favilator

La Torre nera (il film) - LA RECINZIONE

Seguiranno spoiler? Dipende.

BELLISSIMO FILM

…se non hai idea di chi sia Stephen King e non sapevi che quella pellicola aveva la pretesa di essere la trasposizione cinematografica di una serie di libri (tipo che caccio una bestemmia e poi anch’io dico che era tratta da un libro)

Incipit sullo stile ‘Tra il tempo in cui l’oceano inghiottì l’Atlantide…’ che mi ha lasciato un popporcoddio:

C’È UNA TORRE CHE REGGE L’UNIVERSO E SI DICE CHE ESISTA UN BAMBINO CHE PUÒ DISTRUGGERLA.

Sette libri da millanta pagine l’uno stuprati in una sola affermazione.

Il regista doveva essere un fan di Christopher Nolan, da qui la decisione di fare una meta-trama alla Memento, cioè cominciando dal fondo: ha convocato 7 fan accaniti e ha detto loro – Ognuno di voi mi racconti la trama di un libro con 50 parole. Tutti contemporaneamente, però, ché io sono un regista e quindi sono multitasking. Sì ok, la torre… mi piace…cos’hai detto? L’UOMO NERO? Così è un po’ razzista ma va bene, mettiamoci un attore con la pelle di un colore diverso… portali magici? No, facciamo una roba di fantascienza col rumore di modem a 56K…procioni parlanti? Vabbé, siparietto simpatico alla Rocket Raccoon… Chi cazzo è Eddie Dean? COSA?! Una nera schizofrenica senza gambe in carrozzina che si tromba un bianco? Ma che siete scemi?! Volete che praticamente ogni associazione ci faccia causa?! Io voglio eroe disilluso figo+bambino puro paranormale+cattivo malvagio affascinante+distruzione del mondo E FACCIAMO FAVILLE!!!!

Io ve lo dico…hanno dimenticato il volto ma delle loro mamme un po’ puttane con la fila sulle scale.

Il mondo è fatto così – , rivelò. – Un mucchio di gente, un mare di fuocherelli.
Ogni persona brilla di luce propria in mezzo a tutte le altre. Non esistono due fuochi uguali. Ci sono fuochi grandi e fuochi piccoli e fuochi di tutti i colori. C’è gente di fuoco sereno, che non si cura del vento, e gente di fuoco pazzo, che riempie l’aria di faville. Certi fuochi, fuochi sciocchi, non fanno lume né bruciano. Ma altri ardono la vita con tanta passione che non si può guardarli senza strizzare gli occhi; e chi si avvicina va in fiamme.
—  Eduardo Galeano
S'io avesse le belle trecce prese,
che fatte son per me scudiscio e ferza,
pigliandole anzi terza,
con esse passerei vespero e squille:
e non sarei pietoso né cortese,
anzi farei com’orso quando scherza;
e s'Amor me ne sferza,
io mi vendicherei di più di mille.
Ancor ne li occhi, ond’escon le faville
che m’infiammano lo cor, ch’io porto anciso,
guarderei presso e fiso,
per vendicar lo fuggir che mi face;
e poi le renderei con amor pace.
— 

Dante Alighieri, Così nel mio parlar vogl'esser aspro, vv. 66-78

Se avessi prese le belle trecce, che mi colpiscono come scudiscio e sferza, le terrei da mattina a sera: non sarei clemente né cortese, ma farei come l'orso quando gioca; e se Amore mi colpisce con quelle trecce fatte sferza, io mi vendicherei rendendo più di mille volte le stesse sferzate. Anzi per vendicarmi di come fugge davanti a me, la guarderei da vicino e fisso, in quegli occhi da cui escono le scintille che mi infiammano il cuore ferito a morte; poi le renderei amore e perdono insieme.

“A piedi

mi toccò attraversare il sistema solare,

prima di trovare il primo filo del mio abito rosso.

Ho già il presagio di me stessa.

In qualche posto dello spazio è appeso il mio cuore,

da cui faville si sprigionano, e l’aria vibra,

verso altri smisurati cuori”.


(Edith Södergran)