feriali

Mi facevi ridere e, allora, trovavo impensabile che proprio tu potessi un giorno farmi piangere. Mi sbagliavo. Con te, ho conosciuto la disperazione, quella che ti costringe a farti a pezzi per non sentirti solo, che ti fa urlare davanti allo schermo di un computer, sul patio di una casa in cui non sei più la benvenuta, a bordo di un treno che da allora ha cambiato destinazione. Ti ho cercato al punto di perdermi, ti ho amato al punto da odiarmi, ti ho voluto al punto da non accettare neppure me stessa. Ho iniziato a scrivere per non permettere alla vita di cancellarci, per ritagliarci uno spazio sulla carta ora che non ne avevamo più uno nei giorni festivi e in quelli feriali. Ti ho amato al punto da odiare chi è arrivato dopo di te, da trovare ancora i tuoi occhi, la tua voce, la tua schiena bianca tra le pagine di un libro chiunque. Ti ho amato e, questo non cambia dopo tutti gli anni lontani, gli abbracci spezzati, le chiamate perse e i sogni infranti.