falsario

Giorgio De Chirico, falsario di se stesso, 1958

«La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare.» G.De Chirico

Il maestro morto novantenne a Roma nel 1978, negli ultimi anni non andava tanto per il sottile nell’autenticare opere della sua vastissima produzione. I quadri di Giorgio de Chirico, secondo la prima moglie Raissa Gourevich, si dividerebbero in quattro categorie: autentici, quasi autentici, falsi e quasi falsi.
Autentici, ovviamente, sono tutti i quadri dipinti dal maestro.
Falsi, quelli dipinti dai falsari operanti sia in Italia che in Francia e anche in America.
Quasi autentici, tutti i quadri dipinti da lui ma che lui stesso, per poterli vendere come risalenti al periodo «metafisico», firmava con l’aggiunta di una data falsa (per esempio, dipinti negli Anni Cinquanta ma datati 1913).
Quasi falsi, infine, tutti i quadri dipinti da un qualche «negro », con la firma del maestro autenticata da un notaio su sua richiesta.

«E’ la storia di un uomo dal carattere fragile e irriflessivo che per turlupinare galleristi e collezionisti divenne il principale falsario di se stesso. Ai «veri» falsi che già inquinavano il mercato, si aggiunsero quindi i falsi veri realizzati da de Chirico stesso. Da un certo momento in poi, il pittore cominciò infatti a realizzare copie del periodo metafisico delle Piazze d’Italia. Copie spesso mal dipinte che retrodatava per venderle a un prezzo più alto, perché il periodo metafisico era quello che tutti volevano. Lo fece sia per lucro, ovvio, sia per vendicarsi del mondo, della modernità che detestava.»

«Io so’ De Chirico. dico in senso simbolico. c'ho un controllo diabolico. quasi artistico. del mio stato psicofisico. e se hai capito, mo’ traducilo.» D.Silvestri

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