yo sabía.

Sé que al principio tuvimos problemas por mi mudanza, tú no querías que yo me fuera, querías irte conmigo pero yo te trate como un idealista iluso pensando que lo nuestro no iba a funcionar

Y no funcionó

Por mi culpa

No lo sé

A veces pienso que no pasamos por todo lo que pasamos para quedarnos así, sin estar juntos

Nos merecemos estarlo ¿Sabes? Después de la tormenta viene la calma y tu eras mi calma, aún lo eres.

Pero ya no estas y siento que es lo mejor

Tal vez el huracán que hay en estos momentos lleva tu nombre, pero en algún momento se calmará y estará el recuerdo de todos los daños que hay, las heridas y el dolor palpitante de los recuerdos pero esperaré con ansias a que vuelva de nuevo él huracán, a ver si la próxima vez saldrá el arco iris después de la tormenta.

No lo sé, sólo quiero decirte que te amo y que siempre habrá una formula entre los dos.

Non esiste una giusta formula per salvarsi.
Non esiste una ricetta di vita perfetta e soprattutto che possa andare bene per tutti. Nessuno nasce per insegnare la vita a qualcuno ma solo per comprendere come sentirsi più sereno nel proprio personale cammino sociale e interiore.
—  Massimo Bisotti, Fotogrammi dell'anima
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La Formula 1 fotografiada con una cámara de 104 años.

“Recibí esta cámara de mi instructor James Fee mientras estudiaba fotografía en el Colegio de Diseño del Centro de Arte en Pasadena, California”, dijo Joshua a Panda . “Otro estudiante y yo limpié su cuarto oscuro y le ayudé a imprimir sus ediciones, a cambio de esta cámara. Tuve suerte con este porque los fuelles son muy largos y puedo disparar macro con él. Es también la misma cámara que usó Margaret Bourke-White, y está posando en el edificio Chrysler ”.

—Entiendo que para ti Dios sea muy importante. Pero sabes; no todo se trata de él, no todos quieren saber de él, no todos lo ven como una formula mágica para sus problemas. No trato de ofenderte ni cuestionar tus creencias. Pero si hay algo que aborrezco son las personas que tratan de imponer una idea sobre la de los otros. Si ese dios del que tanto me hablas me conoce, ya sabrá qué hacer conmigo o con los demás. Me pregunto si sabrá lo que hace consigo mismo, debe ser un fastidio saber todo. En cualquier caso, creo que la libertad existe en no tener ningún tipo de ataduras o verdades absolutas. Prefiero vivir dudando de mi existencia y que él dude sobre la mía.
—¿Entonces no crees en dios?
—¿Y qué importa si creo o no? ¿Se va acabar el mundo si soy un no creyente? ¿Voy a contaminar al mundo si no rezo? ¿Se supone que son mejores personas los que creen? ¿Van a comprarse el cielo con oraciones en lugar de con acciones? Creo que no te afecta en nada si creo o no y a dios tampoco. La vida continua y cada quien decide cómo vivirla y en qué creer o qué dudar.
—  El Diario De Issac, Joseph Kapone (Novela, 2017)
Poi mi chiedono perchè amo le scienze… prendete la matematica rispecchia benissimo la vita di tutti noi: a volte per trovare la soluzione a un problema basta una formula ed è immediato, ma a volte prima di arrivare alla soluzione bisogna faticare, pazientare, fermarsi, riflettere, ci vuole tempo, ma si trova sempre una soluzione e ditemi se questo non è fantastico.
—  @ila-13

anonymous asked:

Quindi sono l'unica che non ha un uomo e quindi non fa sesso. Mi insegni allora come si fa a farne una quantita' considerevole? Considera che non sono un granche' fisicamente.

Non ho capito l’affermazione iniziale e manco la domanda finale.

Io non so come mai a na certa ve ne uscite con ste domande sul sesso rivolte a me poi che è evidente non abbia un buon rapporto con questo argomento di vita.

Già chiedere come si fa a farne una quantità considerevole? Quanto è una quantità considerevole innanzitutto?
E’ tutto così relativo nel sesso che davvero importa molto molto poco, quasi zero, come tu sia fatta fisicamente e quanto tu ne faccia.
Anche zero va bene, ma immagino che nel mondo in cui viviamo ancorati come delle scimmie bendate a testa in giù se non lo fai sei un reietto.
L’unica verità è che grazie alla nostra cultura cristiano/cattolica per le donne risulta più facile perché ce ne sono talmente tanto poche che la danno via lanciandola dalla finestra che i maschi appena ne beccano una approfittano della fortuna e fanno anche bene direi.
Questa unica e rara perla che beccano in mezzo alle troppe “se non mi ami non te la do, prima ci fidanziamo” può essere anche ciò che comunemente si ritiene uno scaldabagno ambulante e stai certa che se la da via come se non fosse sua trova di sicuro chi se la prende.
Basta uscire, andare in posti frequentati da gente, ambienti con musica, alcol, che ne so, un falò in spiaggia, un pub con musica dal vivo, una festa a casa di amici e provarci a rotta de collo in diversi modi, approccio dialettico, fisico, alcolico che ne so, in tutti i modi che ti vengono in mente.
Così è capace che becchi il fico, come anche lo sfigato che non si lava da mesi.

Così stai certa che trovi il tuo modo e puoi cominciare a darla via così a muzzo, come si dice da me, becchi nel mucchio e chi capita capita.
Vai serena scopare scopi.
Poi quando cominci di solito è come le ciliegie, una tira l’altra.

Ma io immagino che non sia questo ciò che intendi, vero?
Perché se fossi una tipa sicura di se e confidente o non ti fregherebbe di scopare o lo faresti senza problemi.
O sei vergine.
E io immagino anche che oltre ad essere molto insicura tu non sia nemmeno così estroversa, giusto?
E allora perché il tuo pensiero è il sesso? La domanda.
Questo è il frutto del mondo malato in cui viviamo, io mi chiedo come mai tu che ti ritieni non un gran che fisicamente e chiedi un consiglio in anonimo a una persona a caso nel web abbia come pensiero prioritario quello di scopare in modo considerevole.
Perché?

Direi che prima di tutto dovresti fare un lavoro su di te e capire che non esiste non essere un gran che fisicamente e che se prima di tutto non ti ammiri tu e non ti piaci tu potrai anche scopare come un riccio, ma non ne varrà mai la pena, rincorrerai sempre un partner fisso o effimero che sia perché non hai la tua approvazione, ma la cerchi nelle altre persone, è da te che deve arrivare.
E’ come quando hai sete e ingurgiti tanta cocacola, buona cazzo, ma ti fa ingrassare e contro la sete non serve.

Scopare è semplice per certi versi, se lasci intendere che la dai via stai certa che trovi avventori, questa è un po’ come una formula matematica.
Poi però trovato l’avventore quando si stratta di quagliare lo saprai fare? Ce la fai? Mica è lo stesso per tutti.
C’è chi scopa una volta con una persona e ci resta sotto, solo perché non riesce davvero a dividere il solo sesso dal sentimento.
Chi invece gira direttamente senza mutande così è più facile passare da uno stelo all’altro.
Chi scopa e basta senza riuscire a provare nulla nemmeno col proprio partner.
Tu devi capire che tipo sei e gestirlo di conseguenza.

Però se fossi mia figlia io ti farei questo discorso:

Masturbati prima.
Fatti venire da sola.
Vieni vieni e vieni e trova tutti i modi in cui tu sei capace di procurati piacere.
Toccati la fica, dalle un nome e inizia a volerle bene, capisci che è un’arma, ma anche una prigione se non hai un buon rapporto con lei.
Impara a procurarti orgasmi da sola, vedrai che il sesso cambia senso.
Guardati allo specchio e se non ti piaci cambia, cambia vestiti, cambia tinta, cambia taglio, cambia trucco, se quando ti guardi allo specchio ti piaci allora piacerai anche agli altri, portiamo tutti delle maschere alla fine nessuno è quello che vedi quindi nudi siamo tutti diversi da quel che ci si immagina.
Non è un problema.
Una volta che porti uno a letto questo a cazzo dritto non se ne andrà mai perché vedrà il tuo culo grosso o la tua cellulite, sfido io che qualcuno mi dica sia successo.

Fare sesso non è difficile, anche se non si crede di esser belli, io non lo sono, non mi son mai trovata bella, ma a qualcuno piacevo, a qualcuno piaccio, a qualcuno piacerò, misteri della vita.
L’ho data via presto e senza ritegno, facevo sesso perché ero la puttana del paese nel mio giro di amici, adesso se vado in giro non ce n’è uno con cui non abbia scopato giù da me.
Questo è fare sesso in quantità conseiderevole?
Beh non ne vale la pena, son più le volte in cui ho pianto dopo averlo fatto che quelle in cui sono venuta facendolo.
Non ne vale la pena.

Poi certo non ho mai smesso e a tratti ho ripreso come se non avessi avuto altro da fare, ma sto sempre a dire che non è questo il punto, non sono mai stata felice in quei periodi, mai.
Anzi, il sesso sopperiva a quello che mi mancava, ma non mi risolveva l’enorme vuoto che avevo e che era solo un problema mio.

Quando ho smesso, nel senso che ho davvero smesso, come se fossi andata in rehab il mondo intorno a me s’è fermato e io mi son presa del tempo per me e ho capito che non è così importante, non vale niente se non capisci perché lo fai.
Quando ho deciso di smettere di rincorrere qualcuno che mi facesse sentire apprezzata solo perché infilava il suo cazzo nella mia fica ho capito che in effetti non era sto gran che, vivevo bene anche senza
Non fraintendere, io amo il sesso, mi piace talmente tanto che ancora ne ho timore, sono succube mentalmente e non mi libero mai del tutto quando lo faccio perché ho il terrore di non poterne più uscire come mi è già successo.
Sono una di quelle che consiglia di farlo più tardi possibile.
E’ un mito inutile.
E’ bello, ma non ci vivrei.

Breve aggiornamento sulla mia vita:

Mi manca scrivere, mi manca sedermi davanti al pc e discutere del nulla, descrivere l'inafferrabile, lasciare tracce di me un po’ ovunque. Dovrei avere un po’ di tregua, adesso, anche se ci sono esami da dare, voti da convalidare, l'ultima relazione da mandare. Mi sembra sempre di soffocare in un universo tanto bello quando complesso, che assorbe completamente ogni mia energia e prosciuga in me tutto quello che non è altro se non mera fisica, e la cosa più triste è che tutto questo l'ho deciso io per me, che questo per me è il meglio.
Però poi succedono cose belle: case editrici che mi contattano per pubblicare qualche mia poesia e gli attestati che si sommano sul letto, e allora si, vorrei scrivere ancora, scrivere di nuovo e farmi sentire, vorrei non fermarmi mai e usare ogni mio minuto, vorrei sentirmi viva e soddisfatta, non solo felice.
Io sono qui, e sono molto più di una formula o un'ombra.
Io sono molto di più.

Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.
Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.
Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.
Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.
Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.
—  John Lennon (via @seimarzo)

mi sa che non riuscirò mai a relazionarmi decentemente, rimarrò impacciato e incapace di svolgere una buona conversazione se non in rari momenti azionati da non so quale misteriosa spinta, perché nella maggior parte dei casi sento come un blocco che mi impedisce di esprimermi ed essere socievole; si verifica con la quasi totalitarietà dei soggetti, ed è con pochissimi che riesco a dire qualcosa che non sia entro i canoni di una formula cortese e distaccata, dentro un meccanismo di ben calcolati movimenti e parole accuratamente selezionate che mi rendono agli occhi altrui privo di interesse verso un approfondimento della conoscenza o di un futuro dialogo. ho avuto cento possibilità di farmi degli amici a bologna e le ho cestinate tutte, allontanandomi anche da quelle poche che sembravano essere le rarissime ed estremamente occasionali eccezioni

Ho smesso di credere nell'amore quando il mio cuore è stato calpestato e le mie speranze fatte a pezzi;
ho smesso di credere nella reale utilità dei genitori quando ho visto mio padre insultare mia madre fregandosene della mia presenza;
ho smesso di credere nel valore della lealtà quando nonostante le mie fatiche e i miei sforzi non raggiungevo mai i risultati di un disonesto;
ho smesso di credere all'onestà quando ho sentito i rimproveri della mia e ho pagato le conseguenze della mia verità mentre un bugiardo mio complice mi guardava ridendo;
ho smesso di credere all'amicizia che dura per sempre quando sono stata tradita dalla persona di cui più mi fidavo;
ho smesso di credere nelle favole quando mi è arrivato un messaggio dal mio principe dicendo che si era era perso;
ho smesso di credere nella scienza quando di una formula hanno fatto un'arma di distruzione di massa;
ho smesso di credere alla fortuna quando mi sono stancata di aspettarla e ho iniziato a tirarmi su le maniche ed esaudire da me i miei sogni;
ma non smetto di credere nel domani.

Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà.
Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi.
Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.

Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare.
Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento.
Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto!
Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.

Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione.
Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè.
E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.

—  John Lennon

Ubi tu Gaie, ibi ego Gaia.

è una formula matrimoniale latina, pronunciata dalla sposa allo sposo e significa “Dove tu, o Gaio (Gaio e Caio è un nome latino) sei, lì io, Gaia (Caia), sarò”; in italiano si può rendere meglio con “Dovunque tu sia, io lì sarò”.
Una seconda interpretazione potrebbe essere: Dovunque tu sarai felice (gaio inteso come aggettivo), lì io sarò felice. Ovvero: le cose che ti rendono felice rendono felice anche me.

—  Wikipedia

“Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà.
Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.

Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.

Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.”

—  John Lennon