felp

Sono bestemmie e eyeliner sciolto. Sono acidita’ e dolcezza. Sono libri e Tumblr. Sono amore e odio. Sono felpe giganti e cuffie nelle orecchie. Sono film mentali e illusioni, a non finire. Sono parole dette a cazzo, e un’inguaribile romantica. Sono quella che da’ tutto, e spesso non riceve niente. Sono il mare d’inverno e il sole a dicembre. Sono tante cose, eppure non mi sento niente.
Viviamo negli anni dei leggins a fantasia e dei maglioncini. Delle felpe con i fiori e dei jeans risvoltati. Dei capelli tinti di nero, delle all star, dei felponi e delle punte colorate. Gli anni in cui gli insulti su ask hanno piú peso dei complimenti di un amico. Gli anni in cui se fumi sei figo, e se non te ne fai nemmeno una quando vai a ballare sei uno sfigato. Gli anni dei pregiudizi e delle bestemmie troppo facili. Quegli anni in cui tutti si lamentano dei politici. Gli anni dei mille cuori su whatsapp e se ti incontri per strada nemmeno lo saluti. Gli anni dei “ti amo” detti anche agli amici, al posto del “ti voglio bene”. Dei messaggi a mezzanotte del compleanno, dei poemi lunghi due pagine che ti fanno sentire importante. Gli anni di chi legge troppo e chi troppo poco. Gli anni della gente che farebbe di tutto, DI TUTTO, per un mi piace in piú. Gli anni di facebook, twitter, instagram, ask. Di vine, degli after, delle risate per foto senza senso. Degli sguardi di intesa, quelli di disprezzo, quelli di amore e quelli che semplicemente non riavrai mai piú indietro. Siamo negli anni delle troppe emozioni, delle incazzature facili, dei “ora l’ammazzo, la prendo a sberle”, o dei “quella puttana della prof”. Gli anni dell’anoressia, bulimia e autolesionismo. Siamo negli anni in cui un messaggio ti puó cambiare la giornata. Siamo in quegli anni in cui le emozioni sono a mille, quindi attento a ció che fai.Questi anni fanno veramente schifo ma alla fine è vero: sono i migliori anni della nostra vita.
—  Facebook

Oh andiamo perché qualcuno dovrebbe amarmi?
Io sono un disastro.
Parlo come un camionista, bestemmio ogni due per tre, preferisco un pacchetto di Marlboro ad una rosa, una felpa larga tre volte me ad un vestitino, gli abbracci ai baci, un happy meal ad una cena a lume di candela.
Sono quella che un giorno ti vuole ed il giorno dopo ti manderebbe volentieri a quel paese, quella che mette il rossetto rosso e non perché vuole esserlo tolto, perché porcodio il rossetto non me lo devi toccare. Quella che all’improvviso si mette a ricordare, perché io i ricordi non li lascio mai andare, e non ti ascolta più. Sono quella che preferisce parlarti tutta la sera piuttosto che baciarti. Quella che quando l’abbracci vorrebbe rimanere lì per sempre, che negli abbracci ci vorrebbe scomparire. Quella che sembra felice solo quando ha un libro tra le mani. Quella che dice di fregarsene di tutto e poi crolla alla prima delusione. Io sono un casino, porca puttana. Ho le tempeste dentro, gli uragani, i temporali, i maremoti. Sono piena e allo stesso tempo così vuota. Sono un disastro. Perché qualcuno dovrebbe amarmi?

—  Iky Caputo.