fettucce

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa, il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano:
lascio perdere,
sono educato,
faccio segno di si,
fingo di capire,
perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa, il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono
—  Charles Bukowski, “Musica per organi caldi
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa.
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono
—  Charles Bukowski

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato. Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa… Il mio cervello si chiude.
Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…

- Charles Bukowski

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di sì. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa. Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski, (via lacrime-di-pioggia)
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso,con gli esseri umani,buoni e cattivi,i miei sensi semplicemente si staccano,si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire,perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce,ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  – Charles Bukowski (via anormalguywithabnormalmind)

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…

Faccio segno di si. Fingo di capire, perchè non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato guai.
Cercando di essere gentile con gli altri, spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Hollywood, Hollywood - Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
Rossi x Reader: All the Pastabilities

Rossi x Reader:

Warning: NSFS (not safe for spaghetti)

Synopsis: You are the unsubetti, the leader of the Italian free pasta movement. Rossetti, the Italian Stallion of the BAU, decides to farfallow you to crack the case.

——————————————————————————————-

You lounge about your secret spaghetti factory lair followini your usual rotini. You hear a knockaroni and then a booming voice. You know who it is. It’s the Italian Stallion.

“I’ma busiate righta now!” you yell frantically, knowing that justini was about to be served… with meatballs on the side. Just thinking of his breadstick makes you quiver.

“FBI! Opini the doorini!” He continues. “You are underini arresterini!”

“You musta be tripolini if you thinkini I’ma gonna open that doorini!” You scream. You grabini your hostagozzi, Donald Trump Jr.

“I’ma gonna put a capellini in that assholini!” He retorts.

“Whata, is thata your fettucce?” you taunt back.

You knowini what’s to come. The man is builtini like a lasagna, drippini with meat. You can’t wait to globberini on his fat salami.  

He chases you throughtini the pasta factory. You knowa you can’t go farfallini. He’s coming for you. You decide to go seducini him instead, thinkini that he might filini your holes now to avoid lifini in prisoroni.

You falleni down on the conveyor belt. Rossi follows pursuitini, on your tail. There’s no fighting it now. The Italian Stallion had come for his appetizers. Any attempt to escapini would be sicily.

He pulls down the spaghetti straps on your dressolli.

“It’sa time,” he grunts under his espresso breath. He takes off his Kevlar vestini, exposing all 56 empty bottles of wine that instantly crash onto the floor. He frantically looks for a filini one.

“You gnocchi everything abouta me, Y/N,” he huffs sadly, knowini he will be soberini soon.

“Everything willa be bene,” you mutter, quickly taking his pepperoni slab into your mouth to comfort him. “You’re soa bigoli,” you moan. SWAT is nowhere to be found. Maybe you can get away with this.

“Oh bellisima,” he groans. He’s pumping in and out of you now, each in and out causing another orgasm. You are now covered in flour, eggs, and water, as you are on a pasta conveyor. He stuffs you like a cannoli. You come a total of 23062972012847 times. He turns you over and uses your ass like a fagioloni. You come an additional 103u46091837532589 times.

“UuuuUUuuuuuuuuuUUuuuuuUUUUUUuuuuPASTAuuuuUUUUUuuuUuu” he moans. You come together, in a spattering mess that can only be described as Missouri. You create your personal batch of pasta dough in that moment that tastes as good as CRACK.

You hear the cock of a gun. Rosseti smirks. “Thanks for the help Penelopetti,” he whispers into the earpiece. You realize he has betrayed you and his country, and you have fallen for his Italian tricks. The BAU comes out of the hiding, extremely confused by what they have just witnessed. They take you into custody.

As you walk out of the factory, you see SSA Aaron Hotchner. You hear him mutter under his breath.

“Hailey’s favorite food was pasta.”

His wife is dead.

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa, il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski.
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.

Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
- Charles Bukowski 

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa.
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di sì. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha causato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri, spesso mi ritrovo con l’ anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa, il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono tutti troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
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Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.
—  Charles Bukowski