faustroll

TESTO E POESIA PATAFISICA E UN POCO DI TUTTO IL RESTO.

Così,non avendo soluzioni per scrivere la poesia che portavo in testa mi recai a Ubulandia,non che la cosa mi facesse particolarmente piacere,sia ben inteso,viaggiare su letti a doghe strette non è cosa che uno può fare tutti i giorni ,ma ne valse veramente la pena. La città era una spirale di strade tutte intersecate tra di loro, è inutile che sto a raccontarvi il seguito,considerando che il Dr.Faustroll ha ampiamente affrontato l’argomento in maniera più che esaustiva. La poesia era sempre li in testa,il problema era portarla sul foglio di carta,erano giorni che non dormivo più la sera, che mi scervellavo su come poter riuscire a farla uscire, il consiglio che mi diede il professor Bones fu quello di poggiare il bocchettone dell’aspirapolvere all’orecchio,di pensare intensamente alla poesia e di accendere in quel momento l’aspirapolvere… Nel sacchetto trovai soltanto un ammasso di lettere e di punteggiatura,le sparpagliai sul pavimento sperando che si ricomponessero da sole,ma le uniche cose che uscivano erano delle parole insensate,così decisi di regalare il sacco pieno di lettere ad un giornalista,amico di vecchia data,son certo che lui avrà modo di usarle.  Tornai da Bones avvertendolo che il suo metodo era ancora da rivedere, lo trovai perso in Sillogismi Aristotelici, aveva il vizio della Logica, quando si faceva di Aristotele diventava irriconoscibile,un giorno affermò di esser stato lui il “Terzo escluso” e di rivolgersi a B o -B per sapere se si trattava di A, la sua famiglia per questo non gli parlò per parecchi mesi,fino al 31 di Giugno,anche se suo padre in segreto si faceva di letture di Russell tutte le sere prima di coricarsi. In un attimo di illuminazione mi consigliò di recarmi ad Ubulandia dove forse avrei trovato il modo per far uscire la poesia, bhè lo trovai…
Gironzolando per le vie mi ritrovai ad osservare la vetrina di una bottega,era una vetrina senza vetri,in effetti non la si potrebbe nemmeno chiamare vetrina e se vogliamo esser più precisi quella non era affatto una bottega, ma non è questo il luogo e il tempo per discutere su cosa sia o meno una bottega o cosa si possa annoverare all’interno del gruppo (un pò spocchiosetto) delle botteghe e dei bottegai in genere è bene (e non pene) però rammentarvi di diffidare sempre dei bottegai,ancor più di quelli tradizionalisti che vivono in simbiosi con i calzolai Scozzesi. Varcai la porta della bottega non bottega, non so perchè mi attirasse particolarmente quel posto,forse perchè l’insegna aveva tutti i puntini sulle “i” e la cosa destò una notevole meraviglia. La bottega era piena di vasetti contenenti pastiglie di ogni tipo,gialle e rosse,bianche e blu e qualche pastiglia viola, esposi il mio problema al bottegaio che si chiamava Tun Barrell, nota dinastia di bottegai, Tun corse subito nel retrobottega, in realtà si era soltanto nascosto dietro un bancone dove pensava di non esser visto e dopo qualche minuto tornò con una pastiglia bianca e nera, mi disse di prenderla e di mettere il tubo dell’aspirapolvere davanti alla bocca, in oltre al posto del sacchetto dovevo mettere un foglio,per questo motivo le lettere si raccolsero tutte nel sacco senza un senso logico,ci voleva un foglio, avrei potuto risparmiarmi questo viaggio se solo ci avessi pensato un pò su… Ripercorsi le spirali in senso opposto, la città girava tutta attorno a me, e presi poi il letto a doghe strette per il ritorno. Percorsi la strada che dalla sede leopoldina del terzo concilio faraonico porta al monte geologiano dove vivo attualmente,ma ancora per poco,lo sfratto è imminente,la gente vuole soldi,ma li voglio anche io e non si riesce mai a trovare un compromesso che metta d’accordo entrambi, io proposi di scambiarci i soldi ma tutti erano affezionati ai propri tanto da avergli dato dei nomi e la cosa generò non poca discordia tra me e il mio affittuario,così si recò dalla polizia dicendo che io non volevo pagare l’affitto quando in realtà non era vero perchè, sia ben inteso, io la volontà di pagare l’affitto l’ho sempre avuta è solo che non voglio separarmi dai soldi come tutti. Il 30 di Ottobre ci sarà la causa in tribunale ma non credo che ci andrò, è troppo lontano e poi queste cause mi fanno sempre uno strano effetto…
Tornato a casa seguii i consigli del bottegaio,la pastiglia in verità non serviva a nulla solo che lui era obbligato a venderle,era la sua morale che gli imponeva queste cose e ogni volta che non la rispettava Kant si adirava con lui e lo prendeva a male parole.
Ecco quello che uscì dall’aspirapolvere che da oggi chiamerò aspiraparole e che è anche la poesia che da tempo avevo nella mente:

Poesia spedita telepaticamente al re del tempo dopo il sequestro del Giovedì.

Egregio re,
mi fa
la scomparsa del Giove dì
accorciar lo stipendio, tanto così

La prego di dissequestrare il Giovedì
O di moltiplicare per due il Mercoledì
Meglio ancora il Venerdì,
Avendo premura di non accoppiarlo al Lunedì.

La ringrazio anche per quel …

Qu’est ce que la ’Pataphysique

La plus vaste et la plus profonde des Sciences, celle qui d'ailleurs les contient toutes en elle-même, qu'elles le veuillent ou non, la Pataphysique ou science des solutions imaginaires a été illustrée par Alfred Jarry dans l'admirable personne du Docteur Faustroll. Les Gestes et Opinions du Docteur Faustroll, pataphysicien, écrits en 1897-1898 et parus en 1911 (après la mort de Jarry) contiennent à la fois les Principes et les Fins de la Pataphysique, science du particulier, science de l'exception (étant bien entendu qu'il n'y a au monde que des exceptions, et que la «règle» est précisément une exception à l'exception ; quant à l'univers, Faustroll le définissait «ce qui est l'exception de soi».)

Cette Science, à laquelle Jarry avait voué sa vie, les hommes la pratiquent tous sans le savoir. Ils se passeraient plus facilement de respirer. Nous trouvons la Pataphysique dans les Sciences Exactes ou Inexactes (ce qu'on n'ose avouer), dans les Beaux-Arts et les Laids, dans les Activités et Inactivités Littéraires de toutes sortes. Ouvrez le journal, voyez la télévision, parlez : Pataphysique !

La Pataphysique est la substance même de ce monde.