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« In generale l'arte nasce dal desiderio dell'individuo di rivelarsi all'altro. Io non credo in un'arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore. Ogni forma d'arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L'arte è il sangue del nostro cuore »
- Edvard Munch.

[Edvard Munch, Gli occhi negli occhi (1894)]

L'ironia è la più alta forma d'intelligenza e di difesa, non cambia le cose certo, ma t'insegna sicuramente a riderci sopra anzichè piangerti addosso.
—  Contevicino

L'amore genera naturalmente il pensiero dell'eterno. Quando siamo innamorati è facile pensare che lo sarà per sempre.
Ma si può amare davvero per sempre?
Non è facile, ma non impossibile ed è questa, forse, la sua vera magia.
Capita di innamorarsi, ma non capita di amarsi; quella è una scelta.
Ma come è possibile allora amare per sempre?
Bisogna riconoscere che il sentimento cambia, muta di forma, come d'altronde ogni cosa nella vita, imparando, però, a non scambiare il cambiamento per un impoverimento. L'amore prende diverse forme, può nascondersi o confondersi, come dice De Gregori, ma la sua forza sta nel ritrovarsi sempre senza perdersi mai.
Per amare per sempre bisogna innamorarsi infinite volte, ma della stessa persona.
Trovare l'infinito nel finito, il nuovo nell'uguale.
E così l'amore può generare il pensiero dell'eterno, e ancor di più può superarlo.
Supera e deride il tempo, tutte le sue scansioni e le sue abitudini, non sottosta ad esso, non ne ha bisogno.
L'amore sconfigge ogni cosa, perfino il tempo. Perché l'amore continua a vivere, anche quando il resto muore.

-Ilpesodellatuaassenza

La gelosia è una forma d'amore che in pochi capiscono.
—  itsaneverendingnightmare
Vogliamo che la persona che amiamo ci dica d’essersi innamorata di noi perché un giorno, senza neanche pensarci, l’abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro. «Ti amo perché ti gratti il polso in quel modo tutto tuo», questo per esempio vorremmo sentire, piuttosto che: «Ti amo perché sei generoso e affidabile».
C’innamoriamo di minuzie, di riflessi in cui vediamo l’altra persona come pensiamo che nessuno l’abbia mai vista e mai la potrà vedere, e custodiamo questi attimi di unicità in forma d’immagine […].
—  Diego De Silva, Mancarsi
Before the Sunrise. Facendo l’alba a zonzo per Padova

di Lorenzo Innocenti


Ma se uno prima dell'alba è già (ancora?) in piedi, dove può andare per sentirsi meno solo?

Poniamo siano le cinque del mattino e una rara quanto inspiegabile forma d'insonnia vi spinga dalle parti del centro storico, alla ricerca di quelli come voi: gente con due occhiaie così che cammina baldanzosa al centro della carreggiata perché tanto di macchine, prima di un'ora o due, non ne passeranno.

Che fare allora, dove andare?

Un itinerario possibile è questo: ci si trascini fiaccamente sino all'imbocco di via Roma (lato Ponte delle Torricelle), ammirando il vuoto scurissimo che ci avvolge.

Pochi passi ed ecco che già, sulla sinistra, un fulgido esempio d'arte di strada giunge a squarciare le tenebre.

Proseguendo ci può sentire un po’ meno soli accostando l'edicolante di zona, scambiandoci due parole sulla crisi del terziario e aiutandolo a smontare i pacchi di giornali dalla macchina, rimediando così gli spicci necessari al prosieguo della nostra passeggiata, tracimante sia di coolness che di fuckness.

Arrivati in Piazza delle Erbe si colga il fittissimo lavorìo di fruttarioli e verduranti e si usino parte degli spicci per rigenerarsi con una lussureggiante macedonia di mango, papaya e frutto della passione.

É primavera, belli!

Scavallate le macchine della pula che presidiano il Listòn ci si insinui subdolamente in un bar aperto, ammirando sia il silenzio rarefatto che lo domina, sia il tono giallissimo che luci artificiali assumono verso quest'ora insolita, a metà esatta tra day'n nite.

Una volta usciti, ci si prenda qualche momento per considerare l'esistenza di persone che le notti le passano così.

A Padova (dati Legambiente) ci sono circa 25.000 abitazioni sfitte ed inutilizzate.

Un poco intristiti si avanzi verso Corso del Pueblo, ammirando le camionette della nettezza che appunto nettano instancabili e accorgendosi di quanto l'alba sorga – democratica – tanto sulla Cappella degli Scrovegni quanto sull'ultimo dei palazzoni.

In Piazza De Gasperi altra (appropriata all'ora, ma tecnicamente discutibile) arte urbana.

E poi la Stazione.

Che dentro la vita ferve, già, e ci si può sentire un tantino meno soli.

Ed è subito giorno.